ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa struttura

Da Cutolo a Messina Denaro: perché l’Aquila resta il carcere più sicuro

Il boss di Cosa nostra, arrestato lunedì dopo 30 anni di latitanza, sconterà il 41bis nel penitenziario abruzzese in cui fu detenuto anche Totò Riina

Messina Denaro, Gen. Mori: quella mafia è finita, non c'è un capo

2' di lettura

È il carcere d’Italia con il più alto numero di detenuti al 41 bis, le Costarelle. Al penitenziario è stato assegnato da lunedì notte Matteo Messina Denaro. Una struttura di fatto in mezzo al nulla, un’isola detentiva lontano dal resto della città dell’Aquila. Negli anni sono stati incarcerati personaggi del calibro di Raffaele Cutolo (’O Prufessore), capo della Nuova camorra organizzata, ma anche Giuseppe Madonia (Piddu), boss sanguinario di Cosa nostra, e Leoluca Bagarella (don Luchino) del clan dei Corleonesi, la cui sorella sposò il capo dei capi Totò Riina, anche lui per un periodo detenuto nel penitenziario.

Quando Baiardo diceva "Messina Denaro potrebbe farsi arrestare"

L’opera del Pentapartito

Le Costarelle è stata ultimata nel 1986 ed è entrata in funzione nel 1993: già dal 1996 fu adibita quasi interamente alla custodia di detenuti sottoposti a particolari regimi di alta sicurezza che alloggiano in celle singole. Da una capienza iniziale di 150 detenuti si è poi passati ad un massimo di 300, compresi i carcerati comuni. All’inizio l’apertura di questo istituto con le finalità descritte non fu vista con grande favore dalla comunità aquilana. E’ considerata una delle opere del ’Pentapartito’: alla fine degli anni ’80 la città con il contributo del sottosegretario alle Finanze Domenico Susi (Psi), al Governo per 9 anni consecutivi con 3 esecutivi diversi, si dotò di nuove strutture come la scuola della Guardia di Finanza e appunto il carcere. Significativo che entrambe le strutture non solo hanno resistito al sisma del 2009, ma sono anche diventate proverbiali per la loro sicurezza. Fu insomma subito concepito per favorire il passaggio dall’articolo 90 degli anni ’70 - che riguardava la sicurezza in carcere - alla evoluzione nell’attuale 41 bis.

Loading...

Gestione rigida

Ora ospita dodici donne - essendo l’unico penitenziario con la sezione femminile per il regime 41bis - e circa 160 maschi e prevede anche aree riservate. Non ha mai dato vita a particolari episodi, proprio per la sua rigida e ferrea gestione. All’inizio degli anni duemila furono gli stessi agenti penitenziari a scioperare per la difficile vita interna e per l’adeguamento degli organici, anche perchè la struttura in quegli anni si gonfiò di detenuti pericolosi dopo la chiusura di Pianosa e Asinara.

I criminali

Qui fu trasferita e sta tuttora Nadia Desdemona Lioce, l’irriducibile delle nuove Br condannata all’ergastolo per gli omicidi D’Antona e Biagi. Nel super carcere de L’Aquila sono stati ospitati detenuti eccellenti come il boss mafioso Leoluca Bagarella - che sconta l’ergastolo per strage -, Raffaele Cutolo della Nuova camorra organizzata, l’esponente dei casalesi Francesco Schiavone detto Sandokan, l’esponente della Mala del Brenta Felice Maniero.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti