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Da Fitch a S&P, perché il giudizio delle agenzie di rating è decisivo

di Andrea Franceschi

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2' di lettura

Società private che svolgono un ruolo pubblico influenzando l’andamento dei mercati. Questo il grande paradosso che da sempre riguarda Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch. Le tre sorelle del rating (a cui si aggiunge anche la canadese Dbrs) sono le società che in regime di oligopolio controllano il grande mercato del rating. Cioè assegnano il giudizio di affidabilità creditizia alla stragrande maggioranza dei soggetti, pubblici e privati, che emettono bond sui mercati.

Cosa fanno?
Il loro compito è fare un esame dell’affidabilità creditizia di un’azienda, un’istituzione finanziaria o di uno Stato sovrano per stabilire se il debito che questo soggetto è sostenibile oppure se c’è un rischio insolvenza. Sulla base di questo giudizio assegnano un rating su una scala che va da AAA (giudizio di massima affidabilità creditizia) a D (default).

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A cosa serve il rating?
Il rating è un servizio che chi emette debito richiede per rendere più appetibile il titolo che emette sui mercati. D’altra parte, lato investitori, il rating è molto spesso un requisito fondamentale per decidere se comprare un titolo oppure no. Si può anche decidere di non farsi sottoporre al giudizio delle agenzie e risparmiare le commissioni alle agenzie. Il rischio tuttavia è di non trovare chi è disposto a sottoscriverlo. Anche perché, in molto casi, i grandi fondi determinano per statuto i titoli che possono acquistare in base proprio al giudizio delle agenzie. Anche le banche centrali fanno riferimento al rating. I titoli che la Bce acquista mensilmente nell’ambito del suo piano di Quantitative leasing ad esempio devono avere un giudizio minimo di “Investment grade” (sopra la soglia della tripla B). Quando una banca si rifinanzia alla Bce in genere porta dei titoli in garanzia, i cosiddetti collaterali, che vengono scontati in base al rating: più basso è il giudizio, minore è il valore della garanzia e quindi l’importo finanziabile. Per le banche italiane, che hanno i bilanci pieni di BTp, un declassamento del rating può comportare un’erosione del valore delle garanzie che possono presentare alla Bce per ottenere prestiti.

In che modo il rating influenza i mercati?
La pagella delle agenzie è in sostanza un giudizio sul rischio credito. Una valutazione periodica che va di pari passo con la misurazione che tutti i giorni gli investitori fanno comprando o vendendo titoli sui mercati. In molti casi le agenzie non fanno altro che certificare quello che i mercati, anticipatori di natura, hanno già scontato. In altri casi invece possono provocare oscillazioni di mercato quando una loro decisione risulta inattesa o comunque non scontata dagli investitori.

I conflitti di interesse
Le agenzie di rating continuano a svolgere un ruolo cruciale nel determinare l'andamento del mercato finanziario globale anche se la loro credibilità è stata gravemente compromessa con la grande crisi finanziaria globale. I famosi titoli tossici che portarono il sistema finanziario mondiale al collasso, in molti casi potevano vantare rating molto elevati. Il grande dubbio mai chiarito è: fu per incompetenza o superficialità che i rischi della crisi subprime furono ignorati o si chiuse un occhio per non scontentare qualche azionista di peso?

I RATING DEI PRINCIPALI PAESI

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