fase 2

Da Milano a Palermo, ecco come l’Italia si rimette in moto

Traffico un po’ più sostenuto nelle grandi città, più gente sui mezzi dei pendolari ma per ora nessuna criticità particolare

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(ANSA)

Traffico un po’ più sostenuto nelle grandi città, più gente sui mezzi dei pendolari ma per ora nessuna criticità particolare


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Riaprono negozi, ristoranti, bar e riprendono diverse attività. L’Italia prova a ripartire dopo il lockdown per l’emergenza coronavirus. Ma è un avvio lento che, sottolinea Confesercenti, registra vendite ben al di sotto della normalità pre-chiusura. Traffico un po’ più sostenuto nelle grandi città, più gente sui mezzi dei pendolari ma senza criticità particolari. Era chiusa ai pellegrini dal 10 marzo scorso ma anche la basilica di San Pietr o ha riaperto i battenti. In basilica si erano svolte le celebrazioni pasquali con il Papa e ogni giorno c’è stata la recita del rosario con la presenza di piccoli gruppi di religiosi o persone del Vaticano. Ma l’accesso alla basilica e alla piazza era interdetto al pubblico da 69 giorni. Per entrare nella basilica di San Pietro i fedeli si sottopongono alla misurazione della temperatura con i termoscanner e ci si può muovere solo entro percorsi tracciati.

A Milano torna l’espresso al bar, trasporti fluidi
A bordo dei convogli della metropolitana e dei mezzi di superficie è fluida la situazione, secondo Atm, con la riapertura di buona parte delle attività produttive. Dopo oltre due mesi di lockdown, i milanesi riscoprono il piacere di un espresso al bar, al banco o seduti al tavolino con le dovute distanze. Gli ingressi e le uscite sono separati da due porte diverse, all’ingresso il gel igienizzante per le mani e ai dipendenti si prova la febbre, come prevede l’ordinanza della Regione. Sono quasi tutti aperti i negozi di lusso di via Montenapoleone, quadrilatero della moda, dove cartelli all’ingresso informano i clienti sulle regole da seguire per prevenire il contagio. Non sembrano molti, però, ad aver approfittato della prima giornata di apertura per fare shopping. Anche gli store più accessibili di corso Vittorio Emanuele II non sono stati presi d’assalto, anche se la limitazione degli ingressi ha portato a qualche coda. Qualcuno ancora invece non si è sentito pronto ad alzare oggi la serranda e ha dato appuntamento alla clientela ai prossimi giorni, anche diversi bar del centro hanno scelto di continuare con l’asporto senza servizio al tavolo ma, dando però ai clienti la possibilità di sedersi al tavolino per bere il caffè una volta acquistato. Quasi nessun ristorante aperto su via Paolo Sarpi, cuore del quartiere cinese a Milano, mentre è attivo il servizio di asporto di raviolerie e affini. Qualche bar con i tavolini fuori ospita qualche cliente a pranzo, ma nel complesso Chinatown sembra preferire aspettare ancora prima di riaprire le sue attività. «A Milano hanno riaperto oltre il 90% dei negozi di abbigliamento» dice Gabriel Meghnagi, presidente di Ascobaires e consigliere di Unione Confcommercio. Dopo la versione da asporto, torna in città l’aperitivo da prendere seduti ai tavolini, con la Guardia di finanza che controlla il rispetto delle nuove disposizioni della fase 2: accade nei locali intorno all’Arco della Pace che hanno ridotto il numero di coperti ed eliminato il buffet self service ma stanno attirando non pochi clienti. All’ora dell’happy hour sono quasi tutti pieni i tavolini dei tre locali più grandi, dove i camerieri fanno accomodare gli avventori solo dopo aver misurato la temperatura con un termoscanner. Controlli anche sui Navigli, dove i finanzieri sono passati in auto di fronte ai numerosi locali che hanno aperto per l’aperitivo e la cena sfruttando lo spazio all'esterno con i tavolini.

