il cicloviaggiatore

Da Porto Santo Stefano a Pesaro, una Tirreno-Adriatico a misura di bicicletta

Un coast-to-coast che, dopo la puntata dell’Amiata, attraversa la val d’Orcia, l’Umbria e il Montefeltro, fino all’Adriatico: un itinerario a scelta

di Manlio Pisu

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5' di lettura

Il bello della Tirreno-Adriatico in bici è che l'itinerario può essere configurato a proprio piacimento in tanti modi diversi. Non c'è una Tirreno-Adriatico. C'è, piuttosto, un'infinità di variazioni sul tema della pedalata da costa a costa attraverso lo Stivale. Sono tutte bellissime. E per trovare quella giusta per noi, basta una app di cartografia digitale, che ci guiderà su smartphone con mano sicura.

Il cicloviaggio coast to coast all'italiana porta a scoprire borghi e luoghi incantevoli, in una Penisola che racchiude uno dei più ricchi patrimoni al mondo quanto a “paesaggi storici”, modellati dall'uomo nel corso dei millenni. Si può scegliere di pedalare in bici da corsa su strade asfaltate o in mountain bike, attraverso le macchie e i sentieri di montagna dell'Appennino, oppure ancora in gravel, alternando stradine a bassa densità di traffico e sterrati in buone condizioni. Si può partire da Est o da Ovest. In ogni caso i 360 – 400 chilometri di traversata da costa a costa regalano emozioni forti.

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Divertimento, adrenalina, fatica e contemplazione accompagnano il ciclista su e giù per colli e per monti attraverso la dorsale appenninica con dislivelli che oscillano, secondo il percorso, fra i 5.000 e gli 8.000 metri di salita.

È richiesto un discreto allenamento. Ma per chi ritenga lo sforzo non alla propria portata, c'è sempre l'opzione della bici a pedalata assistita, che abbatte la fatica, lasciando inalterato il divertimento. Per gustare a fondo ogni tappa, servono almeno quattro o cinque giorni; qualcosa in meno per i “velocisti” e qualcosa in più per i cultori dello slow cycling.

Grazie al treno + bici si può spezzare l'itinerario in due o tre segmenti da percorrere in più riprese.

Ma come si fa a trovare l'itinerario più adatto alle proprie esigenze? Nell'epoca dell'intelligenza artificiale applicata alla cartografia sono tante le app di escursionismo scaricabili gratis dal web sullo smartphone.

Itinerario a scelta

Tra queste una delle più evolute è Komoot. È un navigatore per bici, un “trova-sentieri” affidabilissimo, in grado di creare una traccia in una frazione di secondo in base alle indicazioni che noi stessi abbiamo fornito: asfalto, sterrati, strade bianche, livello di allenamento e di esperienza, punto di partenza e di arrivo, tappe intermedie.

Komoot è un angelo custode premurosissimo e pressoché infallibile che ci accompagna per mano lungo un tracciato disegnato su misura secondo i gusti del singolo ciclista. Il sistema è intuitivo e user friendly.

In alternativa si può ricorrere ad una guida cartacea, come quella di Simone Frignani, “Italia coast to coast. Dall'Adriatico al Tirreno” (edito da Terre di Mezzo), che propone un itinerario in nove tappe dal Conero all'Argentario.

Dal Tirreno all’Adriatico in bicicletta

Dal Tirreno all’Adriatico in bicicletta

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Il percorso qui descritto non è altro che una delle tante variazioni sul tema. È stato creato su smartphone in pochi secondi grazie a Komoot. Di seguito le impostazioni.

Punto di partenza: Porto Santo Stefano (Monte Argentario, Toscana). Punto di arrivo: Pesaro, Marche. In mezzo Maremma - Scansano – Santa Fiora (Amiata) – Val d'Orcia – Contignano – Montepulciano – Chiusi – Trasimeno – Gubbio – Acqualagna – Gola del Furlo – Urbino. Mezzo prescelto: gravel su asfalto. Grado di allenamento: medio.

Quattro giorni e mezzo di pedalata per circa 370 chilometri e 5.600 metri di dislivello in salita. Ritorno in treno + bici.

Partenza da Porto Santo Stefano

L'itinerario è progettato in modo da risalire le colline della bassa Maremma lungo la Via Amiatina, una delle strade più belle dell'Italia centrale. Da Porto Santo Stefano, dopo un tratto in pianura, si sale gradualmente verso Magliano in Toscana, attraverso paesaggi che evocano le campagne fiorenti e coltivatissime dell'“Allegoria del buon governo”, l'affresco trecentesco di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo comunale di Siena.

