I partiti in movimento

Da Forza Italia a M5s, è fuga verso il grande centro?

La partita sul Quirinale ha fatto saltare gli equilibri all'interno delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Il Giornale titola sul “sostegno” di Berlusconi al Centro, non al centrodestra. Di Maio, Toti, Calenda e Renzi tentati dal proporzionale

di Barbara Fiammeri

Ronzulli: “Il centrodestra c'è ed è Forza Italia"

3' di lettura

Stavolta fanno sul serio: la partita sul Quirinale ha fatto saltare gli equilibri all'interno delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra e dentro le stesse forze politiche, a partire da M5s. Si stanno aprendo nuovi scenari, soprattutto al Centro. Bastava guardare quanto è accaduto in Aula durante lo scrutinio che avrebbe portato all'elezione, o meglio: alla rielezione di Sergio Mattarella. Sul banco in cui era seduto Pier Ferdinando Casini una ressa di deputati e senatori, dalla capogruppo a Palazzo Madama di Forza Italia, Anna Maria Bernini, alla sua omologa di Italia Viva Maria Elena Boschi.

L’abbraccio centrista attorno a Casini per l’elezione di Mattarella

Casini era infatti il candidato attorno al quale stavano convergendo le diverse anime centriste del centrodestra e del centrosinistra, compresi anche una parte dei Cinquestelle e del Pd. Come sia finita lo sappiamo, ma quell'abbraccio centrista non si è affatto dissolto. Prova ne è la “svolta” (così titolava giorni fa Il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi) del Cavaliere a sostegno del “centro, non centrodestra”.

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Salvini punta alla federazione con Fi rilanciando il partito Repubblicano

E che ci sia qualcosa di serio lo dimostra anche la “conversione” di Matteo Salvini che tra il rischio di perdere i forzisti e il divorzio da Giorgia Meloni ha decisamente optato per la seconda rilanciando il “partito Repubblicano” di stampo statunitense grazie alla “federazione” con Fi . Non che la sua sia una vera e propria conversione moderata, tant'è che in Liguria i leghisti hanno esplicitamente minacciato di togliere la fiducia a Giovanni Toti, che oltre ad essere governatore della Regione è anche leader di Coraggio Italia, la formazione centrista che conta 33 parlamentari, ed è accusata di aver “tradito” in occasione del voto su Elisabetta Casellati . Salvini però è costretto a fare buon viso a cattivo gioco e visto che il campo destro è occupato e ben difeso dalla presidente di Fratelli d'Italia, lui cerca di spostarsi sull'altro fronte. Solo che, contrariamente al passato, Berlusconi non sembra intenzionato ad aprirgli le porte del suo partito.

Berlusconi difende con i denti il suo 8% centrista

L'ipotesi del “nuovo partito Repubblicano” è stata respinta al mittente, anche perché il Capitano non ha chiarito se quello che ha in mente è l'elefantino trumpiano con cui si presentava ai comizi qualche anno fa, oppure i repubblicani alla Bush senior. E infatti l'ex premier è intervenuto per mettere in chiaro che “il centrodestra che abbiamo come orizzonte strategico è saldamente ancorato ai valori del Ppe: europeista, atlantista, garantista, cattolico e liberale”, e per questo è al lavoro “insieme con le altre sigle di centro” per rafforzare “l'area centrale” del centrodestra. Berlusconi sta cercando di difendere lo spazio apertosi al centro che potrebbe risucchiare non tanto i suoi parlamentari (l'ultimo addio è stato quello della senatrice Barbara Masini passata a “PIùEuropa-Azione” di Carlo Calenda ed Emma Bonino) ma soprattutto i suoi elettori. Quell'8% che ancora gli è fedele ma che potrebbe abbandonarlo se trovasse un contenitore centrista con prospettive più certe.

Di Maio, Calenda, Renzi e Toti e l’attrazione per il proporzionale

A maggior ragione se si andasse verso una legge elettorale proporzionale che piace e non poco a tutti i centristi di destra (Coraggio Italia ma anche l'Udc) e di sinistra dove oltre a Italia Viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda va annoverata una parte consistente del Movimento 5 Stelle, quella che fa riferimento al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. ma anche a sinistra. Quel che è certo è che – come si dice in questi casi – la situazione è fluida e nessuno è in grado né ha la forza di fare previsioni attendibili.

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