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Da Padova gli esperti di coltura aeroponica

Vertical farming

di Valentina Saini

2' di lettura

Per rendere sostenibile l’agricoltura è cruciale efficientare l’utilizzo di risorse preziose come l’acqua e il suolo. L’agricoltura è responsabile del prelievo di oltre il 70% di acqua dolce e dell’uso di metà delle terre abitabili a livello globale. Pressioni che il pianeta non può più reggere, specie alla luce delle stime secondo le quali la popolazione umana potrebbe raggiungere i 9,7 miliardi nel 2050. È proprio questo che ha spinto tre imprenditori padovani a fondare V-FRM, una delle 58 aziende insediatesi in Trentino nel 2021.

«Sviluppiamo, produciamo e gestiamo sistemi in aeroponica ad alta pressione per la coltivazione in vertical farming di piante biofortificate» spiega Andrea Guglielmi, CTO dell’azienda. V-FRM vuole innovare la produzione agricola attraverso tecnologie che permettono di ottenere ingredienti di base alimentari e farmaceutici di alta qualità, senza usare terra e prodotti chimici, e usando pochissima acqua ed energia. Nell’aeroponica infatti le radici si sviluppano libere anziché in un substrato, e un sistema automatico programmato nebulizza le soluzioni nutritive ad alta pressione direttamente sulle radici.

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A Rovereto V-FRM sta installando una sorta di showroom per presentare varie soluzioni tecnologiche brevettate e permettere di utilizzare una parte dell’impianto industriale ad attori interessati a testare la sua tecnologia aeroponica ad alta pressione. Nello stesso spazio, afferma Guglielmi, «sarà installata un’area per la definizione di piattaforme tecnologiche green per la produzione di proteine terapeutiche attraverso il Plant Molecular Farming (PMF)». Una tecnologia, questa, che Guglielmi definisce «sostenibile, modulare e scalabile».

Dalle piante prodotte con il PMF si possono ricavare proteine per lo sviluppo di nuovi vaccini, nuovi test per disturbi e patologie difficili da diagnosticare, e nuove terapie per patologie rare o incurabili. Non a caso, fra i settori a cui V-FRM guarda con maggiore interesse ci sono il farmaceutico e il cosmetico, e delle collaborazioni sono già in atto. «Abbiamo avviato una collaborazione con un’azienda di biotecnologie per realizzare un impianto per la produzione di ulteriori molecole» afferma Guglielmi. Il team a oggi è composto da nove persone ma a settembre l’azienda si metterà alla ricerca di almeno tre biotecnologi, due agronomi e cinque ingegneri per lo sviluppo delle componenti degli impianti.

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