NUOVI INTERLOCUTORI

Da Macron ai gilet gialli, come è cambiata la strategia dei Cinque stelle in vista delle europee

di Andrea Carli


Di Maio con i gilet gialli, la Francia: tengano pulita casa loro

4' di lettura

Lo “tsunami politico” annunciato dal leader politico dei Cinque Stelle Luigi Di Maio in vista delle elezioni europee passa anche attraverso l’apertura di un dialogo con i gilet gialli. Un sodalizio con questo movimento dal chiaro orientamento anti macroniano, registrerebbe un cambiamento di rotta rispetto a una strategia che in passato, nei giorni della campagna elettorale che hanno preceduto le politiche del 4 marzo, ha visto i pentastellati guardare proprio dalla parte del presidente francese, alla ricerca di un interlocutore in Europa.

Considerato che Di Maio ha annunciato che a breve M5s avvierà contatti e organizzerà un incontro con i gilet gialli, il cambiamento di rotta sembrerebbe quindi all’orizzonte. Ad allontanare Di Maio da Macron è stato soprattutto il nodo migranti, con l’Italia, svantaggiata in quanto paese di primo approdo, a premere per una gestione più condivisa dei flussi, e il francese a chiudere, nei fatti, a questa richiesta.

Damiani (università Perugia): accostamento con Macron passeggero e veloce
La scelta di M5s di guardare ai gilet gialli, osserva Marco Damiani, ricercatore di Sociologia dei fenomeni politici presso l’università degli Studi di Perugia, «nasce dall’esigenza di confrontarsi con un soggetto politico comparabile. In comune le due entità politiche hanno lo spirito anti elitario, anti oligarchico, anti establishment, ovvero l’idea di opporsi e contrapporsi alle classi dirigenti in carica. L’obiettivo è trovare forme di organizzazione politica diverse da quelle tradizionali, capaci di rappresentare gli interessi delle componenti della società fino a oggi poco rappresentate e tutelate». Damiani aggiunge che «l’accostamento con Macron è stato passeggero e veloce, teso a individuare un interlocutore fuori dall’Italia. Anche il presidente francese, peraltro, ricorre alla differenziazione ”noi, loro”, anche se questo “populismo” è declinato in forma diversa rispetto ai Cinque Stelle». Quello del cambiamento dell’interlocutore da parte dei pentastellati è un processo graduale, confermato da alcune dichiarazioni rilasciate dall’attuale vicepremier nell’ultimo anno. Eccone alcune.

7 gennaio 2019. Di Maio ai gilet gialli: «Non mollate!»
L’endorsement di Di Maio ai gilet gialli arriva il 7 gennaio. «Gilet gialli, non mollate!». È l’incipit di un post pubblicato sul Blog delle Stelle. «Il MoVimento 5 Stelle è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno. Come voi, anche noi, condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico. Possiamo mettere a vostra disposizione alcune funzioni del nostro sistema operativo per la democrazia diretta, Rousseau».

15 dicembre 2018: «se non manteniamo promesse gilet gialli anche in Italia»
In occasione di un intervento a Lanciano, Luigi Di Maio avverte: «Se non manteniamo le promesse pure noi avremo le piazze coi gilet gialli che chiederanno sotto ai palazzi i diritti che sono stati tagliati. Se vedete le rivendicazioni dei gilet gialli ci trovate la possibilità di andare in pensione un po’ prima, il diritto al reddito minimo, l’abbassamento delle tasse per le imprese, un aiuto per la sanità e Welfare. Sono orgoglioso: le rivendicazioni dei francesi in piazza contro Macron noi le abbiamo messe nella legge di bilancio».

10 ottobre: «Macron lavorava più per le lobby che per i cittadini»
«Macron lavorava più per le lobby che per i cittadini», sottolinea Di Maio, durante la registrazione del programma “Quarta Repubblica”, a commento delle violenti manifestazioni dei gilet gialli a Parigi che chiedono le dimissioni del Presidente Macron. «Si arriva a questo punto quando i cittadini si sentono traditi e presi in giro», aggiunge.

13 settembre, Di Maio: ora Macron segue linea M5s su reddito cittadinanza «Sono contento che Macron abbia deciso di seguire la linea che il MoVimento 5 Stelle ha iniziato a tracciare, annunciando l’istituzione del Reddito di Cittadinanza anche in Francia - scrive Di Maio su facebook -. Lui lo farà nel 2020, noi lo metteremo il prossimo mese nella legge di Bilancio».

GUARDA IL VIDEO - Migranti: Merkel rassicura Conte, polemiche tra Macron e Di Maio

21 giugno: Macron parla di «lebbra populista»
21 giugno, 2018. Macron mette in guardia l’Europa dall’avanzata della «lebbra populista», in «Paesi in cui credevamo fosse impossibile». Immediata la risposta di Di Maio, che definisce quelle dichiarazioni «offensive e fuori luogo. La vera lebbra - aggiunge il vicepremier pentastellato - è l’ipocrisia europea» sulla gestione dei migranti. Dopo le politiche di marzo, che registrano una forte affermazione dei Cinque Stelle, e soprattutto dopo la nascita del governo giallo verde presieduto da Giuseppe Conte - in carica dal primo giugno - i pentastellati prendono via via le distanze dal presidente francese.

15 febbraio: Di Maio a Le Monde: «Macron ha meriti immensi»
Emmanuel Macron ha «meriti immensi» e «il Movimento 5 Stelle è pro-Europeo», afferma in una lunga intervista al quotidiano Le Monde, il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. Siamo nei giorni della campagna elettorale, in vista delle elezioni del 4 marzo. «Vogliamo rimanere nell’Ue», aggiunge, e chiarisce che il referendum sull’euro «non è più di attualità».

6 febbraio, il leader pentastellato: «Voglio incontrare Macron»
6 febbraio: «Deve essere chiaro che l’idea di competere con l’asse franco-tedesco non mi piace: dobbiamo uscire dall’idea degli assi e dei direttori e cominciare a parlare di governance europea». Così Di Maio alla Link Campus University dove risponde a una domanda degli studenti sul rapporto con la Francia. In proposito, aggiunge, «confido in una migliore integrazione con la Francia, anche per il problema di Ventimiglia. In ogni caso spero di incontrare presto Macron, cui ha già scritto delle lettere per dirgli che il M5s non è una minaccia per l’Europa».

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