Da Magliano si sale verso il borgo di Pereta; poi attraverso le vigne del morellino si raggiunge Scansano. Volgendo lo sguardo verso il mare, la vista spazia fino all'Argentario e all'isola del Giglio. Sullo sfondo il Tirreno centrale, Montecristo e, quando il cielo è terso, la Corsica.

Da Scansano inizia l'ascesa al Monte Amiata, un ex vulcano spento tra Maremma e Val d'Orcia, coperto da un manto boschivo di faggi e castagni. Tappa a Roccalbegna e a Santa Fiora, dove – sotto il pavimento della chiesetta rinascimentale della Madonna delle Nevi - sgorga la sorgente del fiume Fiora. Magnifica l'antica Peschiera Sforzesca con le sue acque cristalline.

Il dilemma dell’Amiata

Da Santa Fiora i più arditi possono osare la deviazione alla vetta dell'Amiata (1750 metri sul mare). Sono altri 900 metri di dislivello, ma ne vale la pena. Dalla vetta il panorama a 360 gradi toglie il fiato: da una parte la Maremma degradante verso il Tirreno, le isole dell'arcipelago toscano e la Corsica; dall'altra la Val d'Orcia.

Chi preferisce risparmiarsi la fatica, può consolarsi pedalando da Santa Fiora ad Abbadia San Salvatore su una terrazza con vista su Radicofani, i soffioni boraciferi e la Val d'Orcia, sito Unesco dal 2004. Qui la vista è inebriante.

Il percorso prosegue verso Contignano, pedalando sulla linea di cresta delle colline d'argilla che si susseguono in fila. L'esperienza è avvolgente. I panorami a destra e a sinistra danno la sensazione di un'immersione nel paesaggio. Dal fondo della Val d'Orcia si risale avendo negli occhi le immagini da cartolina dei cipressi a zig zag sulle colline.

Poi si svalica e ci si affaccia sulla Val di Chiana. La tappa successiva è un bagno nel Rinascimento puro delle architetture di Montepulciano. Da qui il lago Trasimeno è a un tiro di schioppo.

Passaggio in Umbria

Passata Chiusi, si entra in Umbria. Ci accoglie Sant'Arcangelo sulle sponde del lago davanti all'isola Polvese con la luce abbagliante riflessa sulla superficie dell'acqua. La pedalata prosegue ondulata verso Gubbio attraverso l'Umbria più remota e meno antropizzata. A Ponte Pattoli si passa il Tevere.

Subito dopo, da Casa del Diavolo, inizia la salita e poi la discesa verso Gubbio. La città medievale si erge fiera alle pendici del monte Ingino in tutta la sua magnificenza. Da lì attraverso la Gola del Bottaccione si sale al valico di Madonna della Cima (780 metri), che in questo punto fa da spartiacque sul crinale appenninico tra Tirreno e Adriatico.

Ci attendono in rapida successione i borghi di Scheggia, Cagli, Acqualagna. Siamo nelle Marche. Poi l'emozione della Gola del Furlo, dove i Romani fecero passare la Via Flaminia, seguendo il corso del fiume Candigliano.

Qui, in zona di tartufo, si trova da 150 anni l'Antica Locanda del Furlo, sito storico che merita una tappa. Fra i tanti viaggiatori che vi hanno trovato accoglienza e buona cucina anche Mussolini, quando da Roma tornava a Predappio nella sua Romagna, percorrendo la Flaminia. La stanza in cui alloggiava conserva gli arredi d'epoca.

Da Urbino a Pesaro

Altri 20 chilometri ed ecco Urbino, la città che 500 anni fa diede i natali a Raffaello: uno dei tanti gioielli di questo cicloviaggio. Il Palazzo Ducale, che ospita la Galleria Nazionale delle Marche, una delle pinacoteche più preziose d'Italia, è sito Unesco.

Da Urbino attraverso le colline del Montefeltro si scende rapidamente a Pesaro sotto il promontorio di San Bartolo, insieme al Conero uno dei due speroni di roccia che interrompono il litorale piatto del Medio Adriatico. Avvicinandosi a Pesaro, il contesto cambia.

La fascia costiera è antropizzatissima. Qui il tessuto imprenditoriale delle Marche esprime tutta la sua vivacità. L'ingresso in città è una gioia per i ciclisti: la linea 7 della “Bicipolitana, la rete di piste ciclabili che serve l'area urbana, ci porta dritti in centro e poi alla “Sfera Grande”, la scultura di Arnaldo Pomodoro, che adorna il lungomare della città.

Sullo sfondo l'azzurro lucente dell'Adriatico. Meta raggiunta!

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