Primo volo da Sofia, riaperto l’aeroporto di Bergamo
Alle 6,51 è atterrato il primo volo all’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio: un atterraggio che segna la riapertura dello scalo bergamasco ai voli civili dopo il vuoto del lockdown. Si è trattato di un volo Wizzair giunto da Sofia e a bordo del quale c’erano 109 passeggeri. Poco dopo un’ottantina di persone si sono imbarcate sempre sullo stesso volo per raggiungere la capitale della Bulgaria in mattinata. Nessun problema di gestione della situazione, nonostante i controlli molto severi considerato anche il ridotto numero di passeggeri.

Roma sceglie le fasce orarie, negozi scaglionati
A Roma diversi commercianti, tra ristoratori e negozi nel campo dell’abbigliamento, sono rimasti chiusi nonostante la riapertura prevista da oggi nel Dpcm sulla Fase 2. «Da una prima stima possiamo dire che su tutto il territorio capitolino il 65%-70% degli pubblici esercizi ha riaperto, quindi sono rimaste chiuse circa 3 attività su 10 » ha fatto sapere Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti. Alcuni hanno deciso di “scioperare” - spiega Giulio Anticoli, uno dei commercianti - come forma di protesta «contro le le misure del governo insufficienti a far fronte ai debiti generati in queste settimane per affitti, bollette e tasse. E ora siamo alle prese con magazzini pieni di merce da pagare. Nella Capitale - aggiunge - hanno aderito allo sciopero circa un migliaio di persone, di cui la metà sono ristoratori. Ma in tutta Italia ci sono diverse iniziative analoghe». Aperti i negozi delle vie del lusso, come quelli a via Condotti, via Frattina e via Borgognona, ovvero il salotto dello shopping capitolino. «Le catene che si rivolgono alla massa però, in assenza del turismo, segnano il passo. Di fatto, a parte la cassa integrazione, sono state escluse dagli aiuti di Stato», spiega David Sermoneta, presidente di Federmoda Roma. Roma riapre per fasce orarie, progressivamente, per tipologia di esercizi: per primi gli alimentari, poi i laboratori non alimentari, mentre a metà mattinata gli attesissimi parrucchieri ed estetisti. Almeno il 60% dei parrucchieri romani, ha fatto sapere Confartigianato Roma, ha alzato la saracinesca. Per evitare flussi di persone troppo importanti le attività sono state divise in tre fasce di apertura e chiusura, dal lunedì al sabato: F1 sono gli esercizi di vicinato del settore alimentare, i laboratori alimentari, le medie e grandi strutture di vendita del settore alimentare, i panificatori, che potranno decidere fra due opzioni: F1A: apertura dalle 7 ed entro le 8 con chiusura entro le 15; F1B con apertura dalle 7 ed entro le 8 e chiusura dopo le 19 ed entro le 21.30. C’è poi la fascia F2 che comprende i laboratori non alimentari, con apertura nell'intervallo tra le 9.30 e le 10 con chiusura entro le 19. Infine la F3, cioè esercizi di vicinato, medie e grandi strutture di vendita non alimentare, acconciatori ed estetisti, phone center e internet point, con apertura tra le ore 11 e le 11,30 e chiusura dopo le 19 ed entro le 21,30. Circolazione più intensa su alcuni tratti del Grande raccordo anulare, del tratto urbano dell’A24 e sulla diramazione Sud verso il centro della Capitale. In città si è registrato traffico in aumento rispetto scorsi, ma senza particolari criticità.

Tornano le gondole a Venezia
A Venezia sono sono tornate a scivolare sull'acqua le gondole dei servizi di traghetto, non ancora quelle dei giri romantici nei canali. Il segno tangibile del ritorno alla normalità arriva da Jesolo, dove l'annuncio, ieri, della riapertura degli stabilimenti balneari ha fatto arrivare in spiaggia i primi bagnanti: ad inaugurare la stagione 2020 sono state mamma e figlia provenienti da Zoldo (Belluno), affezionate clienti di Jesolo. Mancano all'appello gli ospiti tedeschi. Ma gli operatori non disperano: dopo le prime disdette di marzo, molti hanno lasciato 'in piedi' le prenotazione, sperando che l'affievolirsi del Covid-19 permetta la riapertura delle frontiere.

