ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùdati istat

Lavoro, da febbraio in fumo 500mila posti, ma a luglio risalgono gli occupati (+85mila unità)

Dopo quasi sette mesi di crollo, quasi ininterrotto, l’occupazione torna a salire, soprattutto per le donne e con contratti stabili. Autonomi e giovani (25-34enni) sempre più in affanno

di Claudio Tucci

Lavoro: a luglio + 85mila occupati, soprattutto donne. Effetto Covid: - 500mila posti

Dopo quasi sette mesi di crollo, quasi ininterrotto, l’occupazione torna a salire, soprattutto per le donne e con contratti stabili. Autonomi e giovani (25-34enni) sempre più in affanno


2' di lettura

Dopo sette mesi di crollo quasi ininterrotto, a luglio l’occupazione è tornata a salire, segnando una crescita, sul mese, di 85mila posizioni. Si tratta quasi esclusivamente di occupati permanenti (con contratti a tempo indeterminato), mentre gli autonomi sono registrati in calo. I nuovi contratti, ha reso noto l’Istat, hanno premiato soprattutto le donne (+80mila occupate sul mese), e quasi tutte le classi d’età, a eccezione dei 25-34enni, che invece hanno continuato a perdere occupati. Il tasso di occupazione è risalità al 57,8%, + 0,2 punti percentuali. Da febbraio 2020, inizio pandemia, il livello dell’occupazione è sceso di quasi 500mila unità e le persone in cerca di lavoro sono cresciute di circa 50mila, a fronte di un aumento degli inattivi di quasi 400mila persone.

Su anche i disoccupati

A luglio, si assiste a una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, con un aumento “consistente” delle persone in cerca di lavoro (+5,8% pari a +134mila unità). Il tasso di disoccupazione è tornato a sfiorare il 10%, attestando, per l’esattezza, al 9,7% (+0,5 punti) e, tra i giovani, ha raggiunto il 31,1% (+1,5 punti). A indicare una maggior partecipazione al mercato del lavoro c’è anche il calo degli inattivi (-1,6% pari a -224mila unità) che ha riguardato uomini, donne e tutte le classi d’età.

Mercato del lavoro in affanno

Nonostante il balzo in avanti degli occupati registrato a luglio, il mercato del lavoro resta in grande affanno. Il confronto tra il trimestre maggio-luglio 2020 e quello precedente (febbraio-aprile 2020) infatti ha segnalato comunque un livello di occupazione inferiore dell’1,2%, corrispondente a -286mila unità.Nel trimestre sono cresciuti, invece, sia le persone in cerca di occupazione (+10,4% pari a +218mila), sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,3% pari a +39mila unità). Le ripetute flessioni congiunturali registrate a partire da marzo 2020 hanno contribuito a una rilevante contrazione dell'occupazione rispetto al mese di luglio 2019 (-2,4% pari a -556mila unità), che ha coinvolto uomini e donne di qualsiasi età, così come dipendenti (-317mila) e autonomi (-239mila); unica eccezione sono gli over50 con un incremento di occupati (+153mila) che, tuttavia, ha spiegato l’Istat, «è dovuto esclusivamente alla componente demografica».

Male l’occupazione a termine e gli autonomi

Il tasso di occupazione è sceso in un anno di 1,3 punti. Il calo degli occupati registrato nei dodici mesi, non riguarda i permanenti, che crescono dell’1,2% (+181mila), ma soltanto i dipendenti a termine (-16,2% pari a -498mila) e gli indipendenti (-4,5% pari a -239 mila).

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti