riqualificazione urbana

Da Prato a Ferrara così tutto il quartiere passa in classe A

Un progetto di Audis con Enel X, Snam ed Eni punta a unire gli incentivi fiscali sul risparmio energetico alle partnership pubblico-privato per la rigenerazione di intere zone di alcuni Comuni piccoli e grandi

di Paola Pierotti

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(claudiozacc - stock.adobe.com)

Un progetto di Audis con Enel X, Snam ed Eni punta a unire gli incentivi fiscali sul risparmio energetico alle partnership pubblico-privato per la rigenerazione di intere zone di alcuni Comuni piccoli e grandi


3' di lettura

Ferrara, Bologna e Prato. Sono questi i tre comuni italiani che hanno aderito per primi alla proposta di Audis (Associazione aree urbane dismesse) di finanziare con un partenariato pubblico-privato la transizione green delle città, facendo tesoro del dibattito sugli incentivi per l’efficienza energetica (eco e sisma bonus, e superbonus del 110%) e di quello sull’uso delle risorse del Recovery Fund. Si punta ad interventi che simultaneamente tengano conto della riqualificazione energetica degli immobili (della componente edilizia e degli impianti), della riduzione di vulnerabilità sismica, dell’accessibilità e del miglioramento del contesto urbano.

Il progetto

Progetto innovativo che prevede la compartecipazione delle amministrazioni locali con player del settore, che in prima battuta sono stati individuati in tre partner di scala nazionale, Enel X, Eni Gas & Luce e Tep Energy Solution (Snam), con l’intento di supportare i Comuni perché diventino promotori e coordinatori (anche eliminando costi gestionali) per ottenere benefici collettivi in termini di qualità urbana.

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«La sfida – spiega il presidente Audis Tommaso Dal Bosco – è quella di riuscire a guidare la trasformazione energetica, con grandi capacità finanziarie e fiscali ma, soprattutto, tecnologiche e industriali, che consentano di proporsi come pivot di operazioni importanti con risvolti oltre che economici, anche sociali, ambientali e di innovazione industriale».

Audis ha concentrato il suo impegno sulla considerazione che la regia pubblica deve rimanere centrale: «Bene far ripartire l’economia, ma con innovazione. Non basta procedere condominio per condominio – spiega Marco Marcatili, coordinatore operativo del progetto per Audis e responsabile sviluppo di Nomisma – ipotizziamo di partire da spicchi di città dove si possa costruire un progetto pubblico che tenga conto di tutti gli interventi che possono beneficiare dei bonus nazionali, con l’intento di rilasciare, grazie all’economia di scala, anche del valore nel quartiere».

“Verso la città in classe A” è lo slogan scelto da Audis, che guarda con interesse a edifici di proprietà pubblica (uffici, scuole, biblioteche) e a quartieri dove dovrebbero essere attivate forme di intervento in ottica multi-stakeholder. A Prato si lavorerà sul tema dell’economia circolare, a Bologna grande attenzione alle aree dismesse, a Ferrara focus sull’edilizia residenziale pubblica. In generale, commenta Dal Bosco, «si cercherà di uscire dalla logica della rigenerazione di contenitori, entrando in quella di area o quartiere, anche con l’ausilio della partecipazione da parte dei cittadini». Entro l’autunno è prevista la presentazione pubblica dell'iniziativa che Il Sole 24 Ore anticipa oggi.

«Da tempo Eni gas e luce persegue l’obiettivo di evolversi da fornitore di gas ed elettricità a un vero e proprio energy advisor del cliente. È in linea con questa strategia la soluzione CappottoMio dedicata alla riqualificazione energetica e sismica degli edifici che, anche grazie alle opportunità offerte dagli incentivi – spiega Giorgio Fontana, responsabile Energy Services (Esco) di Eni gas e luce – permette di attualizzare subito i benefici economici per il cliente grazie alla cessione del credito d’imposta. La proposta di Audis è un’altra opportunità che richiede il supporto di una pianificazione strategica a livello istituzionale e di un’adeguata organizzazione delle regole d’ingaggio per il coinvolgimento sinergico degli operatori di settore».

La riqualificazione dei privati non basta

La riqualificazione energetica e sismica degli edifici è essenziale per la rigenerazione delle città, ma da sola non è sufficiente. «Per renderla possibile – aggiunge Cristian Acquistapace, ad di Snam4Efficiency – è necessario progettare gli interventi sulla scala del quartiere, con la compresenza di palazzi privati e pubblici, uffici e attività commerciali, e da questa alla scala urbana». In quest’ottica, il coinvolgimento delle amministrazioni locali è imprescindibile per orientare gli interventi là dove possano creare maggiori benefici per la collettività, senza tralasciare aree tradizionalmente svantaggiate come quelle di edilizia residenziale pubblica. «Siamo convinti – sottolinea Acquistapace – che i risultati più importanti per le nostre città si avranno quando i quartieri diventeranno il target di progetti di riqualificazione energetica coordinati tra gli attori pubblici e privati».

Sulla stessa linea il terzo operatore coinvolto: «Con questa collaborazione che coinvolge pubblico e privato – commenta Emanuele Ranieri, responsabile della linea di business Vivi Meglio di Enel X Italia – sarà possibile porre le basi per attivare una serie di positive ricadute in ambito sociale, territoriale, industriale ed economico. Occorre tuttavia poter contare su un contesto idoneo e favorevole attraverso la stabilizzazione dei bonus fiscali, almeno fino al 2023, al fine di riuscire a sviluppare e completare i grandi interventi di rigenerazione urbana anche attraverso la semplificazione delle attività burocratiche necessarie, l’informatizzazione degli enti locali, genio civile, catasto e l’estensione del Superbonus a beneficio anche dei soggetti Ires».

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