operazioni straordinarie

Da Novartis ad Akzo Nobel le mosse dei big della chimica

di Balduino Ceppetelli


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3' di lettura

Resta elevatissima l’attività di M&A nel settore chimico-farmaceutico. Ieri l’attenzione degli operatori è stata catalizzata dall’annuncio del colosso svizzero Novartis, che ha offerto 3,9 miliardi di dollari per rilevare la francese AAA (Advanced Accelerator Applications), società radiofarmaceutica che identifica, produce e commercializza prodotti diagnostici e terapeutici innovativi nel campo della medicina nucleare molecolare. L’altra notizia è giunta dall’Olanda, dove Akzo Nobel starebbe studiando un merger con la più piccola rivale americana Axalta Coating Systems per creare un gruppo con un valore di circa 30 miliardi di dollari. Queste due operazioni chiudono un mese caratterizzato da una lunga serie di deal di tutto rilievo nel settore. Basti pensare a Basf, che ha rilevato il business sementi dalla connazionale Bayer per 5,9 miliardi di euro (si tratta della maggior acquisizione nella storia del gruppo di Ludwigshafen). Oppure alla cinese Fosun Pharmacauticals che ha comprato il distributore francese Tridem Pharma, attivo soprattutto in Africa. O ancora alla statunitense Pfizer, che ha dato mandato alle banche di cercare un compratore per la sua divisione Consumer Healthcare; il deal potrebbe valere fino a 14 miliardi di dollari, e in pista ci sarebbero vari big con Reckitt Benckiser in testa. Sempre negli Usa, Impax Laboratories e Amneal Pharmaceutical si sono fuse in un gruppo dal valore di 6,4 miliardi specializzato nei farmaci generici.

Procedendo per ordine, Novartis con l’operazione AAA punta a rafforzarsi nelle attività oncologiche. AAA è stata fondata nel 2002 come distaccamento del Cern di Ginevra dall’italiano Stefano Buono; attualmente conta 21 siti di produzione, ricerca e sviluppo per la messa a punto di prodotti diagnostici e terapeutici per oncologia, neurologia, cardiologia e malattie infettive e infiammatorie; impiega oltre 550 addetti in 13 paesi e ha chiuso il 2016 con ricavi per quasi 110 milioni di euro. La società ha registrato ritmi di crescita molto rapidi anche grazie all’M&A e all’entrata di soci, quali per esempio il fondo Tip di Giovanni Tamburi, Dompè Farmaceutici e il banchiere Claudio Costamagna - entrato prima del Cda di AAA e poi divenutone presidente - e al debutto al Nasdaq nel novembre 2015 (a un prezzo di 16 dollari). Da notare che ieri, dopo la firma da parte di Novartis, del protocollo di intenti per rilevare la società (41 dollari le ordinarie e 82 dollari per gli Ads), il titolo AAA (l’Ads) è salito di oltre il 10% per superare di slancio la soglia degli 80 dollari. Da ric0rdare che in settembre AAA ha ricevuto avviso favorevole dall’European Medicines Agency (l’ok dell’Fda americana è atteso per gennaio) per il Lutathera, un farmaco per il trattamento di tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici; il trattamento ha evidenziato una riduzione del 79% del rischio di progressione della malattia rispetto agli standard terapeutici esistenti. «Siamo stati i precursori - ha commentato ieri Stefano Buono al Sole 24 Ore - nella medicina nucleare, per primi abbiamo creduto all’approccio teranostico, e ora con Novartis contiamo di avviare sinergie enormi per sviluppare più velocemente prodotti e terapie».

Quanto all’altro deal ipotizzato ieri, Akzo Nobel avrebbe approcciato la rivale americana Axalta per trattare una fusione. Il produttore olandese di vernici, che quest’anno ha resistito al tentativo di takeover da parte dell’altra americana Ppg Industries (un deal da 27 miliardi di dollari), ora è passato al contrattacco, rispolverando l’idea del fondo di private equity Carlyle, che nel 2014 controllava Axalta e che voleva venderla propria ad Akzo Nobel (successivamente invece la collocò a Wall Street). La notizia delle trattative, confermata dalle due aziende, è stata accolta in Borsa da un balzo in avanti dei titoli Axalta, che successivamente si sono riportati in territorio negativo per chiudere con un calo del 2% circa. Akzo Nobel, invece, è salita dello 0,7% ad Amsterdam.

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