Industria

Da Napoli alla Sicilia Mezzogiorno hub della rinascita

Borghi e quartieri rinascono grazie a progetti che attivano l’economia locale

di Donata Marrazzo

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La cittadina di Favara (Ag) oggi è un riferimento per gli appassionati di arte

Borghi e quartieri rinascono grazie a progetti che attivano l’economia locale


3' di lettura

Aree abbandonate, edifici in disuso, attività dismesse, quartieri degradati, borghi spopolati: come portare fuori dalla marginalità i territori minori del Sud Italia? Come rigenerare i luoghi e le comunità con soluzioni e strategie innovative per contrastarne degrado e desolazione? Dalla Campania alla Sicilia il Mezzogiorno si fa hub della rigenerazione urbana, sperimentando forme di riqualificazione che in alcuni casi sono diventate modello di sviluppo. Grandi progetti che attivano l’economia locale – investimenti, nuove imprese, nuova occupazione - e ispirano piccole realtà.

Rione Sanità, un recupero da 33 milioni di euro
Il recupero del Rione Sanità a Napoli è la più grande impresa di volontariato sociale in Italia. La sua rigenerazione partita 10 anni fa vale 33 milioni di euro nella ricerca condotta da economisti e sociologi dell’università di Napoli Federico II e dell’Ateneo Vanvitelli. La zona non è più un ghetto, un quartiere di disperazione e illegalità: sono stati rigenerati 43 siti culturali. La cooperativa La Paranza, che gestisce le Catacombe, ha cambiato il destino della Sanità e quello di molti ragazzi del quartiere: tanti di loro sono diventati operatori sociali e guide turistiche. Quaranta sono stati assunti, più di 200 i collaboratori. I flussi turistici registrano 130mila presenze annue che portano al Rione circa 3 milioni di euro.

Tutto è iniziato con un bando indetto da Fondazione con il Sud ed è continuato con il supporto dell’associazione L’Altra Napoli Onlus. A sostenerli è la Fondazione di comunità San Gennaro Onlus, gruppo di operatori del terzo settore che promuove la coesione sociale. Ma a guidare la rivoluzione ai piedi della collina di Capodimonte è stato soprattutto don Antonio Loffredo, parroco della basilica di Santa Maria della Sanità. Nella sua sacrestia don Antonio ha montato un ring per consentire ai ragazzi di praticare la boxe con il campione olimpionico Roberto Cammarelle. È solo una delle sue idee di rigenerazione e coesione sociale che gli sono valse qualche mese fa la laurea honoris causa del dipartimento di Architettura della Federico II di Napoli.

Fondazione con il Sud
«È necessario rigenerare il tessuto sociale più che rammentare gli spazi – dichiara Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione con il Sud – abbiamo bisogno di rianimare i luoghi e i loro sistemi di relazione per rafforzare l’identità delle comunità. Gli esempi virtuosi sono tanti, ma le periferie, le aree marginali, restano la principale emergenza del Sud Italia. Dove manca lo Stato e dove non basta solo trasferire risorse».

A Favara società per azioni buone
Quella di Farm cultural park a Favara, a due passi da Agrigento, è un’altra storia di trasformazione urbana che ha cambiato la narrazione dei luoghi. Il piccolo centro siciliano (28mila residenti effettivi), un tempo noto solo per vicende di criminalità, è diventato punto di riferimento per gli appassionati di arte. È il primo parco turistico culturale costruito in Sicilia, all’interno dei sette cortili dell’antica kasbah. Farm è tante cose insieme: una galleria d’arte e una residenza per artisti, uno spazio di promozione culturale indipendente. Che ha dato una scossa al territorio: 33 nuove imprese, 250 posti letto, 121mila presenze turistiche all’anno. E almeno 15 milioni di investimenti, tutti privati. È il sogno (realizzato) dell’avvocata Florinda Saieva e di suo marito, il notaio Andrea Bartoli. Ora sono pronti a lanciare Spab, società per azioni buone: si firma il 31 marzo e in 50 hanno già aderito (un’azione costa 1000 euro). L’obiettivo è riprogettare il futuro della città puntando su cultura, educazione, qualità della vita e dell'abitare, lavoro. «Il processo che abbiamo avviato 10 anni fa ora va rafforzato – spiega Florinda Saieva – dobbiamo fermare lo spopolamento, dare fiducia a Favara. Coinvolgere i bambini e i ragazzi, puntando sull’educazione non formale, come opportunità di crescita, e sull'arte come strumento di sviluppo».

Il progetto Wonder Grottole
Sulle colline lucane, a 30 km da Matera, è nato Wonder Grottole, progetto di rigenerazione del centro storico attraverso il recupero delle case abbandonate. Con Airbnb è partita l’iniziativa Italian Sabbatical. Tre mesi da vivere nel borgo insieme alla comunità locale: 280mila candidature da tutto il mondo. In Calabria, la comunità di Vaccarizzo di Montalto Uffugo sta contrastando lo spopolamento seguendo il metodo della Teoria U di Otto Scharmer, docente del Mit di Boston: 500 residenti – e nessun servizio sul territorio – dopo un processo di trasformazione sociale hanno costituito una cooperativa per l’apertura di una bottega (a putiga) con tutti i generi di prima necessità. Poste Italiane ha compreso il valore dell’operazione e sta riaprendo l’ufficio postale. A Belmonte, sul Tirreno Cosentino, l’associazione “La Rivoluzione delle seppie”, in collaborazione con la London Metropolitan University e il collettivo di architettura sociale “Orizzontale”, ha rianimato il borgo con interventi sugli immobili e gli spazi pubblici e iniziative che hanno coinvolto tutta la comunità, trasformando il borgo in una destinazione turistica.

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