Coronavirus

L’Italia si colora di giallo. Riaperture, cosa può cambiare tra una settimana

Venerdì 14 il Governo potrebbe dare il via libera alle nuove regole. Si va verso slittamento del coprifuoco. Due le ipotesi: alle 23 o a mezzanotte

di Andrea Carli

L'Italia quasi tutta gialla. Le Regioni: "cambiare l'Rt"

4' di lettura

La settimana che dovrebbe condurre il governo al tagliando di metà mese sulle riaperture, con lo slittamento del coprifuoco, o alle 23 o alle 24 per poi sparire a metà giugno e la possibile anticipazione del via libera a ristoranti al chiuso e palestre, si apre con l’Italia sempre più colorata di giallo.

Nessuna Regione in rosso

Nessuna regione in zona rossa, Puglia, Basilicata e Calabria passano nella fascia con minori restrizioni. In arancione solo Sardegna, Sicilia e Valle d'Aosta (quest’ultima abbandona il rosso). Un’Italia per la gran parte in giallo significa ristoranti e bar con tavoli all'aperto a pranzo e a cena; ingresso consentito in cinema, teatri e musei sia pure con capienza limitata, spostamenti liberi verso altre regioni gialle. Nei territori in arancione bar, ristoranti, cinema e teatri rimarranno ancora chiusi e sarà possibile spostarsi solo all'interno del comune.

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Verso decreto con nuove regole

Qualche anticipazione sui contenuti del nuovo decreto legge, che il governo dovrebbe approvare venerdì 14 maggio, dopo il consueto monitoraggio settimanale del ministero della Salute sull’andamento dei contagi coronavirus, potrebbe arrivare già mercoledì 12, in occasione del question time del presidente del Consiglio Mario Draghi alla Camera. Le Regioni chiedono di rivedere i parametri che determinano i cambi di colore, a partire dall'Rt, l'indice di diffusione del virus, in quanto - è la tesi dei governatori - è poco affidabile, distorsivo e va superato (per la seconda settimana consecutiva è salito lievemente e a livello nazionale è ora a 0,89).

Pressing della Lega per cancellare il coprifuoco. Draghi: riaperture con la testa

Il tagliando di metà mese delle regole previste dal decreto sulle riaperture si concentrerà, come si è detto, oltre che su ristoranti e palestre, sul coprifuoco. Il forte pressing della Lega nella maggioranza e dei presidenti di Regione del centrodestra potrebbe portare a uno slittamento, già a partire da lunedì 17 maggio. Due ipotesi allo stato attuale: alle 23 o alle 24. In occasione della conferenza stampa che ha avuto in chiusura del vertice europeo di Oporto, Draghi ha parlato di riaperture «ma con la testa», perché vanificare i sacrifici, invertendo il trend del calo dei contagi e dei morti sarebbe un errore imperdonabile. Il presidente del Consiglio ha frenato l'offensiva di Matteo Salvini, che nelle ultime ore ha annunciato che al primo Cdm utile la Lega chiederà di cancellare il coprifuoco. Alla domanda se la spunterà, o meglio se il coprifuoco verrà “sbianchettato”, il presidente del Consiglio ha risposto: «Voglio riaprire, voglio che le persone tornino fuori a lavorare, a divertirsi, a stare insieme. Ma, come ho detto l'altra volta quando abbiamo parlato di questo, bisogna farlo in sicurezza, cioè calcolando bene il rischio che si corre». I dati, ha sottolineato, «sono abbastanza incoraggianti».

Dal 15 maggio via la quarantena per chi arriva dai Paesi Ue

Da sabato prossimo, per entrare in Italia dagli altri Paesi Ue, dalla Gran Bretagna e da Israele, basterà seguire le stesse regole che valgono per spostarsi verso regioni in zona arancione o rossa: ovvero il referto negativo del tampone o il certificato di vaccinazione al Covid, senza più i cinque giorni di quarantena conclusi con un ulteriore test molecolare o antigenico. La nuova linea - decisa in un tavolo operativo organizzato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e da quello della Salute Roberto Speranza - è una svolta significativa per il mondo del turismo che spera di poter tornare ad attirare i viaggiatori stranieri in estate.

Caffé al banco (per ora) vietato

Il tagliando di metà mese potrebbe prevedere novità anche per il caffé al banco. Allo stato attuale è previsto solo il servizio al tavolo all’esterno. Non si può sostare all’interno del bar per consumare in maniera rapida. Ristoratori e baristi hanno criticato questa soluzione. Non è escluso che il Governo decida di rivederla.

Una data per la ripresa del comparto matrimoni

Il tagliando servirà anche per dare una data certa a quei settori che finora sono rimasti fuori da ogni programmazione: quello delle cerimonie e degli eventi, innanzitutto. È possibile che la cabina di regia decida di fissare una data per la riapertura del settore degli eventi legati ai matrimoni. La riapertura potrebbe avvenire sulla base del protocollo che ha regolato le navi da crociera. «Moltissimi futuri sposi e operatori del wedding mi hanno scritto e io li rassicuro: il Governo ci sta lavorando e sulla base dell'andamento dei contagi presto daremo una data per la ripresa perchè i matrimoni vanno programmati per tempo. E lo stesso vale per lo sport. Già in settimana - spiega la ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini in un’intervista a Domenica In, su Rai 1 - ci saranno cabine di regia con il Cts per dare date a questi settori».

Cosa secondo il decreto Riaperture aprirà a maggio

Nel cronoprogramma del governo, delineato dal decreto Riaperture, il 15 maggio riapriranno le piscine all’aperto e i centri commerciali nei fine settimana. Il 1° giugno ripartiranno invece le palestre e i ristoranti al chiuso (salvo un anticipo sui tempi), il 15 le fiere e il 1° luglio i convegni, i congressi e i parchi tematici.

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