L CASO DI BRAINPULL

Da un garage in Puglia le strategie per i grandi marchi. E il video per Milano

Agenzia creativa e cooperativa, è una squadra di giovani di talenti. L’ultimo colpo è il video #Milanononsiferma rilanciato dal sindaco Sala e da tanti big e associazioni per raccontare la volontà di ripresa del Paese


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4' di lettura

Hanno scelto di lavorare in una terra che richiama molto la Silicon Valley. Non siamo però nel canyon americano, bensì nell’entroterra barese, sui primi rilievi della Murgia fatti di roccia calcarea. E da qui è partita la loro ultima iniziativa diventata centrale nel dibatitto pubblico in pieno coronavirus. ovvero il video #Milanononsiferma rilanciato dal sindaco Sala per testimoniare la volontà di ripartenza della città e dell’intero paese.

Ma chi sono? Brainpul è composta da un gruppo di giovani professionisti che ha deciso di fare squadra e di innovare nel marketing, intercettando top brand. Ancorati alle loro radici, ma impegnati in progetti internazionali per un mercato sempre più globale e interconnesso. Il Sole 24ore aveva raccontato la loro storia sull’edizione cartaceca del 22 febbraio.

«All’inizio avevamo soltanto cinque scrivanie e cinque computer in un garage con una connessione wi-fi casalinga. Non disponevamo di contatti, ma avevamo una sola grande convinzione: il tempo era il nostro più grande capitale. Siamo innamorati del nostro territorio e da qui oggi lavoriamo con decine di brand in Italia e nel mondo», afferma Domingo Iudice, trentatreenne co-fondatore e direttore marketing di Brainpull , agenzia creativa e cooperativa.

Tutto nasce da quel garage nel 2012 con un assetto societario fuori dagli schemi. «Abbiamo un regolamento interno simile a quello di uno studio americano di avvocati: chiunque entrando può ambire, con talento e impegno, a diventare un agency partner. Per questo la cooperativa è apparsa subito la forma societaria più adatta», precisa Iudice.

Oggi la società conta 14 soci e oltre 50 collaboratori con un’età media di 28 anni per 3,9 milioni di euro di fatturato. L’headquarter è a Conversano, 25mila anime nell’area metropolitana barese. «Dalla Puglia abbiamo l’orgoglio di lavorare per brand di primo piano: Autogrill, Piquadro, Preziosi Food, Divella, Cigierre, Zeta Service. Sono sempre stato convinto che questa terra non è solo da vivere, ma anche da potenziare», precisa Domingo, in tasca una laurea in marketing conseguita all’università di Bari e poi un percorso professionale tra New York e Milano, fino al rientro in Puglia.

Qual è la vostra forza?
Abbiamo una precisa missione: offrire opportunità di lavoro in un territorio lontano dai circuiti di corporate e big brand. Ma oggi qui abbiamo competenze tecniche e artistiche capaci di fare la differenza.

Una cooperativa può sfidare gli assetti consolidati delle grandi agenzie?
Dico spesso che con il talento puoi prenderti qualche soddisfazione, ma è giocando in squadra che arriverai lontano.

Qui è nata l’intuizione di Pescaria, nominata da Forbes tra le 50 aziende italiane più influenti su Facebook.
L’impresa è stata co-fondata con Bartolomeo Labbate, all’epoca cliente dell’agenzia e imprenditore dell’ittico di Polignano a mare, a due passi da Conversano. Si tratta di un brand di ristorazione fast food di qualità con prodotti ittici locali. Un ristorante con annessa pescheria nato quasi per gioco nel 2015. Poi si è aggiunto lo chef Lucio Mele di Manfredonia, già a 32 anni Bib Gourmand Michelin col suo ristorante a Bologna. Si è innamorato subito dell’idea di Pescaria.

Perché ha funzionato?
Pescaria ha dato una risposta ad un bisogno latente: un’esperienza di fast food dove si può gustare pesce di qualità. Ha rotto un equilibrio e sdoganato un trend in crescita. Oggi è l’unico brand italiano ad essere stato menzionato da Facebook nelle trimestrali di Borsa, ha quasi 150 dipendenti, quattro ristoranti dislocati a Polignano, Milano e Torino e a breve aprirà i battenti a Roma e Bologna.

Avete integrato online e offline: la ricetta vincente?
Una strategia di marketing virata su strumenti digitali e con una content strategy dirompente, innovativa, scalabile. Facebook è stata la principale piazza per far conoscere alla clientela il nuovo locale già alcuni mesi prima dell'inaugurazione. Ma è sempre il prodotto a fare la differenza.

Qual è l’elemento distintivo del vostro modello di marketing?
Puntiamo su campagne integrate con un livello alto di coinvolgimento dei professionisti.

E il futuro delle campagne da cosa sarà segnato?
Sarà un mix di diversi componenti: intuizioni geniali, comunicazione efficace, profilazione dei target, analisi dei dati. Ecco perché abbiamo potenziato il reparto It portando a bordo sette ingegneri che si occupano di sistemi di profilazione avanzata. Nel futuro c’è un CRM sempre più performante con sistemi di attribuzione avanzati.

Un esempio di campagna?
Abbiamo organizzato un flashsales, ossia una vendita lampo lanciata da Piquadro e Lamborghini: il prodotto in vendita era uno zaino di fascia alta a tiratura limitata, con una sessantina di pezzi venduti nell’arco di qualche ora. Un lancio esclusivamente social su Facebook e Instagram e una strategia basata sulle lead: abbiamo attivato una profilazione psicografica partendo dalla community dei brand lovers. La campagna ha generato migliaia di nuovi lead. Un modo efficace per cercare nuovi clienti sulla base di quelli attuali.

Nel futuro ci sarà sempre la Puglia?
Certamente. Stiamo lavorando al progetto della nuova sede con investimenti superiori ai 350mila euro. Siamo certi che il divide territoriale non intacchi la portata nazionale dei nostri servizi.

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