Dal Lago Maggiore

Da Milano a Stresa per cambiare vita

Dopo un anno di pandemia, oltre al lavoro a distanza si impara ad apprezzare una dimensione diversa

di P.De.

1' di lettura

Tra coloro che hanno riscoperto la magia del lago c’è Antonio Carpinato, a capo di una divisione commerciale della multinazionale Engineering ingegneria informatica. «Dal primo lockdown ho deciso di trasferirmi sopra Stresa, in una casa di famiglia - racconta -. Lasciando la mia abitazione di Milano, in Brera. Ora vivo in collina, in una casa grande con giardino». Antonio lavora in smart working da un anno, racconta: «La multinazionale per cui lavoro ha chiuso per motivi sanitari le sedi in Italia. Tutti i dipendenti lavorano quindi da casa».

Carpinato non ha vissuto il primo lockdown nella Milano deserta, dove a squarciare il silenzio c’era solo il suono delle sirene delle ambulanze. «Sono partito subito - dice - e rimango in questo paesino di 2mila abitanti perché ho imparato ad apprezzare una vita diversa, vicina alla natura. E soprattutto la luce. Ho diviso l’esistenza tra un prima e un dopo Covid. Prima alla mattina andavo ad Assago dal centro di Milano, adesso è un anno che non metto un abito e una cravatta. E mi godo l’alternanza delle stagioni, guardando come cambia il bosco dietro casa». Certo, sottolinea, manca al suo lavoro tutta la componente del contatto con il cliente che un video non può sopperire.

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