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Da Dainese a Teamsystem. I private equity dribblano la crisi

di Carlo Festa


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(Agf)

2' di lettura

Il private equity tiene a galla il settore delle fusioni e acquisizioni in Italia. Lo scenario politico nazionale e i dati macro economici che segnalano un forte calo della crescita per il 2019 non aiutano, ma i grandi fondi internazionali continuano a fare operazioni in Italia: target restano infatti quelle aziende con una forte componente di export e quindi uscite indenni dalla fase di incertezza italiana.

Tanti i nuovi dossier che sono in corso o che sono pronti a partire. I riflettori sono infatti puntati su Dainese, storica azienda leader nella produzione di abbigliamento tecnico di alta qualità nel mondo del motocilismo e negli sport dinamici. L’azionista Investcorp ha infatti avviato un’asta per cedere il gruppo e ha incaricato Lazard di organizzare il processo. In corsa ci sono principalmente altri private equity. Dainese, sotto la gestione di Investcorp, ha accresciuto la sua strategia internazionale.

Nel 2013, prima del passaggio a Investcorp, la società vicentina aveva un fatturato di 121 milioni. Nel 2017 invece Dainese ha toccato quota 184,7 milioni di giro d’affaro con un Ebitda di 25 milioni (increscita rispetto ai 20,2 milioni del 2016).

Tra i dossier di grandi dimensioni c’è invece attesa per le mosse di Hellman & Friedman sulla controllata Teamsystem. Sono passati quasi 4 anni da quando il fondo internazionale ha rilevato il gruppo specializzato in software gestionale per professionisti e imprese: da allora la società è cresciuta notevolmente. Hellman & Friedman che non ha ancora preso una decisione, potrebbe scegliere di valorizzare entro fine anno la sua partecipazione: tramite una vendita oppure con una quotazione. La valutazione che circola è molto rotonda e comunque tra 1 e 2 miliardi di euro.

Ci sono poi numerose altre operazioni, di dimensioni minori, pronte a partire. Tra i dossier più interessanti c’è quello di Manuli Rubber Industries, società quotata fino al 2014 quando la famiglia azionista decise di delistarla. I soci hanno dato incarico a William Blair di trovare un compratore e interessati sarebbero soprattutto gruppi industriali come Alfagomma e Gates. La società è una multinazionale attiva nel settore delle applicazioni oleodinamiche, capace di generare oltre 50 milioni di Ebitda: con una valutazione potenziale di circa 500 milioni di euro.

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