INTERVISTA A GIANPIETRO CORBARI

«Da Padova l’app pilota per evitare le code: presto in tutti i Pam»

L'amministratore delegato Pam-Panorama: La nostra politica di sviluppo parte dalle specificità dei singoli territori, abbiamo chiuso accordi strategici di partnership con imprenditori locali

di Riccardo Sandre

Pescato. I pescherecci targati Pam, dall'Alto Adriatico al Tirreno, sono raddoppiati

4' di lettura

«Siamo pronti a chiudere il 2021 con un fatturato intorno ai 2,9 miliardi di euro, in crescita ulteriore, tra lo 0,5 e l’1% rispetto ad un 2020 da record».

A dirlo l’Ad Pam-Panorama Gianpietro Corbari che non nasconde le sue preoccupazioni per un generalizzato aumento dei costi delle materie prime alimentari e dell’energia capaci di trascinare in alto i prezzi dei prodotti a prescindere da un corrispondente aumento dei consumi dei cittadini.

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L’anno dovrebbe chiudersi senza scossoni?

«Per ora siamo soddisfatti e puntiamo a chiudere il 2021 con un fatturato attorno a quota 2,9 miliardi. Mancano però settimane importanti come quelli di dicembre, un mese che è storicamente strategico per le vendite. A conti fatti possiamo ritenerci soddisfatti di essere riusciti per ora a crescere ulteriormente rispetto ad un 2020 che, pure con tutte le sue difficoltà, è stato un anno importante per il settore. Il 2021 di fatto potrebbe chiudersi con un +8% sul 2019».

E tuttavia proprio in questi mesi molte nuvole si addensano all’orizzonte, nuvole fatte di flessioni della predisposizione al consumo. Registrate anche voi queste tensioni?

«In effetti sta succedendo qualcosa di molto strano: c’è un reale rallentamento dei consumi, in parte legato ad un calo della fiducia, in parte ad un aumento di costi energetici che colpisce le famiglie e anche le imprese energivore come la grande distribuzione. Un aumento dei consumi che per noi si è concretizzato in prezzi delle bollette triplicati rispetto alla fine del 2020. Il settore ha scelto di reagire con politiche promozionali un po’ fuori misura rispetto ai trend standard e questo nel pieno di un contesto che spinge le famiglie a guardare più al risparmio che la consumo. E se è poi vero che per alcune categorie di prodotto come la pasta, olio, vini, caffè e carta gli aumenti dei prezzi si sono già verificati e sono significativi, è vero pure che ci troviamo a dovere confrontarci con alcuni fornitori che hanno atteggiamenti speculativi e tentano di giustificare aumenti dei prezzi che non hanno a che vedere con fenomeni inflattivi concreti».

In questo contesto prevedete un aumento dei prezzi al consumo?

«Per ora abbiamo assorbito gli aumenti di alcune materie prime e dell’energia lavorando sui nostri costi operativi ma è probabile che non saremo in grado di fare da cuscinetto ancora per molto».

Il 2022 rischia di essere l’anno degli aumenti?

«Se non si invertirà la tendenza attuale in tempi rapidi non posso escludere per l’inizio del 2022 alcuni aumenti dei prezzi al consumo, anche nei nostri punti vendita».

Un anno difficile quindi quello che vedete all’orizzonte?

«Sono convinto che la vera ripresa la potremo vedere davvero solo nel 2023 e tuttavia non credo che l’anno che sta per arrivare sarà un anno sprecato».

In che senso?

«Proprio per l’anno prossimo Pam ha in previsione di proseguire nelle proprie politiche di messa a punto della rete vendita, proseguendo nella riorganizzazione delle grandissime superfici ma anche tramite l’apertura di una z0na di nuovi punti vendita tra discount e nuove aperture tradizionali con metrature che oscilleranno tra i 200 metri e più dei Pam Local fino ad un massimo di 2500 mq. Ma non lavoreremo solo sulle superfici, sul numero dei punti di vendita e sulle eventuali sinergie con imprenditori del territorio. Siamo pronti a fare partire alcuni progetti profondamente innovativi, proprio dal Nordest».

E cioè?

«Dopo il successo della sperimentazione di Pam Flash a Bologna, con la nostra spesa che arriva a domicilio in mezz’ora che sta prendendo piede rapidamente, proprio a metà Novembre nel punto vendita Pam di via Zanchi a Padova lanceremo una nuovo progetto: la sperimentazione della nostra app per cellulare per il self scanning: in pratica permetteremo ai nostri clienti di scannerizzare i prodotti direttamente in corsia saltando le file alle casse. Un modello che potenzialmente permetterebbe ai clienti di pagare direttamente tramite telefono evitando del tutto lo stop alla cassa. Dopo Padova continueremo a Spinea, in provincia di Venezia, ed entro febbraio 2022 arriveremo a una quarantina di punti vendita. Per la fine dell’anno contiamo di coprire con il servizio l’intera rete vendita Pam nel Paese».

Continua nel frattempo il risiko di una Gdo che cerca la via della crescita dimensionale in un Paese dove la regionalizzazione del settore è ancora molto forte e dove i grandi competitor internazionali faticano a collocarsi. Qual è la vostra strategia per il prossimo futuro?

«La nostra politica di sviluppo tiene in conto le specificità dei singoli territori ed è per questo che nel recente passato abbiamo chiuso accordi di partnership strategiche con imprenditori solidi in territori che stanno crescendo con soddisfazione di tutti, penso a Retail Pro al Sud Italia, a Borello e Arimondo rispettivamente in Piemonte, Lombardia e Liguria. Offriamo modelli di partnership variegati a seconda delle esigenze e delle opportunità che ci troviamo davanti e non nascondo che anche ora stiamo continuando a dialogare in questo senso con altri operatori. Dalla nostra infatti possiamo contare, più di altri in Italia, su una struttura
logistica e organizzativa autenticamente nazionale strategica in questo senso».

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