ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùUN SISTEMA SENZA VASI COMUNICANTI

Da Deutsche alle Sparkassen, i 3 pilastri «ingessati» delle banche tedesche

di Isabella Bufacchi


Salta il supermatrimonio tra Deutsche Bank e Commerz

3' di lettura

La più grande operazione di consolidamento bancario in Germania, guidata da logiche di mercato negli ultimi tempi, porta una firma italiana, dicono gli esperti del settore: l'acquisizione da parte di Unicredit di Hvb (HypoVereinsbank) risalente al novembre 2005. La Grande Crisi bancaria del 2008 ha poi costretto Berlino a forzare l'aggregazione tra Commerzbank e Dresdner bank mentre Deutsche bank ha acquisito PostBank. Tutto questo movimento di M&A si è concentrato però in un solo settore, quello delle banche private tedesche dove tra l'altro è appena tramontata l'aggregazione DB-Commerz.

Le banche private sono uno dei tre grandi pilastri del sistema bancario tedesco, il più piccolo rispetto a quello delle casse di risparmio e Landesbanken, e quello delle banche di credito cooperativo e Raiffeisen. Le crisi recenti di alcune importanti Landesbanken (NordLB l'ultimo caso) possedute dagli Stati-Regione e dalle Sparkassen, non hanno innescato il tanto atteso punto di contatto tra settore bancario pubblico e privato: non esistono ancora vasi comunicanti.

La guerra delle banche private in Germania
Le banche private in Germania sono dunque costrette a farsi la guerra per spartirsi una fetta ridotta della grande torta: e sono chiamate a contrastare, in un ostico habitat domestico, le grandi sfide della digitalizzazione, di fintech e online banking, requisiti patrimoniali più stringenti, rallentamento economico. Il cost-to-income è tra i più alti in Europa: si spendono fino a 93 centesimi per guadagnarne 100. Le «grandi banche» in Germania - DB, Commerzbank e Unicredit-Hypo vereinsbank - hanno 780 miliardi di depositi da clientela retail e commerciale su un totale di 3.800 miliardi dell’intero sistema, stando alle ultime statistiche della Bundebank. Le Sparkassen e Landesbanken hanno 1.200 miliardi di depositi, le banche di credito cooperativo 700 miliardi.

Mercato retail in mano a Casse di risparmio e banche cooperative
Il 75% dei depositi della clientela retail è saldamente in mano a casse di risparmio e banche di credito cooperativo, istituti estremamente radicati nel territorio e strettamente legati a doppio filo con il tessuto della politica locale, dove i forti venti della digitalizzazione, della globalizzazione, del fintech sono monitorati come fossero una leggera brezza. Il primo Pil dell'Eurozona, che è quello tedesco pari a oltre 3.380 miliardi, è dunque alimentato dai finanziamenti che arrivano da tre motori che non comunicano tra di loro ma che anzi sono in diretta concorrenza: la competizione bancaria in Germania è tra le più agguerrite in Europa e questo erode i margini di profitto, già ridotti all'osso da anni di tassi negativi. Nel mondo delle Landesbanken sta comunque montando il dibattito sull'opportunità di fondere alcune banche regionali, per rafforzarle continuando a fornire i loro servizi all'ingrosso alle Sparkassen. Movimento dentro il pilastro pubblico. La casse di risparmio premono per avere a loro volta una riduzione dei costi, pur se contano già su una forte centralizzazione dei servizi all'ingrosso.

Le Sparkassen e l’ipotesi di una «Banca centrale» delle casse di risparmio
L'associazione delle Sparkassen DSGV non vedrebbe male la creazione di una sorta di “banca centrale” delle casse di risparmio con la fusione di alcune Landesbanken: si inizierebbe con mettere assieme NordLB ed Helaba, in seguito LBBW, e poi ancora la Dekabank e BerlinHyp. Ma tutto questo è un esercizio teorico dietro il quale al momento mancherebbe la spinta politica. In quanto alle Sparkassen, è in atto un consolidamento lento e che non alza polveroni: ma si contano in diverse centinaia gli istituti più piccoli scomparsi negli ultimi anni con il micro M&A.

La Germania resta comunque famosa per essere ancora il sistema economico più «bancarizzato» in Europa con i suoi 1.600 e più istituti (ma altri conteggi ne danno 1.823) suddivisi in questi tre pilastri che non accennano ad essere smantellati con consolidamento tra pubblico e privato: l'associazione delle banche private tedesche conta in tutto 284 istituti di credito di cui 86 sono banche estere; le banche pubbliche (8 gruppi Landesbanken e 390 Sparkassen) sono 540 in tutto mentre le banche di credito cooperativo, che non sono pubbliche ma non rientrano nel settore strettamente privato, sono 915.

Le banche private tedesche vantano 1.400 miliardi di prestiti a imprese e PMI e attività totali oltre i 7.700 miliardi, 9.288 filiali su un totale in Germania di 32.000 e 162.000 dipendenti (compresi gli istituti per i mutui ipotecari) su un totale di 586.000 dell'industria bancaria.Le Sparkassen e Landesbanken hanno 312.800 dipendenti, 2.800 miliardi di attivi totali, 18.000 filiali. Le banche di credito cooperativo hanno oltre 800 miliardi di attivi totali.

Riproduzione riservata ©
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    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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