il ddl in consiglio dei ministri

Da Oliverio a De Luca: i governatori del Sud che guidano la rivolta contro l’autonomia delle regioni del Nord

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

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(LaPresse)


2' di lettura

Dalla Campania alla Calabria, i governatori del Sud sono pronti alla battaglia per stoppare il ddl sulla autonomia “rafforzata” del Veneto, Lombardia e Emilia Romagna, all’ordine del giorno del Cdm. Il progetto ha provocato la durissima reazione del governatore della Campania Vincenzo De Luca che si è detto pronto a guidare la rivolta delle amministrazioni del Sud. «Faremo di tutto - ha tuonato il Governatore campano - per bloccare il processo dell'autonomia differenziata se vengono meno le questioni di contenuto e metodo democratico. Siamo pronti al ricorso alla Corte Costituzionale, alla mobilitazione sociale e alla lotta».

Divisioni trasversali ai partiti
Il progetto leghista, tuttavia, divide trasversalmente e geograficamente tutti i partiti: nel Pd, ad esempio, contrario, oltre a De Luca, anche il Presidente della Puglia, Michele Emiliano e quello della Calabria Mario Oliverio; sostanzialmente favorevoli, seppure con toni assai diversi da quelli della Lega, invece, i governatori dem del Nord, come Sergio Chiamparino e Stefano Bonaccini .

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Oliverio: con autonomia rischio disarticolare Paese
«È stato più che opportuno convocare una seduta del Consiglio regionale con un
solo punto all'ordine del giorno» ha detto il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio nel suo intervento in Consiglio regionale dove ha ripercorso gli ultimi anni di regionalismo «che a fasi alterne, è stato attraversato da espressioni di egoismo territoriali, che ha visto la Lega come massimo
rappresentante». Per Oliverio non c'è solo un problema di risorse, c'è un problema a catena che determina un processo di disarticolazione del Paese» .

Emiliano: al nord andranno molte più risorse
«Io avrei dato maggiori poteri a tutte le Regioni» ha detto il governatore della Puglia Michele Emiliano in un’intervista al Corriere della Sera. E ha aggiunto: «Del resto , gli italiani non la pensano diversamente visto che hanno respinto la riforma che accentrava i poteri sul governo centrale». E ancora: «Se tutte le Regioni avessero avanzato la stessa proposta sulla autonomia differenziata , avremmo potuto ridiscutere quella che è una ingiustizia profondissima: il fatto che il Nord nei finanziamenti ordinari ed esclusi i piani straordinari, vede attribuirsi molte più risorse rispetto al Sud».

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