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Da Diesel a Slowear, i cambi ai vertici tra voglia di dinamismo e cambi di rotta

Prosegue il valzer delle nomine iniziato nella seconda metà del 2021. Obiettivi: sviluppare al massimo le potenzialità dei singoli brand sui mercati globali, cavalcando le opportunità e affrontando al meglio le sfide

di Marta Casadei

Eraldo Poletto, Marco Bernardini, Roberto Massardi

2' di lettura

Forte di numeri in rimbalzo, il settore moda è in fermento, impaziente di affrontare nel modo più giusto le sfide imposte da nuove tecnologie, scenari geopolitici in divenire e incertezze sull’andamento dei costi energetici e delle materie prime. E di farlo con le persone giuste. La voglia di spingere sull’acceleratore cavalcando l’onda delle ripresa o di cambiare rotta, dunque, si riflette anche sui numerosi cambi ai vertici e nelle posizione strategiche delle società.

Oggi Prada ha annunciato che Roberto Massardi sarà il nuovo chief business development officer del gruppo. Il manager arriva da Stone Island (società che a fine 2020 è stata rilevata da Moncler) dove dal 2005 ricopriva il ruolo di direttore generale, ma la sua precedente esperienza - tra il 1996 e il 2005 - era stata proprio nel gruppo Prada, che nel frattempo ha cambiato volto e dimensioni.

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È di ieri la nomina di Eraldo Poletto a global ceo di Diesel: il manager dallo scorso gennaio ricopriva la posizione di ceo Nord America dell’azienda del gruppo Otb e dal 1° luglio prenderà il posto che Massimo Piombini occupava da gennaio 2020. Poletto alle spalle ha un’esperienza trentennale a capo di marchi del calibro Furla e Salvatore Ferragamo, con un focus sull’evoluzione. A fine maggio, invece, il gruppo veneziano Slowear (Incotex, Zanone, Glanshirt e Montedoro) aveva annunciato la nomina a ceo di Marco Bernardini - già Cfo del gruppo dal 2015. Il manager ha preso il posto del fondatore e ceo di Slowear, Roberto Compagno, scomparso a settembre 2021.

Il 2022 si era già aperto con una serie di giri di poltrona ai vertici di big player del sistema moda: a fine marzo Emmanuel Gintzburger, già ceo di Alexander McQueen, è stato nominato ai vertici di Versace, azienda che fa capo a Capri Holdings. A sua volta, il marchio fondato dallo stilista britannico scomparso nel 2010 e che oggi orbita nella galassia Kering, ha scelto l’italiano Gianfilippo Testa come amministratore delegato. Il valzer delle nomine, a ben guardare, era iniziato nella seconda metà del 2021 con Jonathan Akeroyd (ex Versace) da Burberry (che ha assunto concretamente il ruolo a partire da aprile 2022). Paolo De Cesare da Matchesfashion.com, Fabrizio Cardinali da Etro e, a giugno 2021, Marco Gobbetti da Salvatore Ferragamo, dove si è registrato un altro avvicendamento ai vertici, quello tra Ferruccio e Leonardo Ferragamo alla presidenza.

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