ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDOPO FACEBOOK

Da New York al Texas: nuove inchieste Usa su Facebook e Google

Il procuratore della Grande Mela mette nel mirino il social network per eccellenza, istruttoria di 50 stati contro il motore di ricerca di Alphabet: negli States è guerra aperta contro le big tech, pronte a sacrificare i dati degli utenti per il profitto

di Marco Valsania


"Solo con chi aveva acconsentito", ma restano diversi dubbi

3' di lettura

NEW YORK - Assalto degli stati americani alle Big Tech, Facebook e Alphabet Google comprese, tutte travolte da un’ondata di inchieste antitrust. All’avanguardia è New York: il procuratore generale, la democratica Letitia James, ha annunciato il lancio di un’ampia crociata bipartisan coordinata con altre influenti autorità statali, sulla minaccia monopolistica posta dal leader dei social network Facebook.

Lunedì è arrivato l’annuncio formale a Washington da parte di 50 stati Usa di un'indagine antitrust su Google, sospettata di abuso di posizione dominante minacciando la libera concorrenza e a danno della tutela dei consumatori. L'annuncio è stato dato dal procuratore generale del Texas, Ken Paxton, che ha parlato a nome di tutti gli altri stati, spiegando come si indagherà per capire se davvero Google «domina tutti gli aspetti riguardanti la pubblicità e la ricerca sul web». All’iniziativa non hanno aderito solo due Stati: California e Alabama.

GUARDA IL VIDEO: Facebook ha raccolto le chat audio

«Useremo ogni strumento investigativo a nostra disposizione per determinare se le azioni di Facebook possano aver messo a rischio dati dei consumatori, ridotto la qualità delle loro scelte o aumentato i prezzi pubblicitari», ha dichiarato James. Con lei si sono schierati Colorado, Florida, Iowa, Nebraska, North Carolina, Ohio, Tennessee e Distretto di Columbia. In gioco è «il dominio nel settore e potenziali comportamenti anti-competitivi che derivino da tale dominio», ha precisato la procura newyorchese. Il fronte contro Alphabet, ispirato dal Texas, intende esaminare con particolare urgenza l’influenza sul mercato della pubblicità digitale. A sua volta ha però ambizioni più vaste: lo spettro di danni ai consumatori causati dalla concentrazione di potere in un simile gruppo, attraverso le sue scelte di gestione delle informazioni oltre che delle inserzioni. Google, attraverso un portavoce, ha respinto le accuse e promesso di cooperare con le indagini.

Le nuove offensive scattano nell’ambito di spinte a giri in vite sulle grandi firme tech, ormai anche negli Stati Uniti patria dei colossi di economia digitale e social media. Dipartimento della Giustizia e Federal Trade Commission, le due authority antitrust federali, hanno già avviato indagini che dovrebbero riguardare Google e Facebook come Amazon e Apple. Nel caso di Fecebook, di recente multata 5 miliardi di dollari per violazioni della privacy, sotto i riflettori sono acquisizioni di società quali WhatsApp e Instagram. Anche il Congresso americano ha ripetutamente richiamato alla responsabilità i protagonisti del settore, criticandoli non solo per la scarsa protezione offerta ai consumatori ma anche per strategie di potenziale soffocamento dei concorrenti.

Il dibattito è inoltre aperto, in sedi accademiche, governative e legislative, sulla necessità di adeguare sempre più norme, leggi e interventi antitrust alla diffusa realtà della digital economy, allargando cioé la loro portata ben al di là di ristrette preoccupazioni sul costo di servizi e prodotti offerti. La stessa Federale Reserve, fin dal simposio annuale di Jackson Hole del 2018, aveva portato alla ribalta le possibili implicazioni monopolistiche generate da una espansione eccessiva dei giganti di Internet. La mossa ora avviata dagli stati americani, che era attesa da mesi, è destinata adesso intensificare significativamente le pressioni sulle Big Tech. Le autorità federali potrebbero trovare preziosi alleati nelle procure statali e incontri tra le parti son già avvenuti nelle settimane scorse, stando a quanto emerso. La collaborazione tra organismi federali e Stati è spesso tradizione in simili, grandi e complessi casi: nell’ultima grande indagine antitrust completata contro un gigante tecnologico, quella su Microsoft nel 2001, una ventina di stati si affiancarono alle authority di Washington.

(Articolo scritto venerdì 6 settembre e aggiornato lunedì 9 settembre)

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...