MERCATO E INDUSTRIA

Auto, da inizio anno in Europa persa la produzione di oltre 4 milioni di veicoli

Il settore automobilistico prevede un calo del 25% nella vendite per il 2020 a causa della pandemia. Acea chiede un aiuto concreto da parte dei responsabile Ue e dei Governi nazionali.

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Il settore automobilistico prevede un calo del 25% nella vendite per il 2020 a causa della pandemia. Acea chiede un aiuto concreto da parte dei responsabile Ue e dei Governi nazionali.


2' di lettura

Serve sostegno al settore automobilistico. È questo l'appello fatto dall'associazione europea dei costruttori di automobili Acea ai responsabili dell'Ue e dei governi nazionali per un maggiore sostegno al settore che offre milioni di posti di lavoro. A causa delle ricadute della pandemia di Covid-19, il settore automobilistico accusa, ad oggi, perdite nella produzione di oltre 4 milioni di veicoli a motore per un valore di circa 122 miliardi di euro in tutta Europa.

Le immatricolazioni sono crollate nei primi tre trimestri dell'anno e le previsioni di vendita sono di un calo del 25% per l'intero 2020. Il crollo della produzione nei 27 Paesi dell'Ue (più il Regno Unito) a causa della pandemia ha riguardato tutti gli Stati. Tra i cinque mercati principali è la Germania ad aver subito le peggiori conseguenze con 1.077.943 di unità perse, seguita da Spagna (754.978), Francia (416.149), Regno Unito (324.460) e Italia (284.785). Il presidente di Acea e Ceo di Fca, Michael Manley ha dichiarato: «La pandemia è chiaramente il più grande rischio singolo mai affrontato dall'industria automobilistica. Sta aggiungendo enormi pressioni sul nostro settore in un momento in cui sta affrontando cambiamenti tecnologici fondamentali. A questo si aggiunge la prospettiva di una Brexit senza accordi. Abbiamo urgente bisogno di trovare soluzioni con il minimo danno a posti di lavoro e investimenti, mantenendo allo stesso tempo una forte attenzione alla sfida climatica. Il piano climatico 2030 recentemente proposto dalla Commissione europea richiederà enormi investimenti aggiuntivi da parte nostra in questo momento difficile. Tuttavia i nostri investimenti da soli non saranno mai sufficienti. Se vogliamo che la mobilità a emissioni zero diventi una possibilità reale per tutti gli automobilisti europei abbiamo anche bisogno di una vasta rete di punti di ricarica e stazioni di rifornimento in tutta l'Ue, insieme ad incentivi economicamente sostenibili».

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L'associazione Acea chiede quindi che il sostegno dei piani nazionali per l'emergenza Covid venga ampliato a queste aree stimolando la domanda di auto, furgoni, camion e autobus ad alimentazione alternativa rafforzando così la ripresa economica nel Vecchio Continente e le sue ambizioni climatiche.


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