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Da Fontana a Zandalasini, dodici interviste a campionesse italiane

di Tiziana Pikler

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3' di lettura

Sono vincenti. Sono dodici atlete che hanno saputo conquistare il podio ed entrare nella memoria collettiva. Sono dodici italiane che si sono rese protagoniste di imprese epiche. E ci hanno portato con loro. Perché sì, la passione, i muscoli, i pensieri di acciaio che si intravedono in un traguardo sportivo trasformano anche chi guarda. Assistere a un’impresa atletica ci fa sentire tutte un po’ sportive. E in questo ultimo periodo con i risultati delle atlete azzurre alle Olimpiadi invernali, la motivazione, almeno a guardarlo lo sport femminile, è cresciuta.

Se poi si passa dal piacere di guardare una gara alla pratica sportiva, le cose cambiano, almeno stando ai dati, presentati da Coni e Istat: in Italia solo il 20,8% delle donne pratica sport in maniera continuativa mentre tra gli uomini le quote salgono al 29,7%. Ancora, le donne sono più sedentarie degli uomini (43,4% contro il 34,8%) in tutte le fasce d’età. Le donne sono anche la quota di minoranza tra le persone occupate nel settore.

L’iniziativa editoriale, con il patrocinio del Coni e la prefazione del presidente Giovanni Malagò, raccoglie le interviste a protagoniste dello sport italiano e internazionale, ognuna delle quali ha scritto pagine importanti nella propria disciplina. Da Maria Beatrice Benvenuti, arbitro di rugby internazionale ed unica rappresentante della palla ovale italiana alle Olimpiadi di Rio, a Monica Boggioni, atleta del nuoto paralimpico vincitrice di sei medaglie al suo esordio in un Campionato del Mondo lo scorso anno in Messico; da Federica Brignone, medaglia di bronzo in gigante alle Olimpiadi di PyeongChang, a Sara Cardin campionessa del mondo di karate; da Elisa Di Francisca, pluricampionessa del fioretto, ad Arianna Fontana, portabandiera azzurra ai Giochi coreani; da Kiara Fontanesi, cinque volte campionessa mondiale di motocross, a Sara Gama, capitano della Juventus Women e della nazionale di calcio; da Serena Ortolani, schiacciatrice nel giro della nazionale di pallavolo e capitano della Saugella Monza, alla “Divina” Federica Pellegrini, sette volte sul podio in altrettante edizioni dei campionati del mondo nei 200 metri stile libero; da Irma Testa, prima donna pugile italiana alle Olimpiadi, a Cecilia Zandalasini capace, a soli 19 anni, di vincere l’anello della Wnba con le Minnesota Linx.

Ma perché un ebook sulle delle donne di sport? Per raccontare role model che possano anche ispirare a intraprendere una attività sportiva? Forse anche per questa ragione, ma solo come effetto collaterale. «Donne di sport» nasce per raccontare le sfide, le ragioni, le pratiche dell’altra metà del mondo sportivo . Per indagare come si diventa punti di riferimento in campi tante volte ancora prevalentemente maschili; che cosa spinge a misurarsi con se stesse prima ancora che con le altre; che cosa vuol dire lavorare sul proprio talento per raggiungere risultati memorabili. Per comprendere se esiste un punto di vista femminile sullo sport. Abbiamo scelto un osservatorio privilegiato, molto privilegiato: dodici campionesse che tutte insieme contano 14 medaglie olimpiche, 79 podi mondiali e 6 campionati nazionali.

Abbiamo avuto conferma che dietro una vittoria ci sono passione e muscoli. Sono gli aspetti più evidenti del gesto atletico, quelli che incollano davanti agli schermi, se non dal vivo, milioni di spettatori. Ma non bastano. Dietro una vittoria sportiva ci sono movimenti sottili, invisibili. Ci sono pensieri di acciaio a temprare passione e muscoli. Un atteggiamento mentale a cui può ispirarsi ciascuna di noi, per puntare magari non a una medaglia olimpica ma a risultati personali che hanno un altro valore. Acquisire consapevolezza delle proprie capacità, coltivare l’equilibrio psico-fisico, rafforzare l’attitudine al problem solving, fare squadra, essere flessibili e capaci di adattamento, avere motivazione e saper motivare, creatività, critical thinking, decision making, gestione del tempo, integrazione del fallimento nella propria visione del gioco, negoziazione... sono la trama dei pensieri di acciaio che uniscono le dodici atlete vincenti. Ma sono anche quelle soft skill che è necessario adottare da parte di chiunque abbia un obiettivo, professionale e non solo, per raggiungerlo. Proprio come in un vero Alley Oop.

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