regionali, comunali e referendum

Da Pordenone a Bergamo: in 185 Comuni seggi elettorali fuori dalle scuole. Utilizzati padiglioni della fiera e musei

Dalle grandi città non sono arrivate proposte. Sono stati soprattutto i piccoli centri ad individuare soluzioni alternative. Tra i capoluoghi ci sono soltanto Bergamo, Biella e Pordenone.

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Dalle grandi città non sono arrivate proposte. Sono stati soprattutto i piccoli centri ad individuare soluzioni alternative. Tra i capoluoghi ci sono soltanto Bergamo, Biella e Pordenone.


2' di lettura

Il 14 settembre - con diverse eccezioni (in Provincia di Bolzano la campanella suonerà il 7 settembre, in Friuli il 16, in Sardegna il 22 e in Puglia Calabria, Basilicata e Abruzzo il 24) - ripartirà l'anno scolastico, dopo la pausa estiva e i mesi di lezioni on line dovuti al Covid. Ma una settimana dopo, il voto del 20 e 21 settembre (Referendum costituzionale, Regionali e Comunali) costringerà ad un nuovo stop studenti e docenti. Il Viminale ha avviato così una ricognizione sul territorio nazionale per verificare la possibilità di votare in edifici non scolastici.

520 seggi fuori dalle aule scolastiche

Ad oggi hanno risposto all'appello 185 Comuni, per lo più piccoli, che hanno individuato 520 seggi fuori dalle aule. Si tratta di numeri ancora bassi rispetto ai 60mila seggi complessivi. Ma la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha insediato un gruppo di lavoro sul tema, con l’obiettivo di organizzarsi in vista delle amministrative del 2021, quando si punta ad aumentare considerevolmente la quota dei seggi extrascolastici. Sono le prefetture a valutare l'idoneità degli edifici candidati dai Comuni ad ospitare le operazioni elettorali. Alcune categorie sono escluse per legge, ad esempio caserme e sedi di partito. Dalle grandi città non sono arrivate proposte. Sono stati soprattutto i piccoli centri ad individuare soluzioni alternative. In provincia di Trento il maggior numero di Comuni che ha risposto all'appello del Viminale (24), seguita da quelle di Vicenza (16) e Ancona (13). Tra i capoluoghi ci sono soltanto Bergamo, Biella e Pordenone.

A Pordenone tutti i seggi per il referendum nei padiglioni della Fiera

Il sindaco di quest'ultima città, Alessandro Ciriani, ha annunciato che tutti i seggi elettorali per il referendum saranno dislocati nei padiglioni della Fiera. «È - ha sottolineato - un risultato importante perché consentirà la continuità dell'anno scolastico appena iniziato. Sarebbe stato pazzesco mandare i figli a scuola un giorno e poi bloccare subito l'attività scolastica per andare a votare». A Bergamo oltre 40 mila elettori, circa la metà degli aventi diritto al voto a settembre voteranno in sedi alternative alle scuole: dal Municipio, ai centri giovanili, ai musei, ai centri per la terza età.

Seggi speciali negli ospedali

Ma ci sono anche altre novità per il prossimo appuntamento con le urne. Seggi speciali verranno creati negli ospedali con almeno 100 posti letto, derogando rispetto al limite ordinario di 200, per incrementare il numero delle sezioni ospedaliere e ampliare la platea dei comuni nei quali istituirle. Loro compito sarà quello di consentire il voto a domicilio degli elettori in quarantena per il Covid, «allo scopo - spiega il Viminale - di assicurare il pieno esercizio dei diritti civili e politici e al tempo stesso le massime condizioni di sicurezza sanitaria».

Distribuite 15 milioni di mascherine

Le operazioni di voto seguiranno le regole anti-Covid: per prevenire i rischi di contagio sarà lo stesso elettore ad inserire la scheda nell'urna. Il ministero distribuirà 15,1 milioni di mascherine chirurgiche, 3,4 milioni di guanti e 315.000 litri di gel igienizzante che verranno utilizzati per tutelare adeguatamente i cittadini che andranno a votare.

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