ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDa Meloni a Salvini

Da Ita al vertice di Milano-Cortina, pressing dal centrodestra per passare la palla al nuovo governo

L’esecutivo Draghi, è la tesi, è in carica per il disbrigo degli affari correnti, e i due dossier non rientrano in queste ipotesi

Draghi: "Su Ita il governo andra' fino in fondo e decidera'"

3' di lettura

Più si avvicina la data delle elezioni del 25 settembre, più la campagna elettorale cresce nei toni, e più si accentua nel centrodestra la competizione per ottenere un voto in più alla chiusura dei seggi, così da indicare, in caso di vittoria, il nome del candidato premier.

Su Ita la Lega segue FdI: nulla è scritto sulla pietra, servono garanzie

Nelle ultime ore la Lega, per voce del sottosegretario al Mef Federico Freni ha espresso alcuni considerazioni sulla scelta del governo Draghi di andare avanti nella trattativa su ITA con la cordata del fondo Certares insieme ad Air France-KLM e Delta Air Lines. L’opzione Lufthansa, è il messaggio lanciato dal leghista, è stata tolta sì, ma nulla è scritto sulla pietra. «Il nuovo governo - ha sottolineato, parlando a Sky Tg24 - non accetterà un’offerta senza garanzie occupazionali per tutti i dipendenti di Ita e senza un piano industriale molto solido. La decisione finale sul contratto preliminare - ha aggiunto - sarà rimessa certamente al nuovo governo».

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Meloni: «È un altro pezzo di Italia che se ne va»

La frenata del Carroccio sulla compagnia aerea arriva a stretto giro da quella di FdI. Da tempo infatti Giorgia Meloni ha chiesto al governo di lasciare la gestione del dossier all’esecutivo che verrà. Una posizione ribadita di recente, in occasione di un incontro elettorale a Pescara. La scelta del governo di trattare la cessione di Ita col fondo Certares? «Ricordo che l’attuale governo dovrebbe fare le cose minime, essendo il Parlamento formalmente sciolto, quindi non credo che una materia così strategica sia di sua competenza - ha ribadito Meloni -. Poi quando vedrò le carte, le studierò e potrò dire cosa penso del progetto nel merito. Secondo me bisognava valutare la possibilità di mantenere la nostra compagnia di bandiera perché non ci facciamo certo un figurone ad essere, forse, l’unico grande paese occidentale d’Europa che non ha una propria compagnia di bandiera. È un altro pezzo di Italia che se ne va, e quando questo capita io non sono contenta mai. Tutto quello che posso fare per impedirlo sono pronta a farlo, ma - ha concluso la leader di FdI - se non posso studiare il dossier perché si vuole risolvere tutto prima non sono d’accordo».

FdI allo scoperto, nuovoAd Milano-Cortina dopo il voto

Ma al Governo FdI non chiede solo di frenare sulla trattativa ITA. Va congelata anche la nomina del vertice della Fondazione Milano - Cortina. Anche in questo caso la palla va passata all’esecutivo che verrà. FdI è uscita allo scoperto: «Sulle decisioni di carattere strategico come questa sia il nuovo governo a decidere». Poco dopo, nell’ennesima riunione informale, i soci hanno preso atto che è quasi impossibile arrivare a una soluzione nei tempi previsti, per motivi politici, ma anche perché le ultime due soluzioni rimaste sul tavolo non sono percorribili e su altri nomi non c’è intesa. Né il ministro Vittorio Colao, né Paolo Scaroni, presidente del Milan, intendono infatti rinunciare ai loro incarichi per prendere il posto di Vincenzo Novari alla guida della Fondazione che organizza le Olimpiadi invernali del 2026, in un ruolo per cui è richiesto un impegno esclusivo.

La nomina è per decreto del presidente del Consiglio, sentite le Regioni Lombardia e Veneto, le Province autonome di Trento e Bolzano, i Comuni di Milano e Cortina, come prevede il dl aiuti bis pubblicato in Gazzetta ufficiale il 9 agosto. Dovrebbe arrivare entro trenta giorni da quella data, ma nulla lascia pensare che Mario Draghi sia pronto a farla. Anzi, fonti di governo che seguono il dossier ribadiscono che non c’è l’intenzione di procedere prima delle elezioni. Anche se gli enti locali avrebbero preferito un’intesa per non perdere tempo, e c’è chi sostiene che la partita non sia definitivamente chiusa.

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