Sostenibilità

Da L’Oréal cosmetica a basso impatto

La filiale italiana del gruppo francese è all'avanguardia sia sul fronte produttivo, con lo stabilmento green a Settimo Torinese, sia nella fase delle consegne in 8 città

di Marika Gervasio


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Lo stabilimento hi-tech e sostenibile di Settimo Torinese

3' di lettura

Ogni anno 10.600 consegne in otto città italiane (Milano, Torino, Pavia, Bergamo, Vicenza, Belluno e Roma) verranno effettuate da veicoli a basso impatto ambientale per un risparmio totale di 13 tonnellate di anidride carbonica: è solo l’ultimo dei progetti di L’Oréal Italia che prosegue il suo impegno nell’ambito della sostenibilità e che si inserisce nel programma internazionale “Sharing Beauty with All” annunciato nel 2013, nel quale il gruppo di cosmetica francese si impegna a migliorare le proprie pratiche lungo tutta la value chain, dalla ricerca alla produzione.

Un esempio arriva proprio da casa nostra con lo stabilimento di Settimo Torinese, uno dei più avanzati in Italia, a emissioni zero di CO2 dal 2015 e dal 2018 “dry factory” ovvero un sito produttivo che consuma acqua unicamente come materia prima nei prodotti e non per altri usi. Inaugurato ufficialmente nel 1960, fino al 1997 la fabbrica ha prodotto per il mercato italiano quasi tutti i prodotti L’Oréal, dalle colorazioni per capelli al maquillage, dagli shampoo e hair styling allo skincare. In seguito si focalizza su due tecnologie core: la linea maquillage L’Oréal Paris per l’Europa e i prodotti capillari (Garnier Fructis e Elvive) per il sud Europa a cui nel 2004 si è aggiunta l’unità produttiva polveri cosmetiche (fondotinta, cipria, blush, ombretti).

Il polo industriale oggi occupa circa 370 addetti e si sviluppa su una superficie di 100mila metri quadrati di cui 55mila coperti. Il rispetto per l’ambiente va di pari passo con l’attenzione alla sicurezza dei luoghi di lavoro e alla salute dei collaboratori. Nel 2011 il gruppo L’Oréal ha assegnato allo stabilimento piemontese il premio “Prix The Best Ehs Initiative Environnement” sul risparmio idrico nella produzione di mascara. Nel 2010 il progetto Wall to Wall - solo per citare una delle innumerevoli iniziative sostenibili - , ovvero la fornitura di flaconi a Km 0 (un fornitore terzo che produce flaconi shampoo all’interno della fabbrica) ha permesso di risparmiare quasi mille camion all’anno utilizzati per il trasporto di articoli di confezionamento, consentendo una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 100 tonnellate all’anno.

Settimo Torinese, ma non solo. Anche la centrale logistica di Villanterio, in provincia di Pavia, unico punto di ricezione e partenza per le spedizioni ai clienti in Italia per tre delle quattro divisioni di L’Orèal Italia, rispetta rigorosi standard ambientali come testimoniato dalla certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design) Gold ottenuta nel 2015. Nella centrale di Villanterio infatti l’illuminazione a Led e l’eliminazione dei navettaggi hanno permesso una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 210 tonnellate all’anno.

La strada della sostenibilità sembra decisamente vincente per il gruppo che ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con ricavi per quasi 22 miliardi di euro, +7,5% a perimetro costante, mentre la filiale italiana si conferma la più grande tra quelle dei grandi gruppi cosmetici internazionali presenti nel nostro Paese, con un fatturato di 935 milioni (dati Pambianco, 2018). I progetti per il nuovo anno sono numerosi: dalla divisione Consumer products - con i marchi L’Oréal Paris, Elvive, Nyx Professional Make Up, Garnier e Maybelline New York - alla divisione Luxe con Lancôme, brand scelto per essere pioniere nei progetti beauty tech del gruppo, e Armani Beauty che vede una forte accelerazione su make-up e fragranze. Fino al segmento Prodotti professionali che lancerà Access, la più grande piattaforma di e-learning e networking del mondo per i professionisti del settore; e alla divisione Active Cosmetics che per maggio sta organizzando un’operazione con le marche Vichy e La Roche Posay vendute in farmacia per sensibilizzare sempre più persone all’importanza delle protezione solare come prevenzione al melanoma e rendere accessibile l’utilizzo dei prodotti a pazienti oncologici e famiglie bisognose.

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