Torino riparte ma il traffico resta contenuto
La ripresa di buona parte delle attività commerciali non ha comportato a Torino un aumento eccessivo del traffico privato. Secondo i dati elaborati da 5T per la giornata di lunedì 18 maggio, si è registrato un aumento del 4% del traffico veicolare rispetto a lunedì precedente e del 9% rispetto al 4 maggio, con un +12% nell'ora di punta del mattino. I livelli di traffico restano così inferiori del 33% rispetto a quelli del 2019. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, Gtt ha stimato circa 170mila passeggeri, 30 mila in più rispetto alla scorsa settimana. Nel periodo pre-Covid erano 850mila.

A Firenze possibile di nuovo lo shopping del lusso
Riparte anche lo shopping del lusso, con le boutique di alta moda della centralissima via Tornabuoni, ma non solo, meta prima del lockdown di tanti clienti stranieri , che rialzano le saracinesche. Ferragamo, Gucci, Valentino, Dior, Fendi, sono solo alcuni dei brand che tornano ad accogliere i clienti, con tutte le necessarie misure di sicurezza per la clientela e il personale. Le prime aperture già stamani ma c'è anche chi ha deciso di farlo a partire dal pomeriggio come Luisa Via Roma. Sempre oggi riapre anche il Museo Ferragamo. Cartelli sulle vetrine assicurano alla clientela che sono state svolte tutte le necessarie sanificazioni dei locali. Ferragamo, ad esempio, che ha già riaperto in Europa i negozi in Germania e Austria, spiega di aver «chiaramente recepito tutte le indicazioni dei Dpcm in termini di necessità di distanziamento tra colleghi e con i clienti. Inoltre, è stata svolta la sanificazione dei negozi e dell'aria condizionata». Tra le misure previste, sottolinea ancora la maison, «i negozi sono provvisti di guanti, mascherine e gel sanificante per i clienti e il personale. I capi provati e gli eventuali resi resteranno in quarantena 24 ore prima di essere rimessi in vendita. A tutto il team del negozio di Firenze è stato inoltre fatto il test sierologico». Ancora chiusi i bar e caffè della centralissima piazza della Repubblica con Gilli che dovrebbe riaprire sabato e Paszkowski che invece ancora non ha fissato una data certa. Continuano a restare chiusi gli orafi di Ponte Vecchio, che la settimana scorsa hanno protestato contro le misure del Governo.

Aiuti o l’arte di San Gregorio Armeno muore
Un cartello davanti ad ogni bottega dell'artigianato presepiale: «Io non apro, senza aiuti le botteghe di San Gregorio Armeno muoiono e con loro la storica tradizione di Napoli e ne soffrirà inevitabilmente tutta la città e la Campania». Così gli artigiani del presepe a Napoli protestano nel giorno dell'apertura di tutti i negozi in Italia, sottolineando la crisi profondissima per il Covid-19. San Gregorio Armeno, la strada sempre affollata di turisti tutto l'anno e gremita con tanto di sensi pedonali obbligati da novembre a Natale, è deserta. In strada solo i pastorai. «Chiediamo subito un incontro al governatore De Luca - spiega l'artigiano Dino Bavaro - dopo aver parlato con il sindaco per continuare questa splendida tradizione. Dopo tre mesi di chiusura siamo in ginocchio, la produzione è ferma e la vendita è zero, ci serve un sostegno per mantenere la tradizione del presepe napoletano». Un tradizione che continua e che attira turisti tutto l'anno.

