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Da iGuzzini le luci biodinamiche che riproducono il sole e la luna. Anche nella fredda Islanda

di Giovanna Mancini


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3' di lettura

Illuminare la terra fredda d’Islanda, riproducendo il ciclo del giorno e della notte in uno scenario magico come quello della Blue Lagoon (a sud di Reykjavik) è l’ultima sfida di iGuzzini, azienda di Recanati specializzata in illuminotecnica, che dell’innovazione tecnologica ha fatto da anni il motore della crescita. Il progetto di illuminazione realizzato per la struttura islandese – 8.500 metri quadrati tra hotel, ristorante e spa sotterranea, che saranno inaugurati entro fine anno – utilizza i principi della luce biodinamica, spiega l’amministratore delegato del gruppo, Andrea Sasso.

Le luci iGuzzini illuminano arte e architettura

Le luci iGuzzini illuminano arte e architettura

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Nelle stanze, ad esempio, è stato applicato Sunmoon, un apparecchio che riproduce la luce del sole e della luna, variando temperatura, colore e livelli di illuminamento, oltre a funzionare come sveglia, in alternativa ai tradizionali allarmi sonori. All’esterno, invece, le luci sono state studiate per valorizzare i contrasti cromatici del paesaggio nordico (le acque della laguna e la scura terra lavica). «I principi della luce biodinamica sono un cavallo di battaglia di iGuzzini da anni – spiega Sasso – che continua a evolvere grazie alle nuove tecnologie che ci consentono di miniaturizzare sempre di più gli apparecchi, fino a farli scomparire nell’architettura, seguendo un trend molto apprezzato oggi dai progettisti». La ricerca sulle connessioni tra luce biodinamica e architettura è alla base anche del progetto realizzato dall’azienda all’interno della Mostra internazionale di architettura di Venezia, in corso fino al 25 novembre, per l’installazione di Niall McLaughlin Architets all’Arsenale, realizzata con apparecchi dimmerabili che simulano il passaggio del sole, dall’alba al tramonto.

Dalle luci biodinamiche alle luci intelligenti – capaci di dialogare con gli utenti e di metterli in connessione con gli oggetti e gli ambienti in cui si muovono – il passo è breve. Su questo fronte iGuzzini ha sviluppato alcune soluzioni che sfruttano le tecnologie Li-Fi o Bluetooth per trasmettere dati e informazioni. Sistemi all’avanguardia di «Intelligence of Light» che hanno già trovato applicazioni in contesti museali, ricorda il presidente del gruppo Adolfo Guzzini, come la Cappella degli Scrovegni di Padova e la Royal Academy of Arts di Londra. La prossima tappa sarà il completamento del progetto per il parco dell Colle dell’Infinito di Leopardi, a Recanati – luogo simbolo del territorio in cui iGuzzini è nata nel 1959 e ancora oggi mantiene il cuore della produzione e della ricerca. Realizzato con la regia del premio Oscar Dante Ferretti, il progetto di illuminazione nei prossimi mesi vedrà l’aggiunta di percorsi interconnessi, dove ogni punto luce rappresenta un “nodo intelligente” che, attraverso tecnologie Bluetooth low energy e Beacon, consentirà ai visitatori di ricevere informazioni tramite App.

Il contenuto innovativo dei prodotti è del resto la leva principale dello sviluppo dell’azienda che, negli ultimi cinque anni, ha registrato una crescita cumulata del 26% nei ricavi, raggiungendo l’anno scorso i 232,3 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 31,5 milioni (+9% sul 2016) e un cash flow di 28 milioni. Il fatturato deriva infatti per l’83% da nuovi prodotti lanciati sul mercato negli ultimi cinque anni e l’incidenza dei prodotti Led è dell’80%.

Ma l’innovazione non riguarda soltanto i prodotti: «Innovare significa per noi anche investire sui processi produttivi e sull’organizzazione aziendale – spiega l’ad –. Abbiamo raggiunto Ebitda e flussi di cassa record, grazie anche a un percorso di trasformazione digitale al quale, per il triennio 2018-2020, destiniamo il 50% della spesa capitale (10-11 milioni di euro l’anno, ndr)». Il che si è tradotto nell’adozione di un nuovo e più efficiente sistema per la gestione dei processi, nell’implementazione del modello organizzativo WCM (World Class Manufacturing), avviato tre anni fa e nei recenti investimenti legati a Industria 4.0.

L’azienda, conclude Sasso, ha dunque le carte in regola per la quotazione in Borsa, prevista per il primo semestre del prossimo anno. E per un’ulteriore crescita che avverrà non soltanto per via organica, ma anche per acquisizioni: la prima (la canadese Sistemalux) è stata finalizzata lo scorso gennaio. Le prossime arriveranno a breve: «Ci stiamo guardando intorno – dice Sasso – sempre nell’ottica di cercare aziende complementari per area geografica o di prodotto».

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