VERSO IL VOTO

Da Mulè a Cerno, la pattuglia dei giornalisti candidati

di Riccardo Ferrazza

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Tommaso Cerno (Ansa)


2' di lettura

La notizia ha colto di sorpresa in molti nel mondo dell’editoria. Tommaso Cerno, condirettore di Repubblica dal 25 ottobre scorso, sarà candidato del Pd alle elezioni politiche del 4 marzo. L’annuncio è arrivato dallo stesso giornalista che in un tweet ha spiegato di aver scelto «di portare le sue battaglie culturali, dai diritti civili alla libertà di pensiero, dove possono diventare realtà».

Tra giornalismo e politica c’è sempre stata attrazione reciproca. Giornalista professionista è il premier in carica Paolo Gentiloni e in passato a Palazzo Chigi ha governato anche chi, come Giovanni Spadolini, aveva diretto in precedenza il Corriere della sera. Nel Parlamento uscente deputati e senatori iscritti all’ordine dei giornalisti sono in totale 46 e, in queste ore di definizione delle liste elettorali, il binomio si rinnova.

Il caso di Tommaso Cerno è quindi l’ultimo di una lunga serie. Cerno, 43 anni, è stato in precedenza per 15 mesi alla guida dell’Espresso e prima ancora del Messaggero Veneto. «Ho fatto da giornalista battaglie
civili per i diritti di ognuno e penso che nella parola partito e nella parola democratico ci sia spazio per questi diritti - ha spiegato -. Mi ha convinto il fatto che in un Paese che si sta liquefacendo, a gente come me, alla mia età, si chieda di metterci la faccia». A Cerno è arrivato «un grande in bocca al lupo» da Mario Calabresi, direttore del quotidiano romano che ha parlato di «scelta di vita personale e importante».

Nello stesso gruppo Espresso ha lavorato a lungo anche Primo Di Nicola, poi passato alla direzione del quotidiano abruzzese Il Centro: correrà per il Movimento 5 Stelle. Il quale ha già schierato un altro ex direttore, Emilio Carelli, alla guida di SkyTg24 per otto anni (fino al 2011, quando venne sostituito da Sarah Varetto) e in passato volto storico del Tg5 fondato da Enrico Mentana: «Sarò candidato a Roma sull’uninominale senza paracadute del proporzionale» ha annunciato. Con M5S si candiderà (al Senato, capolista in Lombardia 3) anche Gianluigi Paragone, 46 anni, un trascorso alla guida del quotidiano leghista La Padania (che ha cessato le pubblicazioni il 30 novembre 2014), poi passato a Libero, già vicedirettore in Rai e, infine, approdato alla conduzione televisiva, da ultimo con la “Gabbia”, trasmissione cancellata da La7 lo scorso anno.

Dalle parti del centrodestra, invece, Giorgio Mulè ha lasciato la direzione di Panorama (settimanale del gruppo Mondadori la cui guida passerà dal 1° febbraio a Raffaele Leone). Silvio Berlusconi lo candiderà con Forza Italia per un posto in Senato. Il Cavaliere vorrebbe in lista anche altri direttori delle sue testate: Alessandro Sallusti (Il Giornale) che starebbe valutando, e Clemente Mimun (Tg5) che invece avrebbe declinato l’invito.

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