Fintech & Pmi

Da Credimi il finanziamento che arriva in tre giorni senza garanzie

Pensato per le ditte individuali con almeno due anni di anzianità, un fatturato di 100mila euro ed essere classificati come “buoni pagatori”

di Lucilla Incorvati

4' di lettura

Metti insieme 3 milioni di ditte individuali, la necessità di accedere facilmente ad un finanziamento e le nuove leve del fintech. Ed ecco Credimi Subito, un finanziamento che si ottiene senza garanzie particolari (servono partita Iva e l’ultima dichiarazione fiscale) a patto di avere l’attività avviata da almeno due anni e un fatturato di 100mila euro. Una soluzione pensata per parrucchieri, ristoratori, gestori di palestre e i tanti titolari di ditte individuali che sono tra le più colpite dall’emergenza Covid.

Il format arriva dalla piattaforma digitale di Credimi, la fintech italiana vigilata da Banca d’Italia che dal 2017 ha erogato 1,5 miliardi di finanziamenti alle aziende italiane.

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La finanza alternativa di Credimi

Quello di Credimi è un canale di finanziamento flessibile, veloce e alternativo alle tradizionali banche, la cui attività di erogazione è supportata da investimento diretto e dai capitali raccolti da investitori istituzionali come banche e fondi d’investimento (tra gli altri Deutsche Bank, Banca Generali, Banca Sella, Bpm, Banco Desio, Banca del Piemonte).

Attraverso la piattaforma digitale di fatto le risorse messe a disposizione delle famiglie di risparmiatori italiani, arrivano alle imprese, con importanti benefici per tutti. I finanziamenti a medio lungo termine sono inoltre coperti dalla garanzia dello Stato attraverso il Fondo di Garanzia.

LE DITTE INDIVIDUALI IN ITALIA
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Dal Factoring digitale ai finanziamenti

Partiti con il factoring digitale, nel 2019 è arrivata la prima soluzione di finanziamento per PMI garantita dallo Stato, esteso successivamente alle società di persone nell’aprile del 2020. Ora è la volta di uno strumento ancora più flessibile (un prestito a 5 anni, di cui uno di preammortamento) per un finanziamento da 25mila a 1,5 milioni di euro, senza garanzia personale, richiedibile in 2 minuti, con risposta in 3 giorni.

Ovviamente, è bene essere stati buoni pagatori. «Il tutto grazie alla tecnologia proprietaria di raccolta dati e rating di Credimi - sottolinea Ignazio Rocco, ceo e fondatore di Credimi - che consente di fornire risposte mirate a richieste di finanziamento analizzando automaticamente molte variabili, come l'andamento dell'attività commerciale ed economica, la storia della società e dell'imprenditore, l'andamento dei finanziamenti in essere, incluso quelli in Centrale Rischi».

LE DITTE INDIVIDUALI PIÙ COLPITE DALLA CRISI
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La strategia di Credimi

Per Credimi il lancio di un finanziamento dedicato delle ditte individuali è una tappa fondamentale del percorso intrapreso per essere sempre più un punto di riferimento per le piccole, piccolissime e micro-imprese, «non solo per quel che riguarda l'accesso al credito, ma anche in termini di supporto concreto, affiancandole con servizi e innovazioni importanti per la loro crescita, basati su dati e tecnologia - aggiunge Ignazio Rocco».

Nel corso del 2020 sono stati distribuiti alle imprese 120 miliardi di euro tramite il Fondo di Garanzia ma una parte è ancora presente nei conti correnti delle società in attesa di essere investiti. Una volta fatta la richiesta e arrivata la conferma di accettazione Credimi attiva la garanzia dello stato tramite il Fondo Centrale. Grazie a questo fino ad oggi in termini di rischio la media delle perdite attese del portafoglio di tutte le posizioni gestite dal 2017 è inferiore all'1% (0,9%) su oltre 1 miliardo di turnover (o volumi gestiti). «Le ditte individuali molto probabilmente hanno una rischiosità più alta - sottolina Rocco - che noi stimiamo nell’arco di cinque anni del 30% ma pensiamo di avere gli strumenti per intercettarla il più possibile».

I FINANZIAMENTI DELLE DITTE INDIVIDUALI
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L’osservatorio Pmi

Da sempre considerate l'ossatura della nostra economia, le ditte individuali- che secondo Infocamere sono oltre 3 milioni - sono quelle che tra tutte hanno dovuto apportare il maggior numero di cambiamenti organizzativi e gestionali a seguito del lockdown. Per loro una delle priorità è ricevere un servizio dedicato in tema di credito, di pari passo allo sviluppo della ditta, come emerge dall’Osservatorio Pmi lanciato da Credimi e realizzato da Nextplora, agenzia di Insight Management, su un campione di 1.200 aziende con fatturato fino a 10 milioni di euro.

Dalla ricerca emerge che le ditte individuali hanno subito un calo di fatturato più rilevante rispetto alla media delle Pmi, tuttavia hanno fatto minor ricorso ai prestiti garantiti del governo. Il 72% delle ditte individuali prevede di richiedere un finanziamento e il 51% lo farà entro il 2021. Delle aziende che si finanzieranno, il 76% chiederà un ammontare superiore a 25mila euro.

Tra gli impieghi al primo posto c'è il ripristino della liquidità (seguito da pagamento dei fornitori e acquisto di strumenti e software), infatti ben il 28% di queste aziende pensa di ricorrere alla finanza in anticipo per far fronte a quello che potrà accadere. Tuttavia, si rileva anche che il 25% delle ditte individuali sta riducendo gli investimenti al fine di avere cassa per gestire gli imprevisti, ragione forse dell'innalzamento del risparmio sui conti correnti delle imprese registrato dalla Bce nel 2020. Ma la voglia di investire c'è, come dimostra il fatto che il 51% delle ditte individuali intervistate dichiara che utilizzerà il prossimo finanziamento per attività di e-commerce e marketing digitale. Tra le caratteristiche che gli imprenditori a capo di ditte individuali valuteranno nella scelta del finanziamento (oltre al costo) ci sono principalmente la velocità di erogazione (44%), la flessibilità nel pagare le rate (43%), la semplicità d'accesso (19%) e dei processi (39%).

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