Tecnologia

Da gamer a game designer: creare e vendere i propri giochi con The Sandbox

Ecco The Sandbox, l'universo virtuale controllato da Animoca Brands che offre la possibilità di realizzare mondi virtuali 3D

di G.Rus.

3' di lettura

Disegnare i propri videogiochi interattivi, grazie a strumenti online che non richiedono particolari capacità di programmazione, metterli immediatamente alla prova del giudizio degli altri player e, soprattutto, provare a venderli. Dove? Su The Sandbox, l'universo virtuale controllato da Animoca Brands che offre a creativi del digitale, artisti e società commerciali la possibilità di realizzare mondi virtuali 3D e performance di vario genere da proporre agli utenti dietro il pagamento di un corrispettivo nella criptovaluta $SAND. Il tutto tramite Non Fungible Token e tecnologia blockchain.
Dopo architetture, personaggi, oggetti digitali e costruzioni di diverso tipo, nel metaverso alimentato da un fondo di 2 milioni di dollari per finanziare le proposte più innovative, entrano ora in scena i videogame. The Sandbox, si legge in una nota, assicurerà agli aspiranti game designer assistenza e consulenza durante le fasi di sviluppo, metterà loro a disposizione il proprio modello di business e promuoverà la pubblicazione dei nuovi titoli all'interno della piattaforma.

Serve un wallet Ethereum

Non si tratta di una novità assoluta, visto e considerato che in passato anche titoli come Roblox, Dreams, Little Big Planet e altri ancora avevano seguito questa strada, ma nel caso di The Sandbox tutto sembra molto più semplice e immediato. Per mettersi alla prova, infatti, è sufficiente iscriversi su gamemaker.sandbox.game, disporre di un wallet Ethereum e scaricare il software Game Maker in versione Alpha: una volta entrati ci si potrà sbizzarrire nella realizzazione di un gioco utilizzando i voxel, e cioè pixel volumetrici che permettono di creare mondi e personaggi. Il software permette di partire da zero oppure di scegliere un'ambientazione tra quelle già disponibili o condivise da altri utenti, costruire e modificare via via la propria esperienza di gioco sfruttando anche l'altro programma del metaverso, VoxEdit, che consente di dare forma a tutti gli asset utili nell'arena di gioco e utilizzare quelli immaginati da artisti 3D e grafici selezionati da The Sandbox. Una volta stabilite le meccaniche di gioco, definiti gli avatar e i personaggi non giocanti e affinati i diversi livelli di interattività, si è pronti a mettersi alla prova con la propria “creatura”.

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Software a costo zero e Land digitali a pagamento

Il modello di guadagno è presto spiegato ed è totalmente sinergico alla compravendita di appezzamenti di terra del metaverse (i cosiddetti Land), che ha già sviluppato un giro d'affari di oltre 20 milioni di dollari: chi detiene lotti di universo virtuale potrà costruirci sopra i propri giochi e far pagare il biglietto a chi vuole provarli o acquistarli, oppure affittare la terra digitale a chi ha creato un videogame e ha bisogno dell'ambiente in cui ospitarlo. L'uso del software a costo zero stimolerà quindi gli utenti a pubblicare o vendere direttamente il gioco e i relativi asset digitali, dando vita a una nuova economia in cui si potrà monetizzare la propria esperienza di gioco.

Titoli di tutti i generi

Il progetto, dicono i portavoce italiani di The Sandbox, ha suscitato l'interesse di case come Square Enix e Atari e di investitori come Chris Ye, Ceo di Uken Games, e Michael Witz, fondatore di Redemption Games, mentre i primi videogame pubblicati sulla piattaforma (i titoli che andranno a popolare il metaverse saranno creati anche da Animoca Brands) spaziano dal genere avventura e azione come Tombs of Treasure e Shinytures: Finding the Lost Creatures ai titoli di ambientazione fantasy come il gioco di ruolo Dethrone.


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