monomarca

Da Inghirami sanificazione con spray disinfettante dei capi, prima e dopo la prova

Lo storico gruppo toscano del tessile-moda riapre i negozi adottando un protocollo ad hoc, oltre a tutte le norme fissate a livello nazionale

di Silvia Pieraccini

default onloading pic

Lo storico gruppo toscano del tessile-moda riapre i negozi adottando un protocollo ad hoc, oltre a tutte le norme fissate a livello nazionale


2' di lettura

Ha fatto della riservatezza la sua cifra distintiva. Eppure Inghirami è un gruppo storico della moda, fondato nel 1949 a Sansepolcro (Arezzo), che oggi possiede i marchi di abbigliamento Fabio Inghirami, Reporter, sanRemo, Peter&Sons, Pancaldi, Ingram, Azzurra, Capri e mantiene una importante divisione tessile col marchio Duca Visconti di Modrone. Nel 2019 il fatturato del gruppo è stato di 80 milioni con 360 dipendenti in Italia. È guidato dal presidente Giovanni Inghirami che spiega come sta affrontando l'emergenza coronavirus.

Quali misure avete adottato per tutelare i lavoratori?
Ci siamo mossi in un clima di collaborazione e di condivisione con le organizzazioni sindacali per mettere in essere un insieme di misure che hanno l'obiettivo coniugare il valore primario della salute con la sicurezza del lavoro. Per farlo è stato sottoscritto un protocollo aziendale ed è stato creato un comitato, formato da datore di lavoro, medico competente, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e sindacati, per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione.

Potete fare una previsione sul calo di fatturato 2020?
La chiusura dei punti vendita sia in Italia che nel mondo per circa tre mesi porterà sicuramente a un calo dei ricavi che si potrebbe aggirare intorno al 20%.

Quali misure avete adottato per la gestione dei negozi? Vi siete attrezzati con l'e-commerce? Se sì, praticando che tipo di sconti?
Con la chiusura dei negozi e il blocco totale dell'attività l'e-commerce ha avuto un ulteriore sviluppo con promozioni legate all'omaggio di mascherine made in Italy a fronte dell'acquisto di capi di abbigliamento.

Come vi siete preparati (o vi state preparando) alla riapertura dei negozi?
Per la riapertura dei negozi monomarca aziendali è in essere un protocollo che prevede, insieme a tutte le norme fissate a livello nazionale, anche la sanificazione con spray disinfettante dei capi, sia prima che dopo la prova.

Siete rimasti in contatto con i clienti in qualche modo?
Siamo rimasti sempre in contatto con tutta la nostra clientela tradizionale di multibrand, svolgendo anche un ruolo di sostegno in un momento difficile e incerto come questo.

Cosa pensate dei format “virtuali” annunciati da Milano e Parigi per le prossime fashion week?
Riteniamo che le fiere e le manifestazioni di moda abbiano ancora un'importanza strategica. Questa tuttavia deve cercare di essere attualizzata e accompagnata da format virtuali, come ideato per le prossime fashion week da Milano a Parigi, che permettano un'esperienza online a supporto di quella off-line. Un ulteriore fattore rilevante sarà trasformare in modo più selettivo la platea dei visitatori e buyers delle fiere, in modo da ridurre il numero di partecipanti esclusivamente a quelli che hanno un vero interesse e attenzione, e diminuire così il rischio di contagi.

Avete dato un contributo per l'emergenza con riconversioni/donazioni/raccolta fondi?
La nostra azienda dal mese di marzo ha riconvertito temporaneamente parte degli impianti italiani di camiceria nella produzione di dispositivi di protezione individuale. Le decine di migliaia di mascherine realizzate durante tutta la fase-1 dell'emergenza sono state donate alle istituzioni di Umbria e Toscana.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti