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Da Piazza Affari all’Europa, la corsa dei conti trimestrali

Giornata ricca di trimestrali, sia a Piazza Affari che sui listini internazionali. Ecco una panoramica dei conti societari.

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10' di lettura

Giornata ricca di trimestrali, sia a Piazza Affari che sui listini internazionali. Ecco una panoramica dei conti societari.

StMicroelectronics

StMicroelectronics ha chiuso il secondo trimestre con risultati superiori alle previsioni della società e degli analisti. Il gruppo dei semiconduttori ha riportato un utile netto di 867 milioni di dollari, 0,92 dollari per azione, in rialzo del 110,4% rispetto ai 412 milioni, 0,44 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso (+16,1% rispetto ai tre mesi precedenti). I ricavi sono cresciuti del 28,3% anno su anno (+8,2% su base trimestrale) a 3,837 miliardi di dollari, contro i 3,75 miliardi stimati dalla società a fine primo trimestre. Il margine lordo è aumentato a 47,4% (40,5% nello stesso periodo 2021 e 46,7% nel primo trimestre), contro previsioni del gruppo per il 46%. Il consensus degli analisti era per profitti per 0,81 dollari per azione, con ricavi per 3,76 miliardi. L'utile lordo si è attestato a 1,819 miliardi di dollari (+50,2% su anno e +10% su trimestre), il reddito operativo è stato di 1,004 miliardi (+105,4% su anno) e il margine operativo è stato del 26,25 (16,3% nello stesso periodo dell'anno scorso e 24,7% nel primo trimestre). Per quanto riguarda i ricavi, nel confronto anno su anno, la società ha riportato maggiori vendite nette per i gruppi di prodotto e tutti i sotto-gruppi (le vendite nette a Oem e Distribuzione sono progredite rispettivamente del 31,7% e del 22,2%).

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Samsung

Samsung Electronics ha annunciato un utile operativo in crescita del 12,2% su base annua nel secondo trimestre del 2022, trainato da profitti record nel ramo dei semiconduttori. Tra gennaio e giugno, l’utile operativo del gruppo è stato di 14,1 trilioni di won (10,6 miliardi di euro) per un fatturato in aumento del 21,3% a 77,2 trilioni di won. L’utile netto ha raggiunto 11,1 trilioni di won, in crescita del 15,3%. A giugno, Samsung è diventato il primo produttore al mondo di chip avanzati a 3 nanometri, nuovi modelli più piccoli, più potenti e più efficienti.

Iveco

Iveco Group ha chiuso il secondo trimestre 2022 con ricavi consolidati pari a 3,4 miliardi di euro, in aumento del 2% anno su anno. L’utile netto adjusted è pari a 60 milioni di euro a fronte dei 77 milioni di euro del secondo trimestre 2021 ed «esclude un impatto negativo post imposte pari a 15 milioni di euro derivante dalla prima adozione della contabilità per iperinflazione in Turchia». L’ebit adjusted è pari a 118 milioni di euro (era 126 milioni), la liquidità netta delle Attività Industriali a 625 milioni di euro. Le stime per il 2022 sono state riviste al rialzo: ebit adjusted consolidato tra 400 e 420 milioni di euro; ricavi netti delle Attività Industriali in aumento dal 3% al 4% rispetto al 2021, spese generali, amministrative e di vendita delle Attività Industriali inferiori al 6,5% dei ricavi netti, liquidità netta delle Attività Industriali a circa 1,2 miliardi di euro.

Volkswagen

Volkswagen ha realizzato nel secondo trimestre un utile netto di 3,9 miliardi di euro, in calo del 22,3%, mentre nel primo semestre l’utile netto si attesta a 10,6 miliardi, con un incremento del 25,8 per cento. I ricavi da vendite sono aumentati sia nel trimestre - + 3,3% a 69,5 miliardi - sia nel semestre - +2% a 132,2 miliardi. «Nonostante le sfide globali senza precedenti - ha commentato il cfo Arno Antlitz - Volkswagen ha dimostrato una notevole solidità finanziaria. Il margine operativo nella prima metà dell’anno riflette la forte sostanza del prodotto e le vendite proporzionalmente più elevate nel segmento premium». Il gruppo automobilistico tedesco conferma la guidance per il 2022 prevedendo un robusto secondo semestre, per effetto di una forte domanda e dell’allentamento dei vincoli nelle catene di fornitura.

