il discorso

Da Europa a riforme, il vocabolario del Conte bis

Per il presidente del Consiglio questo governo «segna l’inizio di una nuova stagione riformatrice» che si sviluppa su un orizzonte temporale ampio, «che finisce per abbracciare l’intero arco della legislatura»

di Andrea Gagliardi


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5' di lettura

«Una nuova stagione riformatrice», che si sviluppa su un orizzonte temporale ampio, «che finisce per abbracciare l’intero arco della legislatura». Il tutto con un nuovo profilo europeista, insistendo da un lato sulla necessità di rivedere il Patto di stabilità, in asse con l’esortazione di ieri del presidente Mattarella, dall’altro su una nuova politica migratoria basata su un approccio non emergenziale ma strutturale e su un'effettiva solidarietà tra gli Stati Membri dell'Unione Europea, con l’istituzione, tra l’altro, di corridoi umanitari europei. Sono alcuni dei passaggi del discorso alla Camera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte durato un’ora e mezzo e caratterizzato da alcune parole chiave.

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Autotomia
Il premier ha ribadito l’intenzione del Governo di completare il processo che possa condurre a «un’autonomia differenziata giusta e cooperativa», salvaguardando «il principio di coesione nazionale e di solidarietà e la tutela dell'unità giuridica ed economica». Di qui la necessità di «definire i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali e i fabbisogni standard» attraverso un «fondo di perequazione». L'obiettivo è non «creare un Paese a due velocità, che aggravi il divario fra il Nord e il Sud».

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Concessioni
Sul tema concessioni, Conte ha usato parole molto nette, parlando di «una progressiva e inesorabile revisione di tutto il sistema». Quanto al tema delle concessioni autostradali avviato a seguito del crollo del ponte Morandi, «porteremo a completamento il procedimento senza nessuno
sconto per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell'interesse pubblico e la memoria delle 43 vittime». Il tutto con applausi convinti dai banchi del M5S alle parole di Giuseppe Conte sulla revisione della concessioni autostradali “senza sconti”, meno unanimi e decisi, invece, gli applausi dai banchi del Pd.

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Europa
Conte ha spiegato che «è dentro il perimetro dell'Unione Europea e non fuori da esso che si deve operare alla ricerca del benessere degli italiani», aggiornando e rivitalizzando «un progetto che ha assicurato - per decenni, ed è storia - pace, prosperità e sempre maggiori opportunità per i nostri cittadini, a partire dai più giovani». In linea con l’esortazione del presidente Mattarella, ha sottolineato peraltro la necessità di «migliorare il Patto di stabilità e di crescita e la sua applicazione, per semplificarne le regole, evitare effetti pro-ciclici, e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale».

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Poi la stoccata a Salvini nel passaggio in cui ha spiegato che «difendere l’interesse nazionale non significa abbandonarsi a sterili ripiegamenti isolazionistici», bensì «non farsi mai condizionare da pressioni di poteri economici e da indebite influenze esterne». «In questo modo - ha rivendicato il presidente del consiglio - ho evitato due infrazioni». Vanno infine «contrastare pratiche di concorrenza sleale non solo nel campo commerciale ma anche nel campo fiscale, anche attraverso l'introduzione di un'aliquota minima europea per la tassazione delle imprese».

Fisco
Secondo il premier va riconosciuto agli italiani il «pieno diritto a confrontarsi con un fisco chiaro, trasparente, amico dei cittadini e delle imprese». Di qui la necessità di «una riforma fiscale che contempli la semplificazione della disciplina, una più efficace alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria». L'obiettivo primario è «alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica». La strategia del governo è che «tutti, ma proprio tutti, devono pagare le tasse; questo affinché tutti possano pagare meno». Nella prospettiva di «una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi», obiettivo prioritario dell’esecutivo è «ridurre le tasse sul lavoro – il cosiddetto “cuneo fiscale” – a totale vantaggio dei lavoratori».

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Infrastrutture
Cambio di passo rispetto all’esecutivo gialloverde sul tema infrastrutture, definite, senza mezzi termini «essenziali per avviare una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità». La rivoluzione dell'innovazione infatti non può realizzarsi, «senza un'adeguata rete di infrastrutture tradizionali dei trasporti, delle reti dei servizi pubblici essenziali, senza un’attenta politica di difesa del territorio e dell'ambiente».

Immigrazione
Anche in questo caso Conte ha evocato una discontinuità parlando di una politica basata su un approccio «non emergenziale ma strutturale», attraverso la definizione di «un'organica normativa» che persegua la lotta al traffico illegale di persone e l'immigrazione clandestina, ma che – nello stesso tempo – si dimostri capace di affrontare ben più efficacemente i temi dell'integrazione, per coloro che hanno diritto a rimanere e dei rimpatri, per coloro che non hanno titolo per rimanere». A seguire la conferma dell’impegno a rivedere «la disciplina in materia di sicurezza alla luce delle osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica». E la necessità di un'effettiva solidarietà tra gli Stati Membri dell'Unione Europea, con azioni concrete come ad esempio «l'istituzione di corridoi umanitari europei».

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Lavoro
Altra sfida evocata da Conte «è quella di ampliare la partecipazione alla vita lavorativa delle fasce di popolazione finora escluse», che si concentrano soprattutto tra i giovani e le donne, particolarmente nel Mezzogiorno. L’obiettivo è «offrire loro, come a tutti gli altri lavoratori, opportunità di lavoro, salari adeguati e condizioni di vita degne di un Paese civile, di un Paese che, fin dal 1948, ha sancito, nella propria Carta fondamentale, il diritto del lavoratore a un'esistenza libera e dignitosa».

Parità di genere
Tra gli obiettivi indicati dal premier c’è anche quello di introdurre «una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni, una battaglia che vogliamo portare a termine al più presto in omaggio a tutte le donne».

Riforme costituzionali
Per quanto riguarda il tema delle riforme costituzionali, è stata ribadita l’intenzione di chiedere l'inserimento, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, del «disegno di legge che prevede la riduzione del numero dei parlamentari». Questo taglio dovrà essere affiancato «da un percorso di riforma quanto più possibile condiviso in sede parlamentare, del sistema elettorale (in senso proporzionale, ndr)». Nonché da «una riforma costituzionale dei requisiti di elettorato attivo e passivo per l'elezione del Senato e della Camera» (18 anni per il primo e 25 anni per il secondo, ndr) e da una «revisione costituzionale volta a introdurre istituti che assicurino maggiore equilibrio al sistema (come la sfiducia costruttiva, ndr) e contribuiscano a riavvicinare i cittadini alle istituzioni». Un percorso «di ampio respiro», che richiederà «tempo, attenzione, competenza».

Trivellazioni
Il premier ha ribadito l’intenzione del governo di «introdurre una normativa che non consenta più il rilascio di nuove concessioni
di trivellazione per estrazione di idrocarburi». E ha aggiunto: «Chi verrà dopo di noi, se mai vorrà assumersi l'irresponsabilità di far tornare
il Paese indietro, dovrà farlo modificando questa norma di legge».

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