Il viaggio del leader leghista

Da Putin a Morawiecki, perché Salvini è volato in Polonia?

Qualcuno la definisce “l'ennesima salvinata”, ma dietro questo viaggio del leader del Carroccio c’è l’obiettivo di annacquare il recentissimo passato filo-Putin e di consolidare il rapporto con il premier polacco Morawiecki per dar vita a un nuovo gruppo al Parlamento europeo

di Barbara Fiammeri

Salvini contestato a Przemysl. Il sindaco: “Non la ricevo”

3' di lettura

Matteo Salvini vola a Varsavia e si avvicina al confine con l'Ucraina per promuovere la pace e organizzare il viaggio di alcuni profughi verso città guidate dai sindaci della Lega, che hanno offerto la loro piena disponibilità. Qualcuno la definisce “l'ennesima salvinata”, quasi paragonandola con quelle iniziative un po’ pittoresche di cui di tanto in tanto si rende protagonista il Capitano, come quando da ministro dell'Interno si fece riprendere con tanto di caschetto in testa alla guida della ruspa con cui fu abbattutta la villa abusiva dei Casamonica a Roma, oltre che l’ormai arcinota citofonata ai presunti spacciatori a Bologna.

Annacquare il recentissimo passato filo-Putin

Il contesto qui però è decisamente diverso, drammatico, e non c'è dubbio che il leader della Lega ne sia perfettamente consapevole. Il punto è che a differenza della campagna sulla ruspa o contro la droga, che rientravano perfettamente nel mainstream del Carroccio, stavolta la “salvinata” ha ben altri obiettivi.

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Primo fra tutti quello di annacquare il suo recentissimo passato filo Putin.Operazione non facile. Perché al di là del post di quasi 7 anni fa con cui si mostrava davanti all'obiettivo indossando una maglietta con su stampata la foto in divisa del presidente russo accompagnata da un elegante “cedo due Mattarella per mezzo Putin”, i rapporti con la Russia dello zar Vladimir si sono nel corso degli anni ulteriormente intensificati. Come del resto documentano le non poche visite a Mosca, compresa quella avvenuta quando era già al Viminale e durante la quale alcuni esponenti del suo partito (tra cui un ex portavoce del leader della Lega) si intrattenevano all'hotel Metropol parlando della compravendita di prodotti petroliferi per riceverne in cambio – questa è l'ipotesi accusatoria – finanziamenti illeciti.

Salvini ha sempre minimizzato e preso le distanze. Anche in occasione dell'ultima “scoperta”, ossia l'accordo nero su bianco - sottoscritto giusto un anno prima delle elezioni del 2018 e valido fino a pochi giorni fa - in cui Lega e Russia Unita (il partito di Putin) si impegnavano a consultarsi e scambiarsi «informazioni su temi di attualità della situazione nella Federazione Russa e nella Repubblica italiana» nonché «sulle relazioni bilaterali e internazionali». E le contestazioni al suo arrivo alla stazione di Przemysl, la cittadina ad una decina di chilometri al confine con l’Ucraina, raccontano la diffidenza di quel popolo verso il leader leghista.

Consolidare il rapporto con la Polonia

Ma nel viaggio a Varsavia c'è anche qualcos'altro: la necessità di consolidare il rapporto con la Polonia di Jaroslaw Kaczynski e del premier Morawiecki, alleati principali non della Lega ma di Fratelli d'Italia nel partito dei Conservatori, di cui Giorgia Meloni è presidente proprio per l'intesa con i polacchi.

Per mesi Salvini ha lavorato per dar vita a un nuovo gruppo al Parlamento europeo di cui il Pis di Kaczynski Morawiecki, che conta 24 parlamentari, tanti quanti il Carroccio, sarebbe stato il nocciolo duro assieme al premier ungherese Viktor Orban e ai suoi 12 deputati di Fidesz che, dopo l'uscita del Ppe, è ancora in cerca di una “casa”.

Un gruppo del quale Salvini voleva facesse parte anche Marine Le Pen e i suoi 16 parlamentari del Rassemblement national, oltre naturalmente ai gruppi minori della destra sovranista e populista. Un progetto che finora però non è riuscito e che ora la guerra potrebbe definitivamente affossare.

Già, perché tra i maggiori ostacoli c'è proprio (o quanto meno c'era) la vicinanza di Salvini e Le Pen a Vladimir Putin. E non è detto che la recente resipiscenza del leader della Lega e della sua alleata francese – la quale nel frattempo ha provveduto a ritirare le brochure per la campagna alle presidenziali dove veniva ritratta accanto allo Zar prendendone pubblicamente le distanze - sia sufficiente.

La discesa nei sondaggi e la concorrenza di Fdi

Tutto si muove molto velocemente. Salvini ha bisogno di fermare la discesa nei sondaggi che a destra continuano a premiare Meloni. La presidente di Fdi, al contrario del suo omologo leghista, si è mossa per tempo: l'invasione russa è avvenuta proprio mentre stava per decollare verso la convention in Florida dei conservatori americani. Così, mentre Salvini a Roma doveva ripararsi dalle accuse di non aver tempestivamente preso posizione contro Putin, la leader di Fdi saliva sul palco della reunion statunitense rivendicando un atlantismo non certo dell'ultim'ora.


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