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Da infrastrutture e urbanistica la svolta che rilancia Mantova

di Luca Orlando

Sviluppo. Cuore del nuovo sviluppo è l'area industriale di Valdaro, che dopo anni di stasi ha infine trovato numerosi clienti

4' di lettura

Nuove altezze per i capannoni. E un raccordo stradale di appena 983 metri. Cambiamenti minimi, ad una prima lettura. Che tuttavia per Mantova sono stati i segnali di una svolta radicale, elementi di una scelta più ampia che ha fatto dell’attrattività territoriale il perno della strategia.

Cuore del nuovo sviluppo è l’area industriale di Valdaro, snodo intermodale che dopo anni di stasi ha infine trovato numerosi clienti a contendersi gli spazi. «Quando sono diventato sindaco - spiega il primo cittadino di Mantova Mattia Palazzi - abbiamo trovato una società che non vendeva un metro da anni, piena di debiti, in condizione critica. C’era un solo modo per rilanciarla, ed era quello di creare infrastrutture e condizioni locali favorevoli per provare a vendere quel milione di metri quadri di proprietà pubblica che da anni era inutilizzato. La bretella che collega il porto al casello di Mantova Nord, che il Comune ha co-finanziato, è stata la svolta, così come la rivisitazione completa delle regole urbanistiche di Valdaro, vecchie di 20 anni. In passato si potevano avere altezze massime di otto metri ma oggi nessuno svolge attività logistica in queste condizioni. Abbiamo cambiato le norme, snellito e sburocratizzato: volevamo diventare attrattivi e direi che ci siamo riusciti».

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Con il risultato di portare nell’area nuove aziende: prima il gruppo della Gdo Rossetto, poi altra logistica alimentare con Crosslog, un nuovo sito produttivo di Fassa Bortolo e infine il “colpo” principale: un maxi-centro logistico di Adidas (gestito da Kuehne-Nagel), che lascia Piacenza per trasferirsi a Mantova. Investimento da 320 milioni per un sito da 130mila metri quadri alimentato da energie rinnovabili che servirà 19 paesi, in grado di creare a regime 700 posti di lavoro, di cui 150 ingegneri. Con cantieri già partiti e l’avvio dell’attività previsto nel 2024. Tempi rapidi resi possibili da una procedura autorizzativa lampo: meno di un anno - spiega il sindaco e conferma la società - per gestire valutazioni di impatto ambientale, varianti e concessione dei permessi di costruire.

Altro arrivo “pesante” è quello di Fassa Bortolo, che punta attraverso un investimento da 80 milioni di euro a creare altri 200 posti di lavoro tra diretti e indiretti (prevedendo l’assunzione esclusiva di risorse locali), anche in questo caso a Valdaro. Produzione di lane minerali effettuata a Mantova per la sua centralità logistica rispetto alle regioni più industrializzate d’Italia, ha spiegato il Presidente Paolo Fassa in occasione della recente assemblea degli imprenditori locali. Decisione - spiega l’azienda - non solo accolta ma ampiamente appoggiata dall'Amministrazione locale, che ha saputo fornire i dovuti supporti e le garanzie per l'avvio rapido del nuovo progetto.

Scelta logistica interessante è anche quella di Eusider, gruppo siderurgico lombardo da 1,1 miliardi di ricavi e 670 addetti che proprio alle porte di Mantova, a Ostiglia, sta realizzando il suo maggiore investimento del periodo: nuovo impianto da 50mila metri coperti per la lavorazione di tubi e tondi. Venticinque milioni di investimenti per partire nel secondo trimestre del 2023; già avviate le selezioni per i primi 30 addetti, che in un arco di cinque anni saliranno a 100. Produrranno tubi che in prospettiva potranno essere trasportati anche per via fluviale, sfruttando il Canal Bianco adiacente al sito. «È uno sbocco diretto verso l’Adriatico navigabile 365 giorni all’anno - spiega Maria Anghileri, direttore operativo del gruppo, quarta generazione imprenditoriale - e la nostra idea è quella di sfruttarlo per abbattere i trasporti su gomma. Una sola chiatta, ad esempio, potrebbe portare l’equivalente di 80 camion. Le istituzioni locali? Ci hanno accolto benissimo e in termini autorizzativi non abbiamo avuto intoppi: l’impressione è che per loro lo sviluppo dell’occupazione sia in effetti una priorità».

Altro arrivo pesante, concretizzato pochi giorni fa, è quello degli spagnoli di Affinity, che rilevando gli ultimi 150mila metri disponibili a Valdaro puntano a costruire un nuovo sito di petfood che a regime darà lavoro a cento addetti diretti. Così, in poco tempo Mantova si troverà con 1500 posti di lavoro aggiuntivi, impatto rilevante per una città da 50mila abitanti, provincia che prova ad invertire un trend non brillante in termini di imprese: dal 2012 ve ne sono 5mila in meno. Ecco perché la città vuole provare a sfruttare al meglio questa occasione di rilancio, massimizzando le ricadute locali.

«Molte delle nuove figure inserite dalle aziende arriveranno necessariamente da altre zone - spiega il sindaco Palazzi - e il nostro obiettivo deve essere quello di attrezzarci al meglio per accoglierle. Così, stiamo lavorando per rilanciare l’offerta residenziale recuperando spazi inutilizzati. L’idea è quella di permettere alle imprese di proporre ai nuovi assunti un pacchetto welfare completo, che contempli anche l’abitazione».

Investimenti locali che potranno proseguire quando verrà approvata la nuova concessione per Autobrennero, società che gestisce la A22 e partecipata con una quota di oltre il 5% da Provincia e Comune. Nel piano di investimenti presentato sono infatti previsti 50 milioni di euro proprio per l’area di Valdaro.

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