politica e dintorni

Da Maroni junior a Stefano Tria, le scelte controcorrente dei figli dei politici

(ANSA)

3' di lettura

Il figlio del ministro Tria, Stefano, nel team della Ong Mediterranea, Maroni junion, al secolo Fabrizio, candidato alle comunali in un piccolo comune vicino Varese in una lista civica di centrosinistra che appoggia il sindaco uscente Giuseppe Licata. Spesso i figli dei politici stanno sulla sponda opposta rispetto ai padri facendo scelte controcorrente rispetto ai genitori.

Stefano Tria, vice skipper su una barga a vela della Ong Mediterranea
É il caso di Stefano Tria, figlio del ministro dell’Economia, impegnato in mare ad aprile nel team della Ong Mediterranea, a bordo della barca a vela che seguiva la Mare Jonio in qualità di vice skipper. Sui social la Ong ha spiegato: «Stefano Tria è uno di noi e fa quello per cui #Mediterraneo è nata: salvare e salvarci da questo orrore».

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Fabrizio Maroni in una lista civica a sostegno di un sindaco Pd
Uno schiaffo alla Lega arriva da Fabrizio Maroni, 21 anni, figlio di papà “Bobo”, al secolo Roberto Maroni. Per lanciarsi nel mondo della politica ha scelto di candidarsi al consiglio comunale di Lozza, suo paese natale a un passo da Varese. É in una lista civica di centrosinistra che sostiene la rielezione dell’attuale sindaco Giuseppe Licata del Pd.

Veronica Padoan e il foglio di via
Veronica Padoan si è smarcata da tempo dal papà Pier Carlo, ministro dell’Economia dei governi dei governi Renzi e Gentiloni. Ricercatrice Ires, è fra i leader dell'organizzazione “Campagne in lotta”, impegnata contro il caporalato nel Sud. Due anni fa finì su tutti i media per aver contestato la visita a Foggia dell’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando, collega di governo del padre. Ebbe un “foglio di via” - seguito da ricorso al Tar - e il divieto di soggiorno nel comune di Rosarno per il suo impegno contro lo sgombero di una baraccopoli. Secondo gli inquirenti gli attivisti avrebbero cercato di convincere i migranti del ghetto di San Ferdinando (Reggio Calabria) a non trasferirsi nella nuova tendopoli allestita dalla Prefettura. Nessun commento da parte del padre.

Loretta Gandolfini e il medioevo del leader del Family day
Poi c’è Loretta Gandolfini, figlia di Massimo: mentre il papà parlava al Congresso mondiale delle famiglie, la figlia rilasciava dichiarazioni opposte. «L’amore non ha colore, non ha razza e non ha sesso. A una coppia che si ama veramente, anche se di sesso diverso, perché non si deve dare un figlio? Io mi sono sposata in chiesa come voleva mio padre e mi sono separata. Perché dovrei morire tra le fiamme dell'inferno? Questo è medioevo». Suo padre intanto sosteneva tesi assolutamente inconciliabili.

Sequestrata la Mare Jonio dopo lo sbarco dei migranti a Lampedusa

Leonardo Apache La Russa è un rapper
É un rapper Leonardo Apache La Russa, figlio minore del politico siciliano Ignazio La Russa, più volte ministro e attualmente senatore eletto nelle file di Fdi. Leonardo Apache è salito agli onori della cronaca per una canzone “Sottovalutati”, interpretata insieme ad ApoWay, nella quale canta “sono tutto fatto”. Papà Ignazio ha chiarito che per il figlio la musica è solo un hobby, che non si tratta di una canzone autobiografica: «Magari mettesse nello studio la stessa intensità che mette nella musica. Il verso “sono tutto fatto”? Se dovessi acchiapparlo con qualcosa lo ammazzo. Ma credo di non doverni preoccupare».

In piazza contro papà anche il figlio di Lapo Pistelli
In piazza contro papà anche il figlio di Lapo Pistelli, nel 2014 viceministro degli Esteri dei governi Letta e Renzi e più volte deputato. Il figlio liceale Matteo scese in piazza contro le politiche del governo sulla scuola. Papà Pistelli sul profilo Facebook scrisse: «Per coincidenza ma non mi era ancora capitato: mio figlio in una manifestazione che critica (dai, meglio dire sprona) il governo sui fondi per la scuola... la prossima volta parliamone a cena a casa».

Ribelle anche Sabina Guzzanti quando il papà Paolo era in Fi
Complesso anche il rapporto di Sabina Guzzanti con il padre Paolo, per tre volte senatore nelle file di Forza Italia e del Popolo della libertà. Negli anni dei girotondi e dell’impegno di Sabina in tv e in politica, partecipa anche alla manifestazione “No cav day” del 2008. Il padre le inviò una lettera aperta per spiegare le ragioni del berlusconismo. Risulta che lei gli rispose in forma privata con una mail accusandolo di essere parte «di un’accolita di delinquenti».

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