Shell

Il gruppo petrolifero britannico Shell ha quintuplicato l’utile netto nel secondo trimestre, a 18 miliardi di dollari, sulla scia dell’impennata dei prezzi degli idrocarburi. Il risultato ha beneficiato anche di uno storno di accantonamenti per 4,3 miliardi di dollari, dopo che la major petrolifera ha rivisto al rialzo le proiezioni dei prezzi di petrolio e gas a medio e lungo termine, ribaltando parte dei miliardi di dollari di addebiti per svalutazioni prese durante la pandemia.

Edf

Il colosso francese dell’energia Edf, su cui lo Stato lancerà un’opa per salire al 100% del capitale, ha subìto una perdita storica nel primo semestre di 5,3 miliardi, a causa del calo della produzione di elettricità nucleare legata a problemi di corrosione di alcuni reattori, e del contributo dello Stato al contenimento delle bollette.Il calo della produzione è causato dalla chiusura di 12 reattori su 56 in Francia per problemi di corrosione e di altri 18 per operazioni di manutenzione. In forte crescita, invece, il fatturato (+67,2%) a 66.262 miliardi, per il forte aumento dei prezzi di elettricità e gas. «I risultati del primo semestre riflettono le difficoltà incontrate in termini di generazione nucleare in Francia e in misura minore idroelettrica, e anche l’effetto dello scudo tariffario attivato dal Governo francese per il 2022», ha commentato l’amministratore delegato Jean -Bernard Lévy, riferendo della necessità di acquistare energia elettrica dall’esterno in un contesto di prezzi di mercato elevati. Il gruppo in ogni caso conferma le «previsioni di produzione nucleare per l’anno tra 280 a 300 TWh».

Banco Santander

Il gruppo Banco Santander ha registrato un utile netto di 2,35 miliardi di euro nel secondo trimestre, in crescita del 14% su base annua. La multinazionale bancaria spagnola ha realizzato nel primo semestre un utile sottostante di 4,894 miliardi, in crescita del 16% in euro correnti rispetto al primo semestre 2021. L’utile di competenza, che ha risentito di oneri di ristrutturazione pari a 530 milioni di euro nello stesso periodo del 2021, è cresciuto del 33% a valuta corrente. L’efficiency ratio si attesta al 45,5% nel semestre, mentre il fully loaded CET1 Ratio si colloca al 12,05 per cento.

AB InBev

La multinazionale della birra AB InBev ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto in calo del 20,5% a 1,52 miliardi di dollari, malgrado un aumento delle vendite. Il gruppo belga-brasiliano, noto per vari marchi globali tra cui Budweiser, Stella Artois e Corona, ha visto il suo fatturato aumentare del 9,3% da aprile a giugno, a 14,8 miliardi di dollari, trainato sia dai maggiori volumi che dai prezzi più alti. A perimetro e tassi di cambio costanti, la crescita delle vendite ha raggiunto l’11,3%, con volumi in aumento del 3,4% e ricavi per ettolitro in aumento del 7,5%. L’incremento delle vendite si è tradotto in un miglioramento della redditività operativa. Il margine operativo lordo (Ebitda) è aumentato del 5,2% in un anno, a 5,1 miliardi di dollari nel secondo trimestre. A perimetro e tassi di cambio costanti, la crescita ha raggiunto il 7,2%.

Sanofi

Il gruppo farmaceutico francese Sanofi ha rivisto al rialzo le sue prospettive per il 2022, dopo il forte aumento delle vendite nel secondo trimestre, grazie anche al suo farmaco di punta Dupixent (trattamento della dermatite). I ricavi del gruppo sono cresciuti del 15,7% (+8,1% a cambi costanti) per raggiungere i 10,1 miliardi di euro, una cifra superiore alle attese del mercato. L’utile netto è in lieve calo a 1,17 miliardi di euro (-1,9%).

Brembo

Risultati molto positivi anche per il Gruppo Brembo, che conferma la guidance per l’anno in corso, nella convinzione di potere replicare nella seconda parte dell’anno la stessa capacità di creazione di valore e di crescita riportata fino a giugno. Nel primo semestre il Gruppo, produttore di sistemi frenanti, ha generato un utile netto di 148,9 milioni di euro, in rialzo del 17,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e un fatturato di 1,746 miliardi (+28,3% e +19,3% a parità di cambi e perimetro di consolidamento). Per il gruppo si tratta di «una crescita straordinaria» e di risultati «importanti» e «frutto di un metodo e di una strategia di lungo periodo di tutta la squadra Brembo che, anche in un contesto così complesso, ha dimostrato forte impegno, dando continuità alle performance dei primi tre mesi dell'anno», come ha sottolineato il presidente Matteo Tiraboschi. Nel semestre l’Ebitda si è attestato a 305,3 milioni (+13,5%), pari al 17,5% sui ricavi.

Maire Tecnimont

Il gruppo Maire Tecnimont nel primo semestre ha realizzato ricavi pari a 1.615,4 milioni (+21,7%) ed ebitda di 97,4 milioni (+21,8%), con una marginalità del 6 per cento. L’utile netto e’ salito del 10,7% a 40,6 milioni. In forte crescita il business Green energy: triplica il portafoglio ordini a circa 800 milioni di euro. In generale il portafoglio ordini si attesta su 9,2 miliardi, di cui circa il 79% in Gas Monetization ed Energy Transition. La posizione finanziaria al 30 giugno mostra disponibilita’ nette per 44,1 milioni, in miglioramento di 35,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2021, grazie alla generazione di cassa operativa dei progetti in portafoglio per 149 milioni, e tenuto conto del pagamento del dividendo dell'esercizio 2021 di 60,1 milioni e delle variazioni negative del mark to market degli strumenti derivati per 72,1 milioni.

Prysmian

«Miglior semestre di sempre» per Prysmian. Ad affermarlo è l’amministratore delegato del produttore di cavi industriali, Valerio Battista. Un risultato che spinge la società a rivedere al rialzo le stime per l’Ebitda adjusted, ora atteso a 1,3-1,4 miliardi, in crescita di circa il 30% rispetto all’intervallo comunicato in precedenza. Il semestre è risultato in forte aumento grazie all’andamento del business Energy, con la spinta di rinnovabili e rete elettriche per la decarbonizzazione (crescita organica +13,6%), e con contributi dell settore Telecom (crescita organica +6,6% con i cavi ottici in Nord America) e del business Projects, con margini in miglioramento nel secondo trimestre, 2,4 miliardi di euro di commesse da inizio anno e visibilità su oltre 10 miliardi di euro di ordini. Nel semestre Prysmian ha riportato un utile netto attribuibile ai soci della capogruppo di 259 milioni di euro, in rialzo del 59,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e un risultato netto di 261 milioni (+59,1%), mentre i ricavi si sono attestati a 7,949 miliardi, in rialzo del 31,7% (+12,5% la variazione organica). L’Ebitda è stato pari a 665 milioni (+49,8%), l’Ebitda adjusted a 699 milioni (+48,7%) e il risultato operativo a 423 milioni (+52,2%). L'efficace gestione del capitale circolante netto, nonostante l'impatto derivante dall'incremento dei prezzi delle materie prime, ha consentito di generare negli ultimi dodici mesi un free cash flow pari a 174 milioni. L’indebitamento finanziario netto a fine giugno ammontava a 2,33 miliardi (2,387 miliardi al 30 giugno 2021 e 1,76 miliardi al 31 dicembre 2021).

Recordati

Il gruppo Recordati ha riportato ricavi netti consolidati per il primo semestre pari a 892,5 milioni di euro, in aumento del 15,8%, con una crescita organica dell'8,7% a cambi costanti. Il dato include il consolidamento, a partire dal 1° aprile 2022, dei ricavi del portafoglio prodotti acquisito con Eusa Pharma nel segmento delle malattie oncologiche rare e di nicchia, pari a 46,1 milioni. Al netto della recente acquisizione, dell'effetto cambio negativo
(-3,1 milioni) e della diversa contabilizzazione dei ricavi di Eligard nel 2021 prima del passaggio alle vendite dirette, la crescita organica è stata nel periodo pari all'8,7%, grazie all'ottima performance registrata da entrambe le divisioni. Nel periodo l’Ebitda è stato di
334,9 milioni (+11,5%) mentre l’utile netto rettificato si è attestato a 224,8 milioni, in rialzo del 7,1% rispetto a un anno fa. Il free cash flow alla data del 30 giugno era di 218,7 milioni, in aumento del 6,9%, mentre il debito netto è di 1,43 miliardi, pari a circa 2,2 volte l'Ebitda. Il gruppo ha inoltre confermato gli obiettivi per il 2022, con ricavi attesi nella parte alta dell'intervallo di guidance.

