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Da Pibiplast il packaging sostenibile per make up

L’azienda di Correggio ha recentemente lanciato il nuovo mascara Mono, un pack monomateriale in rPET, riciclato e altamente riciclabile. Anche l'applicatore del mascara è ecofriendly e realizzato in fibra sostenibile bio-based

di Marika Gervasio

4' di lettura

Ha recentemente lanciato il nuovo mascara Mono, un pack monomateriale in rPET, riciclato e altamente riciclabile. Anche l'applicatore del mascara è ecofriendly e realizzato in fibra sostenibile bio-based che assicura le stesse performance e sistema applicativo degli scovoli classici in fibra di nylon. Pibiplast è stata fondata nel 1954 a Correggio dall'imprenditore Paolo Bosi come azienda produttrice di packaging farmaceutico. Nel 1972 la mano passa ai figli, con Giorgio Bosi che prende le redini, diventandone poi amministratore delegato.In questo periodo la produzione si specializza progressivamente sul mercato cosmetico, in particolare nel segmento dello skincare.

Nel 2002 Pibiplast allarga l'offerta di prodotti acquisendo Bomal, azienda specializzata nella realizzazione di componenti per make-up. Inizia parallelamente un percorso di progressiva internalizzazione della produzione del brush (scovolo per mascara), che porterà il gruppo a diventare un punto di riferimento a livello internazionale nei sistemi applicativi (mascara, lipgloss, eyeliner). La crescita continua nel 2013 con l'acquisizione di un'azienda produttrice di tubi e capsule in plastica, mentre nel 2014 entra a far parte del gruppo la società Plast Line, specializzata in flaconi destinati alla grande distribuzione e con competenze molto sviluppate nell'estrusione soffiaggio. Tutto questo permette di ampliare ulteriormente la gamma dei prodotti e raggiungere così nuove tipologie di clienti.

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A partire dagli anni Novanta, Pibiplast è stata pioniere della sostenibilità, guidando il progressivo abbandono dei materiali plastici tradizionali e sostituendoli con plastiche riciclabili e caratterizzate da un minor impatto ambientale, come il PET. Tale dinamica è proseguita con la recente introduzione di materiali più sostenibili come le bio-plastiche e le plastiche riciclate. Proprio grazie alla sua posizione di leadership, l’azienda ha sviluppato un vantaggio competitivo nell'adozione di prodotti altamente riciclabili che lo pone ai vertici del mercato.

Nel 2018 la proprietà sente la necessità di una nuova svolta cercando sul mercato dei partner che consentano un ulteriore sviluppo del business. Nel capitale sociale entrano quindi due fondi di investimento, con la famiglia Bosi che rimane come socio di minoranza: L Catterton, fondo USA leader nei beni di consumo con una particolare expertise proprio nel mondo del beauty, e Ambienta, fondo italiano focalizzato sugli investimenti in sostenibilità ambientale.

L’ingresso di investitori istituzionali nel capitale aziendale apre ufficialmente una nuova fase caratterizzata da un percorso di sviluppo più sistematico e organizzato, pur conservando una continuità con il passato. Nasce PibiLAB, uno spazio di collaborazione tutto dedicato all'innovazione in cui l'azienda interpreta i nuovi trends di settore e anticipa le richieste del mercato e dei consumatori finali. All'interno di questo incubatore di idee, vengono sviluppati concept e prodotti innovativi, nuove collezioni, sinergie con i filler.

La sostenibilità ambientale dell'azienda viene declinata a livello di processo e di prodotto con l'adozione di tecnologie e impianti produttivi all'avanguardia per la riduzione dell'impatto ambientale. Il recente impianto di verniciatura, oltre al sistema di abbattimento dell'overspray tramite ricircolo d'acqua e relativa gestione dei fanghi, è inoltre dotato di un post combustore che elimina i solventi dalle emissioni in atmosfera e nel contempo recupera il calore in uscita per la caldaia ed il riscaldamento. Inoltre sta valutando di estendere fino al 100% il riutilizzo degli scarti di produzione attraverso il riciclo meccanico in un'ottica di economia circolare, oltre ad aver attivato un progetto ambizioso che porterà ad una drastica riduzione degli stessi.

Altro tema sul tavolo è il co-sviluppo con partner esterni di tecnologie alternative, soprattutto con riferimento ai processi di decoro, per permettere di ridurre l'impatto ambientale durante la fase di produzione ed aumentare la riciclabilità del pack.Pibiplast presidia da sempre il tema della sostenibilità ambientale con la ricerca e sviluppo di soluzioni di packaging realizzati con materiali eco-friendly. La proposta di materiali riciclati e bioplastiche si basa sul continuo scouting delle soluzioni presenti sul mercato, sviluppo di sinergie con i fornitori di materiali e rigorosi test per validare le soluzioni trovate.

L’azienda è perfettamente inserita nel proprio territorio, creando valore condiviso attraverso buone pratiche in chiave sociale. Internamente promuove ad esempio la parità di genere: il 50% della forza lavoro nella parte industriale è al femminile e anche il segmento quadri-dirigenti ha una percentuale di donne pari al 30%. Grande spazio è dato alla formazione interna sia in corsi specifici legati alla sicurezza sia in approfondimenti su tematiche verticali (tecnologie produttive) e orizzontali (green economy, innovazione). Ha deciso inoltre di creare la propria accademy e formare on site le persone, costruendo in casa i talenti. Nel 2021 un master gratuito e retribuito di 3 mesi ha coinvolto 10 studenti (3 donne e 7 uomini) neo-diplomati, fornendo loro tutte le competenze tecniche necessarie per la professione di tecnico di produzione. Un'alternanza tra linea ed aula in 10 moduli coordinati dagli stessi tecnici aziendali che – a loro volta opportunamente formati – sono diventati eccellenti docenti. Questo approccio interattivo ha consentito a 3 giovani di iniziare il proprio percorso in Pibiplast e agli altri di avere una formazione rivendibile nelle altre realtà imprenditoriali della zona, favorendo la diffusione sul territorio di know how tecnico oggi sempre più prezioso.

L'Italia rimane il mercato principale, per questione di prossimità geografica e perché nel nostro Paese sono concentrati formulatori e riempitori, che lavorano al servizio dei marchi cosmetici per il lancio di nuovi prodotti: si tratta di un modello di business che funziona sempre meglio perché riduce il time to market. La Francia è l'altro mercato strategico, mentre gli USA, che ricoprono il 20% del fatturato, costituiscono un punto di riferimento per il make up. L'obiettivo a medio termine è l'espansione in Europa, soprattutto nei Paesi nordici e in Germania, specialmente nel segmento skin care.

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