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Da oggi parte la (dimezzata) fiera IFA a Berlino per l’elettronica di consumo

L’enterteinment domestico ha avuto in forte rilancio con acquisti in crescita per tv, videogiochi, streaming e realtà virtuale

di Paola Guidi

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L’enterteinment domestico ha avuto in forte rilancio con acquisti in crescita per tv, videogiochi, streaming e realtà virtuale


4' di lettura

Oggi, giovedì 3 settembre, ritorna, a Berlino, la IFA, Internationale FunkAusstellung, l’annuale kermesse dell’elettronica di consumo. Rispetto a un anno fa si presenta più che dimezzata, con soli tre giorni di apertura, e in gran parte virtuale, con eventi e presentazioni su Internet. Ma è la vera prima esposizione mondiale che da settembre riapre un calendario fieristico internazionale letteralmente massacrato dalla pandemia che, per gli enti proprietari delle aree, rappresenta un bilancio disastroso.

Quali le novità? Molte sono state preannunciate, mentre alcune verranno anche fisicamente presentate ai giornalisti e agli operatori professionali. Su tutti, ancora una volta sono gli asiatici a creare interesse e attenzione secondo trend che in gran parte rispondono ai cambiamenti dei mercati mondiali, imposti dal Covid-19. L’enterteinment domestico ha avuto in forte rilancio con acquisti in crescita per tv, videogiochi, streaming e realtà virtuale (domani GFK li annuncerà). Ed ecco che molte aziende hanno deciso di incrementare la progettazione e la realizzazione di apparecchi per portare nelle case l’igiene degli apparecchi professionali con disinfettanti e sterilizzazioni sofisticate e potenti.

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LG ha annunciato una novità clamorosa: una maschera-depuratore con otto ore di aria pulita, ricambiata; risponde alle nuove esigenze di chi deve uscire, incontrare persone, parlare e muoversi senza fatica ma anche senza paure poiché una serie di tecnologie brevettate depura con filtrazioni di estrema precisione l’aria che viene aspirata e respirata senza affaticare gola e polmoni, facilitando notevolmente la libertà e la velocità dei movimenti. Un passo avanti davvero importante per una mobilità sicura fuori casa. E per la casa diversi apparecchi che aggiungono, ad un effetto anti Covid, anche la capacità di eliminare davvero i maledetti acari. Che sono la causa di tanti malesseri e disturbi respiratori e che, sino ad ora, nessun apparecchio domestico era in grado di eliminare. E poi, visto che il lockdown ha incrementato i download di qualità, ecco i tv 8K o molto particolari: trasparenti, invisibili (Xiaomi e Panasonic per esempio), oppure per esterno; o, ancora, pieghevoli, arrotabili e con prestazioni da pc evoluto. Infine per non disturbare i famigliari e i vicini, un sobwoofer super bombastico di Deep Electronics, da discoteca ma indossabile, leggero.

Quale la situazione delle fiere?
Perchè, secondo Prnewswire, a fine 2020, il calendario fieristico mondiale registrerà un taglio tra l’80 e il 90 per cento. Un dato confermato di recente dall’UFI, l’associazione che riunisce gli enti fieristici mondiali, secondo la quale, a marzo, il calendario si era ridotto al 15 per cento del totale per perdere successivamente un ulteriore 5-6 per cento. Due i dati che riguardano gli introiti del comparto fieristico mondiale, quello generico che comprende tutte le fiere anche quelle consumer e regionali e quello che riguarda le B2B, specializzate e mondiali. UFI ha di recente comunicato che il primo ha generato nel 2019 un impatto economico di 275 miliardi di euro, contribuendo per 167,2 miliardi euro al PIL mondiale (UFI, Global Ceo Summit). Il redditizio circus economico-mediatico delle Fiere B2B internazionali ha invece prodotto nel 2019 un giro d’affari di circa 35 miliardi di dollari che dovrebbe superare i 50 miliardi entro il 2025, ma che accuserà certamente un rallentamento essendo state, queste previsioni, raccolte ante-Covid-19.

I danni per le attività fieristiche
Per i proprietari di immobili e quartieri - e non solo per gli organizzatori di fiere - il quadro post-Covid-19 si sta rivelando piuttosto pesante. I primi indicativi bilanci riguardano il trimestre gennaio-marzo: perdite di 10 miliardi di dollari per gli Usa, 5,8 miliardi di euro per l’Europa e 8,4 miliardi di euro per l’Asia-Pacifico. Intorno ai quartieri fieristici si muove, di solito, un vorticoso giro di eventi, un movimento turistico in forte crescita soprattutto per quanto riguarda il turismo d'affari. Mentre i viaggi aziendali tradizionali hanno avuto un forte ridimensionamento con l'incremento di internet e della digitalizzazione della comunicazione e dei rapporti con i clienti, il business travel che ruota intorno a fiere e congressi internazionali è in costante crescita e ha dato origine nel 2019 a circa 1.300 miliardi di dollari. La contrazione causata dal Covid-19 ha già decurtato nei primi tre mesi del 2020 questo giro d'affari del 17 per cento.Aree e immobili fieristici, da ripensare? Ma chi verrà danneggiato maggiormente: gli enti fieristici proprietari dei loro quartieri o gli organizzatori di fiere che non sempre coincidono? I dati forniti da diverse fonti -europee, americane e asiatiche- non sempre sono affidabili. E questo spesso impedisce di analizzare con chiarezza se e quanto convenga essere proprietari di quartieri e immobili e quanto invece convenga essere soltanto organizzatori. O, come è accaduto in Europa e anche in Italia, se non convenga invece essere titolari contemporaneamente di quartieri e di brand fieristici. Per di più c'è un nuovo parametro, quel necessario insieme di protezioni e prevenzioni che le fiere e gli organizzatori dovranno realizzare e che favorirà chi può contare su un'area molto estesa, molto “flessibile” e di facile manutenzione. Chi cioè ha quartieri e immobili molto molto grandi, supermoderni, digitalizzati, ecosostenibili e non lontani dal centro città. Che attireranno le società proprietarie di eventi internazionali. Quanto alle superfici di esposizione, i quartieri attrezzati rappresentano oggi una capacità espositiva totale di 34 milioni di mq. Le 31mila fiere che UFI ha catalogato, accolgono circa 4,4 milioni di espositori e 260 milioni di visitatori all'anno. Il rilancio delle Fiere parte dalla IFA di BerlinoQuella che si apre fisicamente giovedì 3 settembre, riservato alla stampa e ai rivenditori, è la versione “ibrida” del grande evento internazionale che solo a settembre 2021 tornerà nella versione tradizionale. La causa della pesante contrazione è dovuta soprattutto ai forfait degli espositori asiatici (cinesi, coreani e giapponesi) che invece saranno presenti ai primi di gennaio al competitor fieristico di IFA, il CES di Las Vegas che peraltro ha beneficiato del suo “normale” svolgimento a gennaio, quando ancora la pandemia non aveva calato la scure degli annullamenti. “Le persistenti restrizioni di viaggio-ha spiegato ai giornalisti Jens Heithecker, direttore esecutivo di IFA- impediscono alle compagnie asiatiche di partecipare all'evento dal vivo a Berlino. In queste circostanze, molti hanno dovuto rimandare la loro partecipazione a IFA Global Markets all'anno prossimo”.

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