Verso la ripartenza

Da lunedì tutta Italia bianca tranne la Val d’Aosta: altre sei regioni cambiano colore

Anche Toscana, Marche, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, oltre alla provincia autonoma di Bolzano, dal 21 giugno nella fascia con minori restrizioni

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 18 giugno 2021, ore 19:15

40,5 mln italiani in zona bianca, le regole

2' di lettura

L’Italia si avvia a diventare tutta bianca. Il Ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, ha firmato una nuova ordinanza che «promuove» da lunedì 21 giugno nella fascia con minori restrizioni altre sei regioni. Si tratta di Toscana, Marche, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, oltre alla provincia autonoma di Bolzano. L’unica regione che manca all’appello è la Valle d’Aosta (ancora gialla) che dovrà aspettare il 28 giugno per essere promossa, grazie alla terza settimana consecutiva di contagi sotto la soglia di 50 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Da quella data nella Penisola non ci saranno più zone gialle.

Contagi in calo malgrado le riaperture

Grazie anche alla campagna di vaccinazione di massa, la fine del coprifuoco e le aperture generalizzate (dai ristoranti la sera alle piscine all’aperto) non hanno inciso sulla circolazione del virus, malgrado la diffusione delle più aggressive varianti. Almeno finora. Le regioni che per prime sono state promosse in zona bianca (Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna) il 31 maggio non hanno registrato infatti un incremento di contagi. Anzi. Il 28 maggio, in occasione del monitoraggio che ha certificato il passaggio in zona bianca, questa era la situazione dei contagi: Molise 12 casi ogni 100mila abitanti; Sardegna 13 casi e Friuli Venezia Giulia 17. Attualmente siamo rispettivamente a 9 in Molise, 8 in Sardegna, a 11 in Friuli. Contagi in deciso calo nelle quattro regioni promosse la settimana successiva (7 giugno). Si passa da 19 casi ogni 100mila abitanti (Veneto), 21 (Abruzzo e Liguria) e 25 (Umbria) agli attuali 10 (Veneto), 11 (Abruzzo), 6 (Liguria), 12 (Umbria).

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Cosa si può fare in zona bianca

In zona bianca la situazione è di semi-normalità. Non vige il coprifuoco (la cui abolizione è prevista comunque anche in zona gialla dal 21 giugno). Si applicano solo le misure anti contagio (distanziamento, igiene e mascherine). E sono state anticipate le riaperture delle attività economiche e sociali previste per la zona gialla. Sono ripartite perciò fiere, congressi, parchi a tema. Ma anche feste di nozze (con green pass per gli invitati), piscine al chiuso, sale giochi, stabilimenti termali e palazzetti dello sport al chiuso. Le discoteche sono aperte solo per il servizio bar e ristorante, perché ancora è vietato ballare. Allo studio l’ipotesi di consentire il ritorno in pista muniti di green pass.

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Nessun limite per i tavoli all’aperto

Quanto a bar e ristoranti, non è previsto nessun limite per i commensali seduti ai tavoli all’aperto. Il governo ha accettato la proposta della Conferenza delle regioni e delle province autonome di far cadere i limiti all’aperto per le attività di ristorazione e di estendere il tetto massimo al chiuso, che è per ora di 6 persone per tavolo. In zona bianca è consentito inoltre visitare amici e parenti, senza limiti nel numero di persone che si spostano. In zona gialla il limite è invece di quattro persone oltre ai figli minorenni o persone con disabilità.

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