ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLo shock energetico

Da Desio a Taormina, il caro bollette affonda i bilanci dei Comuni

Le amministrazioni locali lanciano l’allarme e i sindaci riducono i servizi. I presidenti di Anci e Upi al governo: servono altri 350 milioni per evitare il disastro

di Nino Amadore

(IgorZh - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il caro bollette rischia di mandare in tilt i già disastrati conti dei Comuni italiani. Lo si era visto qualche mese fa quando l’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani guidata dal sindaco di Bari Antonio Decaro, l’anciò l’iniziativa “30 minuti al buio” per dare un segnale al governo nazionale.  Lo si vede oggi in concreto: da Desio (Monza e Brianza) a Taormina (Messina), i sindaci sono in difficoltà.«Anche gli enti pubblici non sono in grado di sostenere i costi energetici», testimonia Nedda Manoni, dirigente dell’area Gestione risorse del Comune di Desio (Monza e Brianza). E continua: «Il nostro Comune deve sostenere per l’illuminazione pubblica costi aumentati del 152%. Per un solo impianto abbiamo ricevuto a luglio una bolletta da 4.789 euro. Desio spendeva nel 2021 900mila euro per l’illuminazione pubblica e nel 2022 sborserà oltre 1,5 milioni. Per non parlare dei costi del riscaldamento degli impianti sportivi e delle scuole. Bisogna assolutamente obbligare le città a spegnere l’illuminazione pubblica, a ridurre le temperature nelle scuole e a spegnere l’aria condizionata. Se non c’è una legge, nessun sindaco avrà il coraggio di spegnere le luci».

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Il conto per Taormina

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A Taormina il Comune ha ricevuto una ’mazzata’ che rischia di far saltare i bilanci. «Il Comune di Taormina – ha raccontato il sindaco Mario Bolognari – ha ricevuto una richiesta di pagamento di fornitura di energia elettrica, comprensiva dell’illuminazione pubblica, per un totale di 589.176,15 euro. Sono bollette emesse a maggio, giugno e luglio 2022. Se le imprese e le famiglie stanno subendo una stangata senza precedenti, i Comuni, così procedendo, andranno tutti in grave sofferenza. Senza un intervento dello Stato il risultato potrebbe essere che imprese e famiglie pagheranno anche questi aumenti sotto varie forme di tariffe e tasse. Quando abbiamo fatto il bilancio avevamo previsto un aumento dei costi energetici, ma non di queste proporzioni. Un’altra tegola che rischia di far saltare i conti 2022». Del resto l’aria che tira è questa dappertutto.

Sul tema sono tornati il presidente dell'Anci e il presidente dell'Upi (Province), Michele De Pascale, i quali chiedono un intervento urgente che fermi il rincaro dei prezzi dell'energia. «Famiglie e imprese stanno già soffrendo le conseguenze del continuo aumento dei costi dell'energia – affermano in una dichiarazione congiunta i due – e sappiamo che il governo sta mettendo a punto provvedimenti urgenti. È indispensabile che fra questi sia compresa una misura di sostegno per i Comuni e le Province, in assenza della quale i bilanci degli enti locali sono destinati a saltare. È necessario uno stanziamento straordinario di almeno ulteriori 350 milioni di euro per compensare l'impennata delle nostre spese energetiche, altrimenti i sindaci saranno costretti a tagli dolorosi dei servizi pubblici a tutto danno dei cittadini, in vista di un autunno che già si prospetta molto difficile e preoccupante».

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