Arte e tecnologia

Da Olafur Eliasson un’opera in realtà aumentata gratis su Acute Art

Da oggi, sull'app il progetto Wunderkammer dell'artista scandinavo, che porta gli elementi naturali all'interno delle case

di Silvia Anna Barrilà

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Olafur Eliasson, WUNDERKAMMER, 2020 (detail)

Da oggi, sull'app il progetto Wunderkammer dell'artista scandinavo, che porta gli elementi naturali all'interno delle case


4' di lettura

Il noto artista scandinavo Olafur Eliasson lancia oggi una serie di opere d'arte in realtà aumentata aperte a tutti, gratuitamente, sulla app di Acute Art. “In questo momento di lockdown, l'unico spazio che non è stato chiuso è lo spazio digitale” ci racconta Olafur Eliasson al telefono da Berlino, dove ha il suo studio, “per cui ho pensato di realizzare una specie di studiolo rinascimentale, o Wunderkammer, all'interno del quale ci sono le cose che in questo momento sono lontane dalla nostra portata, come i fiori primaverili, l'arcobaleno, le nuvole, gli uccelli, le coccinelle, il sole, l'aurora boreale. Attraverso l'app le puoi ricreare all'interno del tuo appartamento, fotografare e mandare ai tuoi cari. Per esempio, io tutti i giorni ho mandato ai miei figli, che sono rimasti in Danimarca, un selfie con una pulcinella di mare, che è diventato il nostro animale da compagnia. Quest'estate vogliamo andare a vederne uno dal vivo. Volevo portare l'esterno all'interno e far riflettere su quanto sono preziose cose che normalmente diamo per scontate, ma farlo in modo creativo, con leggerezza e giocosità. Sicuramente non può essere un sostituto del contatto reale con la natura, ma è una sua rappresentazione, proprio come un dipinto”.

Olafur Eliasson, WUNDERKAMMER, 2020 (detail)

Il valore della cultura
L'aspetto della condivisione con un'ampia comunità di persone in questi tempi di crisi è al centro dell'opera. “È un progetto in divenire. In futuro è possibile che faremo anche un'edizione limitata da collezionare” spiega Olafur Eliasson, “ma adesso che siamo chiusi in casa è bello dare a tutti la possibilità di avere un sole infuocato sopra il tavolo da pranzo. Ora non è il momento di fare business, ci sono così tante persone che hanno perso il lavoro. Ora è il momento di stare insieme, di condividere”. Il progetto è stato coprodotto dallo stesso Eliasson insieme ad Acute Art. Dei dieci elementi disponibili sulla app, solo due saranno a pagamento a due euro, il compasso e la coccinella. È un momento, infatti, in cui gli artisti sono generosi, ma anche i governi e l'Europa devono esserlo, ne è convinto Eliasson, anche nei confronti di un'Italia in difficoltà. Dalla Germania lui stesso ha ricevuto un'importante dimostrazione del valore della cultura. “Da un giorno all'altro l'economia da cui dipendo è scomparsa – dice Eliasson – ma sono molto fortunato che il mio studio sia in un paese che riconosce il valore del settore culturale, che definisce l'anima di una nazione. Ho molti amici artisti negli Stati Uniti che possono fare conto unicamente sul mercato dell'arte”.

Olafur Eliasson, WUNDERKAMMER, 2020 (detail)

Arte e tecnologia
Come la tecnologia non sostituisce il contatto con la natura, ma piuttosto è un modo per riflettere sull'ambiente e la sua fragilità – un tema molto caro all'artista – così la realtà aumentata o virtuale non sostituisce l'esperienza diretta con l'opera d'arte. “È semplicemente un'altra cosa” afferma Eliasson, “è un altro mezzo espressivo. Anche nel godimento dell'opera d'arte per me è importante far sì che le persone trovino un equilibrio tra l'uso dei mezzi tecnologici e l'esperienza fisica. È un tema spesso discusso quando si proibisce l'uso dei telefoni nelle mostre, non credo vada proibito. Il mio pubblico è molto giovane – l'età media alla mia mostra alla Tate l'anno scorso è stata tra le più basse nella storia dell'istituzione ed equilibrata dal punto di vista del genere -, ho grande fiducia nei giovani e di come sanno usare la tecnologia, conoscono bene la differenza tra reale e digitale. Chiedo sempre consiglio ai giovani e negli ultimi due o tre anni ho lavorato ad un progetto con i bambini che presenterò in estate”.

Acute Art
Un rapporto, quello tra arte e tecnologia, che il direttore artistico di Acute Art , Daniel Birnbaum, già curatore della Biennale di Venezia del 2009, ha affrontato anche in passato nel suo precedente ruolo di direttore del Moderna Museet di Stoccolma. “Il museo ha una lunga tradizione in questo senso e già allora pensai a Olafur Eliasson come artista innovativo e curioso. Quando mi ha proposto la sua idea per Acute Art, non capivo perché la definisse una Wunderkammer, sono cose normali. Ma poi mi ha ricordato che non dobbiamo dimenticarci della straordinarietà delle cose ordinarie. Inoltre, il progetto si rifà ad una sua opera del 1993, “Beauty”, in cui ricreava un arcobaleno all'interno dell'ambiente su una pioggia di goccioline. Ora possiamo farlo a casa nostra”.
Parlando di Acute Art, che ha sede a Londra, Birnbaum lo definisce un laboratorio sperimentale. La mission di Acute Art, infatti, è di esplorare le possibilità della tecnologia della realtà virtuale o aumentata in ambito artistico, non di digitalizzare i contenuti dell'arte per le gallerie o i musei. “Quello è un altro ambito, per le gallerie è un modo di comunicare o uno strumento di marketing, per noi è un mezzo di espressione artistica, un modo per indagare nuove forme di percezione” spiega. Un mercato vero e proprio ancora non esiste, ma certamente c'è un potenziale commerciale. “Questo non è il momento per noi di pensare al guadagno. Ma è vero che queste opere hanno un valore, perché produrle ha dei costi e dei tempi. Per le grandi installazioni in realtà virtuale i costi di produzione sono nell'ordine delle centinaia di migliaia di dollari, nel caso della realtà aumentata i costi sono più ridotti perché abbiamo le capacità internamente, ma c'è il costo del lavoro dei nostri tecnici altamente specializzati”. Sicuramente c'è un forte potenziale di democratizzazione: le installazioni di Olafur Eliasson, che dalle gallerie che lo rappresentano, neugerriemschneider a Berlino e Tanya Bonakdar a New York, superano le centinaia di migliaia di dollari (in questo momento nelle Online Viewing Room di Frieze ci sono due sculture in vendita di cui una riservata e un'altra, “Polaris compass”, 2020, a 36.000 euro), in realtà aumentata possiamo averle tutti a casa nostra.

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