L’AUDIZIONE

Conte: Salvini deve chiarire su Savoini, 007 estranei alla vicenda Usa

Dopo due ore e mezzo di audizione al Copasir, Conte convoca una conferenza stampa a palazzo Chigi e assicura: «Trump non mi ha mai parlato dell’inchiesta» Russiagate. Ma poi attacca il leader della Lega: «Io ho riferito la verità richiesta da Salvini. Mi sorprende che lui non avverta la sensibilità di chiarire la vicenda» nota come Moscopoli.

di Marco Ludovico


Nyt, viaggio Barr a Roma sorprese 007 ambasciata Usa

2' di lettura

Intelligence italiana «estranea al Russiagate». Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo sottolinea nella conferenza stampa a palazzo Chigi subito dopo l’audizione in Copasir. Ma Conte coglie l’occasione di una domanda per rovesciare il tavolo e spostare l’attenzione su Moscopoli: «Sorprende come Matteo Salvini, che si è candidato a guidare il paese chiedendo pieni poteri, non avverta la responsabilità di fare altrettanto. Qui non c’è sensibilità istituzionale». Una stoccata a tre giorni dal voto in Umbria. Eppure l’incontro con i componenti del comitato parlamentare di controllo aveva avuto toni pacati. L’audizione è stata guidata dal nuovo presidente del Copasir, Raffaele Volpi (Lega).

Da Barr a Mifsud
Il Russiagate è stato vivisezionato in lungo e in largo, Conte per rispondere ha analizzato ogni aspetto. «È completamente falso che il tweet del presidente Trump sia collegato al caso Barr (il ministro americano della giustizia riunitosi due volte a Roma con i nostri 007, n.d.r.). Trump non mi ha mai parlato di questa inchiesta» assicura il premier. La richiesta di informazioni dagli Usa «è giunta a giugno» perciò «è falso che sia stata fatta in agosto durante la crisi di governo». In conferenza stampa si chiede anche della figura di Joseph Mifsud, il maltese accusato di aver tramato contro Trump, ma Conte non scende su questi dettagli.

Il livello dello scambio Italia-Usa
«La richiesta Usa era in riferimento ad agenti americani di stanza a Roma che hanno operato su territorio italiano. In questo contesto, ma non è stato mai offerto nessun elemento, ci poteva essere l’eventualità che avessero operato con i nostri servizi. Ma abbiamo verificato ed effettuato riscontri documentali nei nostri archivi». Se fosse stata coinvolta «la nostra intelligence» sarebbe «scattata una denuncia alla nostra autorità giudiziaria. La vicenda avrebbe preso una piega completamente diversa» ha rimarcato Conte.

Il dialogo Conte-Trump
Alcuni paventano rischi per l’Italia quando Barr presenterà il rapporto finale al termine dell’investigazione. Ma la maggior parte degli addetti ai lavori è scettico. Comincia a prendere quota invece la pista inglese: Papadopoulos e Mifsud avrebbero avuto le loro relazioni sotto accusa non a Roma ma nella capitale britannica al Lcilp (London centre of international law practice).

Le potenziali ulteriori criticità
Il vero e continuo scontro è già in atto da giorni sulla manovra di bilancio, dentro e fuori la coalizione di governo. Se l’audizione ha avuto toni pacati, il riacutizzarsi del conflitto tra Conte e Salvini non agevola la prossima audizione. Martedì prossimo tocca al direttore del Dis, prefetto Gennaro Vecchione. Di certo saranno richiesti chiarimenti e approfondimenti su quanto detto da Conte. Si vedrà quanto sarà intenso il fuoco delle domande, i toni saranno più accesi. Senza però escludere che la politica alla fine decida di concentrare le sue offensive dopo la manovra, su fronti molto più caldi. Come la riforma della giustizia.

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