marketing - i casi scuola

Da Nike a Ikea, le declinazioni del purpose

di Giampaolo Colletti


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2' di lettura

NIKE E IL DECALOGO SUL BUSINESS CIRCOLARE
Trasformare i rifiuti in flussi di valore. Perché il futuro richiede una transizione verso un’economia circolare, in un mondo in cui i materiali possono essere riutilizzati: così si legge sul sito Purpose.nike.com. La multinazionale statunitense ha invitato designer, ingegneri, scienziati e produttori a trovare soluzioni legate all’economia circolare. Dalla sfida aperta alla guida in dieci principi incentrata sul design circolare. Si passa dalla scelta dei materiali all'eliminazione dei rifiuti. Non solo slogan. Infatti ogni principio viene spiegato anche attraverso casi concreti di innovazione legati al brand.

CON IKEA (NON) C’È POSTA PER TE

Al bando la carta. In casa Ikea la scelta di limitare il suo utilizzo arriva a toccare uno dei prodotti di maggiore successo, il catalogo cartaceo distribuito fino allo scorso numero nelle cassette delle lettere di milioni di consumatori. Ora per poterlo sfogliare occorrerà recarsi in un punto vendita o andare direttamente online. Per lanciare questo nuovo messaggio che strizza l'occhio ai temi di salvaguardia ambientale il colosso svedese ha deciso di realizzare campagne di marketing specifiche nei vari Paesi. In Italia il video su YouTube gioca in modo ironico sulla difficoltà di comunicare questo messaggio.

DA PAMPERS I FASCIATOI NEI BAGNI DEGLI UOMINI

Oltre gli stereotipi, oltre i luoghi comuni, per raccontare una genitorialità che cambia in un mondo in constante trasformazione e che ricalibra i carichi familiari. Pampers, brand globale di pannolini del colosso Procter & Gamble, ha lanciato negli Stati Uniti e in Canada un progetto giudicato rivoluzionario: l’installazione di cinquemila fasciatoi nei bagni pubblici e nei punti di cambio degli uomini. Una campagna accompagnata da un hashtag diventato manifesto programmatico: #lovethechange. “Un bambino non ti cambia solo la vita. Un bambino cambia tutto”: questo il messaggio nel video di lancio su YouTube.

NON VOLARE, TE LO DICE LA COMPAGNIA AEREA VIRGIN

«È assolutamente vero che in questo momento ognuno di noi dovrebbe riflettere seriamente se è il caso di prendere un aereo». Così ha affermato lo scorso maggio Josh Bayliss, ceo della Virgin, a cui fanno capo le compagnie Virgin Atlantic e Virgin Australia. Un'uscita clamorosa, seguita da altre prese di posizioni di altri vettori dei cieli. «Un giorno utilizzeremo combustibili a basso contenuto di carbonio, ma fino a quel giorno ogni aereo continuerà a bruciare carburante, aumentando giocoforza il riscaldamento globale». Virgin fa capo al magnate britannico Richard Branson, da tempo impegnato sul fronte ambientalista.

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