TORINO

Da Fondazione Crt il recovery plan culturale per Palazzo Madama

Il federalismo demaniale culturale funziona: il monumento passa al Comune di Torino e la Fondazione bancaria stanzia 2,4 milioni per il restauro della facciata, 1,5 milioni dall'Art Bonus

di Giuditta Giardini

4' di lettura

Prende vita il grande progetto di restauro di Palazzo Madama a Torino che ospita il Museo civico d'arte antica. Per Forbes, il Palazzo è uno dei sette musei più affascinanti d'Italia. “È il monumento più emblematico di tutto il nord Italia per il rapporto tra spazio, funzione e cittadinanza” dichiara il presidente di Fondazione CRT , Giovanni Quaglia, prendendo in prestito le parole del professore Enrico Castelnuovo, per parlare di Palazzo Madama oggi soggetto a impellenti lavori di restauro. Su iniziativa della Fondazione Torino Musei , da sempre impegnata nella tutela, conservazione e valorizzazione dei beni museali (che ha in gestione lo spazio), la Fondazione CRT no profit di origine bancaria, storico e principale sostenitore privato di Palazzo Madama, ha stanziato 2,4 milioni di euro per finanziare interamente i lavori urgenti di restauro e consolidamento dell'avancorpo centrale della facciata juvarriana. Negli anni, Fondazione CRT aveva già stanziato fondi per il Palazzo per un totale complessivo di 16,6 milioni.

Durante la presentazione del progetto in streaming, Quaglia accenna al passaggio di Palazzo Madama da bene dal demanio dello Stato al Comune di Torino. Infatti, per capire come questo gesto filantropico abbia preso forma bisogna fare un passo indietro, fino al 28 luglio 2015, quando nella Sala Colonne di Palazzo Civico, il sindaco Piero Fassino, il direttore regionale dell' Agenzia del Demanio , Roberto Fusari, e il segretario regionale dell'allora Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo , Benedetto Luigi Compagnoni, hanno apposto le loro firme in calce all'accordo di valorizzazione di Palazzo Madama. L'accordo rientrava nella strategia di federalismo demaniale culturale, ossia il processo di trasferimento dei beni del patrimonio culturale dallo Stato agli Enti Locali, previsto, per alcuni immobili selezionati. dal D.Lgs. 28 maggio 2010, n.85, “Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio” in attuazione dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42. Nei sei mesi successivi la firma si è formalizzato il passaggio a titolo gratuito della proprietà dallo Stato alla Città di Torino. Con la firma si concludeva un iter iniziato nel 2011 dalla Direzione Regionale dei Beni culturali del Piemonte insieme all'Agenzia del Demanio e alla città di Torino. Infatti, benché proprietà del demanio culturale dello Stato, de facto, sin dal 1934, Palazzo Madama era gestito come Museo civico direttamente dalla città di Torino, prima, e per il tramite della Fondazione Torino Musei, poi. Anche l'attuale sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha dichiarato di avere a cuore il progetto, “è stata una delle prime firme che ho apposto dopo l'insediamento”.

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Il progetto di restauro e consolidamento strutturale – approvato dal MiBACT e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino e “firmato” dall'architetto Gianfranco Gritella , prende le mosse dagli esiti del cantiere studio, già finanziato da Fondazione CRT nel 2018 e realizzato dalla Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale , per valutare lo stato di conservazione della facciata, progettata tra il 1718 e il 1722 dall'architetto Filippo Juvarra e che fin da subito innescato problemi di conservazione e cedimenti strutturali. Entro la primavera, la Fondazione Torino Musei pubblicherà il bando di gara per l'affidamento dei lavori sull'avancorpo centrale, che inizieranno prima dell'estate e dureranno circa un anno e mezzo, per concludersi a fine 2022.

Live il restauro

Si tratta di “un restauro live”, un sistema di videocamere trasmetterà su alcuni schermi a terra le principali fasi di lavorazione e gli interventi più significativi in corso sulle impalcature. Questi video al termine degli interventi verranno proiettati. “Il restauro di Palazzo Madama è il primo dono che la Fondazione CRT fa alla città e alla regione nel proprio trentennale, rafforzando la lunga tradizione di solidarietà verso il patrimonio storico-artistico, a partire dalle Residenze Sabaude” – afferma il presidente di Fondazione CRT Giovanni Quaglia. Il segretario generale della stessa Fondazione, Massimo Lapucci, fa un parallelo con il Next Generation EU, definendo l'investimento da 1,4 milioni di euro: “strategico - in ottica ‘recovery plan culturale', con l'obiettivo di tutelare e valorizzare l'arte nel presente e di trasmetterla in eredità alle prossime generazioni”. Sempre secondo Lapucci: “il grande cantiere di Palazzo Madama attiverà un doppio circolo virtuoso per la ripresa: sosterrà l'attività e l'occupazione nelle imprese del Nord Ovest coinvolte nei lavori, e consentirà a Fondazione CRT di mettere a disposizione del recupero del patrimonio artistico ulteriori risorse per 1,5 milioni di euro grazie all'Art bonus”.

Il recupero delle sleeping works

Nel frattempo la Direzione regionale Musei Piemonte presenta il progetto Sleeping Beauty, promosso e finanziato dalla Direzione Generale Musei del MiBACT. Alle collezioni straordinarie che si celano nei depositi dei musei piemontesi - oltre 180 tra elementi decorativi, una tela di grande formato, armi e manufatti etnografici e quasi 700 fotografie d'epoca e ricordi di viaggio - è stato dedicato il programma di conservazione e valorizzazione giunto a conclusione. Il tesoro nascosto delle residenze sabaude, nel 2020 grazie all'assegnazione di 40.000 euro, sono state oggetto di un articolato piano di interventi nei depositi di Palazzo Carignano, Villa della Regina, Castello di Agliè e Castello di Racconigi.

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