Villa Mangiacane

Da Michelangelo a Machiavelli, vacanze d’elite tra vigneti bio

Sulle colline fiorentine

di Davide Madeddu

Tradizione e innovazione. Villa Mangiacane progettata da Michelangelo per la famiglia Machiavelli.

3' di lettura

La cultura si sposa con il turismo. Un connubio in cui la tecnologia, il lusso ma anche la tradizione viaggiano assieme in uno scenario in cui l'opera di Michelangelo e la presenza di Machiavelli, si aprono al mondo. Nelle colline di San Casciano Val di Pesa a qualche chilometro da Firenze, gioca la sua carta delle vacanze del lusso d’élite Villa Mangiacane. La storica villa progettata da Michelangelo per la famiglia Machiavelli diventata da qualche anno boutique hotel. Una struttura ricettiva di alto livello con 28 camere più una royal suite in cui il passato «culturale e storico molto importante» si sposa con il turismo e l'enogastronomia.

«Il nuovo corso della villa - chiarisce Salvatore Manca, architetto e responsabile comunicazione Villa Mangiacane - inizia quando i proprietari, Glynn Cohen e la moglie Nadia Choen, decidono di trasformare il complesso, acquistato per un uso privato, in struttura ricettiva. E la strada seguita è stata quella di un hotel di lusso lontano però dai modelli standardizzati delle grandi catene». I primi anni del 2000 l'acquisto del compendio che dopo i Machiavelli fu della famiglia Mazzei. Nel periodo successivo la ristrutturazione propedeutica al nuovo corso avviato nel 2007. «L'idea è quella di partire da un ambiente piccolo e creare poi un luogo di nicchia - spiega l'architetto Manca - con un mix di architettura e design, passato e presente ma anche inserimenti dall'estero». All'interno, tra pareti dominate da storici affreschi riportati alla luce e tecnologie più avanzate, si trovano spazi confortevoli arricchiti da un arredo in cui i mobili classici del territorio si sposano con elementi che arrivano dal resto del mondo. «Diciamo pure che Villa Mangiacane parte da Michelangelo e attraversa il periodo di Machiavelli - argomenta l’architetto - per poi aprirsi al mondo. I mobili, molto spesso, sono pezzi che il proprietario ha acquistato in giro all'estero per impreziosire e arricchire la sua collezione».

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Non a caso, proprio nelle stanze non è raro trovare pezzi provenienti dal sud Africa oppure dall'India. «Alle 28 camere, una diversa dall'altra e dove l'occidente si unisce e mescola all'oriente, si somma poi la Royal suite - argomenta ancora l'architetto - ed è una camera particolare in cui si trova il letto (proveniente dall'artigianato indiano) realizzato in legno e argento». Poi l'architettura dell'edificio con i segni “della mano di Michelangelo”. «Pensiamo alla loggia e alle tre arcate e alla vista sul cielo di Firenze - argomenta ancora Manca - o ad altri elementi che caratterizzano l'intero edificio in cui la tradizione architettonica, salvaguardata e tutelata, si unisce alle più avanzate tecnologie: dal wifi alla spa, continuando con le piscine». “Gioiello” immerso nelle vigne, dove «viene prodotto un vino biologico in 150 mila bottiglie che grazie a un investimento di 100mila euro diventeranno 200mila» all'insegna di un percorso green e bio con tecnologia che consente la selezione di uva e acini, nuovi recipienti in materiale alternativo come le anfore in “coccio pesto”.

«Il nuovo direttore vinicolo di Mangiacane - argomenta ancora Salvatore Manca - sta convertendo l'azienda vitivinicola al biologico, il tutto grazie a una serie di investimenti importanti». Negli spazi che si estendono per 600 acri vigne e verde. E vegetazione, parchi e angoli all’aperto curati. E un oliveto in ci si producono 1.500 litri di olio. E poi il museo e “l'Albergaccio” «l'osteria dove Niccolò passava i pomeriggi». Superata la fase più critica dettata dall'emergenza Covid, l'hotel (che complessivamente assicura una cinquantina di buste paga tra ristorazione, gestione, manutenzione e cantina) si appresta ad affrontare la nuova stagione. «Per il momento è affittato come se fosse una casa ma da maggio parte la stagione vera e propria - aggiunge ancora - come struttura alberghiera di lusso».

A raggiungere Villa Mangiacane, che registra una media di più di 3.100 presenze ci sono soprattutto gli stranieri. «Nella maggior parte dei casi abbiamo turisti americani interessati alla nostra cultura, poi c'è una buona percentuale di turisti cinesi e coreani. E in crescita anche il segmento del turismo indiano». Nella villa progettata da Michelangelo e negli spazi circostanti spazio anche agli eventi e alle cerimonie. Che in media si aggirano intorno ai 40 l’anno.

«È in crescita il numero dei turisti indiani che viene a sposarsi. Ma ci sono anche turisti che arrivano da altre parti del mondo e scelgono questa location per suggellare le nozze».

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