Welfare

Da GE healthcare a Sanofi, arriva il congedo parentale rafforzato per mamme e papà

La misura è prevista indipendentemente dalla modalità di arrivo del bimbo e senza distinzione nell’orientamento sessuale o di genere dei genitori

di Cristina Casadei

4' di lettura

La gestione serena dell’arrivo di un figlio può entrare dalla porta principale delle politiche di welfare. Qualunque sia la modalità dell’arrivo (parto o adozione), qualunque sia la composizione della coppia, senza distinzioni di genere. Gli esempi non sono moltissimi ma sicuramente tra medicale e farmaceutica troviamo gli ultimi due casi che hanno introdotto sostanziali novità nelle policy sui congedi.

Il caso GE Healthcare

In GE Healthcare, divisione medicale di General Electric, dal 1°gennaio 2022, l’azienda ha introdotto nuove e importanti iniziative in ambito HR per creare e diffondere benessere sul luogo di lavoro e tra i dipendenti, migliorando la qualità della giornata lavorativa e favorendo l'equilibrio lavoro/vita privata. In questo contesto è arrivata anche la policy “GE Healthcare Italy Parental Leave”, per sostenere la genitorialità, favorendo un ambiente di lavoro pienamente inclusivo. L’iniziativa si rivolge a tutti i dipendenti di GE Healthcare che avranno un bambino, indipendentemente dalle modalità (parto o adozione) e senza alcuna distinzione sull’orientamento sessuale o di genere, con una serie di importanti agevolazioni. L’azienda infatti concederà una retribuzione integrativa del 20% per il periodo di maternità facoltativa, oltre al 30% previsto dalla legge, consentendo al genitore di raggiungere un totale complessivo del 50% della retribuzione. A questo va aggiunto che GE Healthcare riconosce ai propri dipendenti anche 15 giorni di aspettativa retribuita per paternità, oltre ai 10 giorni già previsti dalla legge e darà al nuovo arrivato un New born kit. L’obiettivo è duplice e punta sia a sostenere la genitorialità, sia a rispettare le differenze e a favorie l’inclusione. «Come già avvenuto in passato e in riferimento ad altre importanti iniziative di Inclusion & Diversity, come ad esempio la policy sullo Smart Working, continuiamo a collocarci in assoluto tra le prime aziende italiane che investono di più nel welfare aziendale - spiega Alessandro Panza, Country HR Manager South Europe di GE Healthcare -. Le nuove misure dedicate al parental leaving si inseriscono in un contesto già ricco di iniziative per il benessere dei nostri dipendenti; da tempo abbiamo implementato programmi come HealthAhead e GEvolution per la salute psicofisica. Attraverso questo tipo di iniziative, GE Healthcare mira a promuovere e diffondere il work life balance, anticipando così alcuni trend aziendali a livello nazionale».

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La strategia di Sanofi

Nella fase con uno dei tassi di natalità più basso degli ultimi anni, come hanno certificato anche gli ultimi dati Istat, la casa farmaceutica Sanofi va incontro a chi vorrà fare la scelta di diventare genitore con 14 settimane di congedo parentale. Una scelta che il direttore delle risorse umane, Laura Bruno, definisce «culturale». Per diversi motivi. Intanto parliamo di una misura che è rivolta «al secondo genitore e che è prevista a prescindere dal fatto che il bimbo arrivi attraverso parto, adozione o maternità surrogata. E riguarda tutti, indipendentemente dal genere, dalla religione, dall'orientamento sessuale o dal fatto di essere sposati o meno: la misura è anche per le coppie di fatto», dice Bruno. È da poco entrata in vigore in tutto il mondo e in Italia interesserà i 2.400 lavoratori, equamente suddivisi tra produzione nei 4 siti di Anagni, Scoppito, Origgio e Brindisi, e staff e rete commerciale sul territorio. «Sanofi è da sempre impegnata a promuovere un ambiente di lavoro pienamente inclusivo, anche rispetto all'orientamento sessuale, identità ed espressione di genere, in cui ogni persona possa esprimere al meglio il proprio valore – dice Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato della società in Italia -. La strategia diversity e inclusion che Sanofi ha sviluppato è guidata dall’obiettivo di avere un impatto positivo globale sulla nostra forza lavoro, sul nostro luogo di lavoro e sulle comunità all'interno delle quali operiamo». Il nuovo congedo parentale è frutto della contrattazione di secondo livello ed è regolamentato dal nuovo contratto integrativo sottoscritto con le organizzazioni sindacali, che guarda alla sostenibilità del lavoro, ma anche a quella ambientale, con misure come i 20 euro di contributo per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi pubblici. Premesso che nella società c’è un accordo di smart working di massima flessibilità, dove non sono previsti tetti di giorni, ma vi è un equilibrio tra giorni da remoto e in presenza definito da lavoratore e manager, all'interno del nuovo integrativo si trovano diversi sostegni per migliorare il work life balance, soprattutto in fasi delicate della vita. L’approccio delle parti alla genitorialità è a 360° e riguarda sia i genitori di figli piccoli che i figli di genitori anziani. Nel primo caso tutti i permessi relativi alla gestione dei figli saranno ugualmente estesi ai lavoratori uniti civilmente o conviventi di fatto, senza alcuna distinzione. In particolare, per il congedo parentale, a partire dal primo anno e sino ai primi 6 anni di età del bambino, il genitore riceverà un'integrazione della retribuzione in aggiunta a quanto previsto dalla legge - 30% a carico INPS - sino a raggiungere il 50% della retribuzione. Oltre a quanto già prevede la legge, sono stati riconosciuti ulteriori cinque giorni di permesso retribuito all'anno in caso di day hospital o ricovero dei figli fino al diciottesimo anno d’età.

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