Amplifon

Il gruppo Amplifon ha generato un utile semestrale di 89,9 milioni di euro, in crescita del 14,4% rispetto a un anno fa a fronte di ricavi per 1,03 miliardi, l’11,3% in più dello stesso periodo 2021. Relativamente al solo secondo trimestre, l’utile netto è cresciuto del 5,2% a 57 milioni mentre i ricavi consolidati sono stati pari a 541,4 milioni di euro, in crescita del 7,6% a cambi correnti e del 5,% a cambi costanti rispetto al secondo trimestre del 2021. «Siamo soddisfatti dei risultati in crescita conseguiti nel secondo trimestre, considerata la base di confronto sfidante dello stesso periodo del 2021 - afferma l’ad Enrico Vita -. Siamo cresciuti più del mercato, incrementando ulteriormente la nostra quota nei mercati chiave, e abbiamo altresì registrato un eccellente miglioramento della redditività, anche a fronte di significativi investimenti nel business. Guardando al futuro, siamo fiduciosi di essere nella posizione ideale per continuare a crescere e generare valore in qualsiasi scenario possibile, anche in un contesto volatile e incerto come quello attuale».

Piaggio

Semestre record anche per Piaggio, che ha registrato una crescita dell’utile del 3,9% a 45,2 milioni di euro, il miglior risultato raggiunto nel periodo dal 2008, a fronte di ricavi saliti del 16,8% a 1,05 miliardi di euro, miglior risultato di sempre per il periodo. Nel semestre il margine lordo industriale è cresciuto del 5,8% a 277,1 milioni mentre l’ebitda ha toccato quota 152,2 milioni, anche in questo caso livello record per il periodo. Nel semestre inoltre la posizione finanziaria netta è migliorata di 4,5 milioni a 397,4 milioni (da 401,9) mentre le vendite hanno totalizzato quota 320.600 unità, in crescita dell'11,7% rispetto alle 287.100 unità di un anno fa. A quota 66,6 milioni gli investimenti effettuati nel periodo. Alla luce dei risultati, il cda ha deliberato di distribuire un acconto sul dividendo ordinario dell'esercizio 2022 pari a 8,5 centesimi di euro, lordo da imposte, per ciascuna azione ordinaria avente diritto per un ammontare complessivo di 30,22 milioni. La data di stacco della cedola è il 19 settembre, record date il 20.0 e messa in pagamento il 21.

De’ Longhi

De’ Longhi ha chiuso il primo semestre 2022 con un utile netto di 71,7 milioni di euro, in calo del 58,3% rispetto allo stesso periodo del 2021. I ricavi sono rimasti pressoché stabili (+0,9%) a 1,445 miliardi di euro, con l’Ebitda adjusted in calo del 40,7% a 149,1 milioni di euro, l’Ebitda -37,6% a 150,5 milioni e l’Ebit -49,2% a 100,3 milioni. Come specificato in una nota, il risultato dei primi sei mesi dell’anno si è declinato diversamente nei due trimestri, mostrando nel secondo chiari segnali di indebolimento della domanda in Europa. Nel secondo trimestre 2022, infatti, il fatturato è sceso del 5,8% a 709,3 milioni. La posizione finanziaria netta al 30 giugno è risultata positiva per 55,4 milioni. «In questo 2022, prevediamo una persistente debolezza dei mercati e della domanda anche nel secondo semestre e stimiamo pertanto di poter chiudere l'anno con ricavi in flessione ad un tasso mid-single-digit ed un Ebitda adjusted nell'intervallo di 320-340 milioni di euro», ha dichiarato Massimo Garavaglia, amministratore delegato di De’ Longhi.

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