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«Da Industria 4.0 l’assist per resistere»

La possibilità di gestire per via remota la manutenzione degli impianti si è rivelata determinante per il gruppo Biesse

Luca Orlando

La possibilità di gestire per via remota la manutenzione degli impianti si è rivelata determinante per il gruppo Biesse


2' di lettura

A osservare i ricavi, una manciata di milioni di euro per un gruppo che ne fattura oltre 700, il beneficio in realtà pare minimo. Fermarsi qui, alla contabilità immediata, sarebbe tuttavia un errore. Perché la possibilità di gestire per via remota la manutenzione degli impianti si è rivelata determinante. Fornendo al gruppo Biesse, tra i big mondiali degli impianti per la lavorazione del legno, la possibilità di garantire continuità di assistenza ai clienti anche nel periodo di lockdown, pur nell’impossibilità di spedire direttamente squadre oltreconfine.

«Dal punto di vista operativo questa piattaforma ci ha aiutato tantissimo - spiega il direttore commerciale di Biesse Stefano Porcellini – e in termini di immagine e reputazione si tratta di un investimento che ci ritroveremo senz’altro nel momento in cui ripartirà al domanda: l’aver puntato con forza sulle potenzialità di Industria 4.0 è stata la scelta giusta».

Tra marzo e maggio l’accesso alla piattaforma di connessione remota è stato consentito in modalità gratuita a tutti i clienti, risolvendo in questo modo anche problemi specifici per le nuove installazioni. Una linea in Pakistan, ad esempio, è stata pre-installata in modalità smart dall’Italia, lasciando al tecnico in loco l’ultima procedura. Tecnologia in grado di mitigare ma non certo di cancellare i problemi, con una debolezza di ordini e ricavi che abbraccia domanda interna ed export.

«Venivamo da un avvio d’anno positivo – spiega il manager – e questo ci consente ora di lavorare sugli ordini pregressi, che per la verità sono stati confermati nella quasi totalità dei casi, con cancellazioni che si contano sulle dita di una mano. Oggi le nostre fabbriche lavorano quasi a pieno regime e per recuperare i mesi di blocco pensiamo di far lavorare alcune linee 2-3 settimane ad agosto. Ma è difficile che questo basti a recuperare i volumi persi: la botta comunque c’è».

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