Operazione «Athena»

Da Milano a Padova, ecco la mappa dei laboratori militari pronti a tracciare i contagi nelle scuole

Parte l’operazione «Athena» voluta dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Coinvolte otto Regioni, le strutture si attivano su input delle Asl

di Marco Ludovico

Scuola, quarantena e dad: tutte le nuove regole da seguire

3' di lettura

Parte l’operazione «Athena» della Difesa voluta dal ministro Lorenzo Guerini. Dà seguito all’esigenza di sostenere le Regioni nel tracciamento dei contagi nelle scuole. Questione piombata il 30 novembre scorso sul tavolo del presidente del Consiglio, Mario Draghi, del tutto contrario al ricorso alla Dad (didattica a distanza) se non quando è proprio necessario. Palazzo Chigi così ha chiesto al generale Francesco Paolo Figliuolo di elaborare un piano di intervento di screening per gli istituti scolastici per rinforzare l’azione sanitaria regionale. L’obiettivo è di incrementare l'attività di verifica rapida di eventuali casi di infezione da SARS-CoV2 all’interno di classi/gruppi e di facilitare il proseguimento dell’attività didattica in presenza.

Il piano di tracciamento

Il sistema di tracciamento in atto delle Regioni e Province autonome sarà potenziato grazie agli assetti militari resi disponibili dal ministro e coordinati dal Covi-comando operativo di vertice interforze. La supervisione dell’azione operativa è in capo al commissario straordinario Covid-19, generale Figliuolo. In otto Regioni ci sono già pronti 11 laboratori di biologia molecolare della Difesa. In grado di processare tamponi molecolari fatti a domicilio da team mobili militari. In campo ci sono anche due strutture mobili. I laboratori sono distribuiti dal Nord al Sud su gran parte del territorio nazionale. In caso di necessità di attivazione toccherà alle aziende sanitarie locali farne richiesta alle rispettive Regioni, a loro volta in contatto continuo con l’ufficio del commissario Figliuolo.

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La mappa dei laboratori

La Difesa ha approntato una mappa di strutture in grado di lavorare subito, se necessario e una volta richieste dalle Asl, per offrire le massime garanzia di tutela e di ricognizione scientifica ed epidemiologica nei confronti degli istituti scolastici. A Milano sono due i laboratori di biologia molecolare con le stellette: al Cmo-centro ospedaliero militare e all’istituto di medicina aerospaziale. Un altro è a La Spezia nell’infermeria presidiaria. Un laboratorio a Padova al Dmml, dipartimento militare di medicina legale. Approntato un laboratorio anche ad Ancona presso il centro di selezione della Marina Militare. A Taranto nel centro ospedaliero militare. A Cagliari e a Messina presso i dipartimenti di medicina legale. E a Roma presso il Celio e all’Istituto di medicina aerospaziale.

Pronti team mobili

Nel piano voluto dal ministro Guerini e definito da Figliuolo e Covi-comando è stata prevista anche l’attivazione di due Tdmd (team diagnostici mobili difesa) più un terzo eventuale. Sono dislocati a Civitavecchia. Avranno una doppia funzione. Effettuare i testing/tamponi antigienici presso le scuole su indicazioni delle Asl. Se queste ultime richiedono di fare i tamponi molecolari, i campioni verranno trasportati presso il laboratorio più vicino tra gli undici pianificati sul territorio nazionale. I tamponi potranno essere fatti anche a domicilio. Il piano così intende sopperire alle carenze e alle sofferenze delle Regioni, in alcune si sono già evidenziate, nella gestione dei contagi scolastici. Sono le difficoltà alla base della circolare Sanità-Istruzione con la previsione della dad con un solo positivo in classe, poi revocata su richiesta immediata del presidente del Consiglio.

I dati della didattica a distanza

Secondo i dati dell’Istruzione, tra elementari e medie - la platea di studenti maggiormente a rischio infezione per la mancata copertura vaccinale - è in Dad il 2,6% delle classi del primo ciclo e l’1,4% del secondo. Ma «la situazione e sotto controllo», sostiene la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia: per il governo, precisa, «la scuola in presenza è prioritaria». Sottolinea il presidente dell’Anp (Associazione nazionale presidi) di Roma, Mario Rusconi: «L’invito che facciamo è di vaccinare i ragazzi dai 12 anni e, ora che è arrivato l’ok dell’Aifa per le dosi ai più piccoli, anche i bambini dai 5 agli 11 anni». Rusconi ricorda come il 60-70% delle classi in Dad riguarda le elementari. Il personale scolastico è vaccinato al 95 per cento. Ma in Friuli-Venezia Giulia c’è un alto numero di prof non vaccinati. Rischia di compromettere il prosieguo delle lezioni nei prossimi mesi.

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