videogame e calcio

Da League of Legend alla Serie A. Come sta cambiando l’eSport?

A stupire per davvero negli ultimi dieci giorni sono stati l'ingresso, nel gaming, del luxury e il crescente entusiasmo del mondo finanziario-assicurativo

di Emilio Cozzi

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A stupire per davvero negli ultimi dieci giorni sono stati l'ingresso, nel gaming, del luxury e il crescente entusiasmo del mondo finanziario-assicurativo


3' di lettura

Prendi il videogame più famoso degli ultimi due anni e uniscilo al calcio. Risultato? I nuovi “Kickoff Set” di “Fortnite”, che promettono di essere l'acquisto in game per milioni di calciofili appassionati del battle royale di Epic Games: dal 23 gennaio, nell'isola più chiacchierata del gaming, è possibile onorare la propria fede calcistica sfoggiando dieci outfit diversi e ognuno adattabile ai colori di 23 top team internazionali. Detto altrimenti, con “Kickoff Set” le scorribande di “Fortnite” si potranno affrontare agghindati come i propri campioni prediletti, in Italia selezionabili fra quelli di Milan, Inter, Roma o Juventus.

Sebbene non rivelato, il peso economico della partnership è suggerito dalla mole di iniziative prevista per il lancio: dal 20 gennaio tutte le squadre coinvolte hanno organizzato eventi legati a “Fortnite” per i propri tifosi, tornei online e ricchi premi compresi (dal 21). C'è addirittura chi, come il Milan, ha celebrato il sodalizio fin dentro lo stadio: in occasione della partita in casa contro l'Atalanta, il 23 gennaio, le tribune di San Siro hanno ospirato mille sagome dei due avatar rossoneri creati per “Fortnite”, mentre il maxischermo a bordo campo dedicato ai tifosi, il cosiddetto “Fan Board”, sarà animato dalle interazioni con i personaggi più iconici del videogame. Gli orfani di maglia non disperino: non solo potranno consolarsi iscrivendosi alla Pelé Cup o guadagnando le due emote dedicate alla leggenda brasiliana (il dribbling animato “Fancy Footwork” e l'iconica “Pelé's Air Punch”), ma è quasi certo che Epic Games voglia estendere molto presto le partnership ad altre squadre.

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Sport + esport: sodalizio del futuro prossimo

Il connubio fra il videogame fenomeno degli ultimi anni e il calcio dice molto di come videogiochi ed esport stiano crescendo oltre ogni previsione, anche – se non soprattutto – in tempi di pandemia. E non è un caso che, mentre in Italia federazioni come Fiba o Lega Serie A vanno tastando il terreno con i primi esperimenti per allestire una struttura competitiva solida – come il vero debutto della eSerieA Tim spostato dal 2020 ai prossimi mesi -, altrove gli investimenti congiunti di organizzazioni e istituzioni sportive sono ormai ordinari. Sempre con “Fortnite”, poco tempo fa, la Nfl statunitense aveva calato il primo asso.Nemmeno troppo fra le righe, il fenomeno attesta la progressiva consapevolezza dell'industria dello sport tradizionale rispetto all'efficacia comunicativa che il gaming ha sulle nuove generazioni. Anche solo circoscrivendo la riflessione al gioco di Epic Games e usandolo come una cartina al tornasole, prima ci sono state le skin forgiate con gli youtuber più seguiti, poi quelle “trans-mediali” dedicate a Predator, ai supereroi della Marvel o al Mandaloriano, quindi livelli interi partoriti da collaborazioni commerciali all'avanguardia, come la campagna “Icons of Italy” di Lavazza e Fnatic, che ha ambientato una mappa del gioco dentro la cameretta di Giorgio “Pow3R” Calandrelli, il content creator più seguito a livello nazionale.

Il debutto della eSeria A Tim

Beninteso, il processo è a doppio senso di marcia: non è più una novità che le grandi squadre abbiano una rappresentanza nel mondo esport, il più delle volte supportata se non gestita da organizzazioni esterne (come i Qlash per il Milan). Egualmente poco sorprende che sempre più spesso i club scelgano di usare Twitch per comunicare a un pubblico altrimenti irraggiungibile (lo ha fatto la Juventus poche settimane fa, inaugurando un canale proprietario).

Luxury e insurance: i nuovi propulsori

A stupire per davvero negli ultimi dieci giorni sono stati l'ingresso, nel gaming, del luxury e il crescente entusiasmo del mondo finanziario-assicurativo, due roccaforti tradizionalmente refrattarie al fascino del joypad: per quanto riguarda il primo ambito, Cadillac ha annunciato la partnership esclusiva con l'americano Team SoloMid, un'iniziativa che ha peraltro lasciato solo Tesla, fra i grandi marchi automotive, senza un'attivazione esport. Dopo l'interesse dimostrato nei mesi scorsi dalle grandi griffe della moda, e culminato con la collaborazione fra Luis Vitton e “League of Legends” o nella prima sfilata di moda in-game con abiti digitali ispirati a modelli di Loewe, Prada, GmbH e Chanel (dentro “Animal Crossing: New Horizons” di Nintendo), gli investimenti di Cadillac sostanziano la calata definitiva del lusso nelle arene digitali.Per quanto riguarda il settore bancario assicurativo e dopo le iniziative dei mesi scorsi di Buddybank e Flowe (in Italia), è stato il gruppo tedesco Die Bayerische ad annunciare la collaborazione con la org Berlin International Gaming (Big). Un sodalizio importante sì, ma meno significativo di quello fra i brasiliani Black Dragons e Prevent Senior, healtcare insurance company inizialmente focalizzata su un'utenza over 50. Che per riposizionarsi e fidelizzare i clienti del futuro, la compagnia di San Paolo investa nel gaming competitivo è il miglior attestato cui l'esport potesse ambire.Detto altrimenti, che d'ora in poi si possa dominare la mappa di “Fortnite” agghindati come Cristiano Ronaldo, Lukaku o Ibra, è un fatto le cui diramazioni vanno molto oltre i confini dell'isola di pixel più famosa del mondo.

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