Check-in online e mascherine in hotel pugliesi
Si sono formate anche code dinanzi ai negozi più grandi del centro di Bari che hanno riaperto al pubblico. Gli ospiti delle strutture ricettive pugliesi «devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all'utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e, comunque, in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro». Sono alcune delle linee guida pugliesi inserite nell'ordinanza regionale emessa dal presidente, Michele Emiliano, per la riapertura da oggi di hotel, alberghi e strutture ricettive complementari. All'arrivo, agli ospiti potrà essere misurata la temperatura corporea, in tutte le aree comuni ci dovranno essere percorsi differenziati e dovrà essere garantita la distanza di almeno un metro. La postazione dedicata alla reception e alla cassa potrà essere dotata di barriere fisiche e, in ogni caso, occorrerà favorire modalità di pagamento elettroniche e gestione delle prenotazioni online, con sistemi automatizzati di check-in e check-out. Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all'ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di ogni utilizzo. L'utilizzo degli ascensori dev’essere tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale, pur con la mascherina. La disinfezione di tutti gli ambienti e locali dovrà essere frequente, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza: corrimano, interruttori della luce, pulsanti degli ascensori, maniglie di porte e finestre. Gli albergatori dovranno anche prestare massima attenzione ai loro impianti di climatizzazione e alle caratteristiche tecniche.

Saracinesche alzate ma non per tutti i ristoranti a Palermo
«Siamo pronti per ricominciare. Sono settimane che lavoriamo per arrivare a questo momento. Certo le linee guida sono arrivate a ridosso dell'apertura del ristorante, ma ce la faremo». Carmelo Grigliè gestisce insieme a Giovanni Monforte il ristorante pizzeria Arte e Tradizione alla Kalsa a Palermo. «Abbiamo iniziato il primo maggio con l'asporto. Chi fa ristorazione sa bene che non si riprendono nemmeno le spese. Ma era fondamentale rimettersi in pista. Apparecchieremo all'aperto. I nostri clienti non troveranno tavoli già pronti. Tovaglie monouso, piatti bicchieri e posate verranno sistemate davanti ai clienti. Una volta finita la cena verrà tutto sanificato. I camerieri e i pizzaioli avranno mascherine e guanti. Chiediamo al Comune più suolo pubblico per potere accogliere nel modo migliore i clienti». Ma se c'è chi ha deciso di aprire nonostante le tante restrizioni c'è chi resta chiuso. Come Gigi Mangia che ha un noto ristorante in centro in via Principe di Belmonte. «Servono degli scudi per garantire ai ristoratori di potere lavorare in serenità. Uno contro le denunce e le richieste di risarcimento da parte dei clienti in caso di infezione. La responsabilità civile e penale non può ricadere sui ristoratori - dice Gigi Mangia - Poi ne serve un altro per evitare i fallimenti. In questa situazione drammatica è facilissimo. Servono garanzie e strumenti che questo non accada. Infine chiediamo al Comune il suolo pubblico. Noi siamo disposti a fare un patto. L'amministrazione ci conceda il suolo pubblico e noi ci impegnano a mantenere il decoro nell'area che ci viene assegnata. In questo modo collaboreremo in modo concreto per rendere Palermo più bella di quanto già non sia». Ma c'è anche chi guarda a questa fase con ottimismo. Dice Filippo Ventimiglia, chef e titolare insieme a Gabriele Amato del ristorante Quattroventi: «Stiamo facendo il punto della situazione ma penso che riapriremo per ridare un servizio anche migliore alla nostra clientela. Definiremo in queste ore gli ultimi dettagli».

Sardegna, spiagge aperte (ma non alla balneazione)
Spiagge aperte in Sardegna, ma ancora non è possibile fare il bagno. «Sono accessibili, la balneazione verrà» ha spiegato il presidente della Regione Christian Solinas che ha adottato in piena notte l’ordinanza sulle riaperture. «Per il momento - chiarisce l’assessore degli Enti locali Quirico Sanna - in spiaggia ci si può andare per fare una passeggiata e tenendo le dovute distanze, per la balneazione attendiamo ancora un protocollo del governo con le linee generali, che poi ogni Regione adatterà alle fattispecie concrete».

Per approfondire:

Liguria apre tutto lunedì, in Lombardia piscine e palestre chiuse fino al 31 maggio: il calendario nelle Regioni

Spostamenti, bar, ristoranti, negozi: calendario e regole delle riaperture

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