nuova maggioranza

Quota 100 e Dl sicurezza: le misure «bandiera» della Lega a rischio rottamazione

I due provvedimenti bandiera del Carroccio potrebbero essere tra i primi a essere rivisti radicalmente dall’esecutivo giallorosso

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


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2' di lettura

Quota 100 e i decreti sicurezza con il giro di vite sulle Ong, due bandiere della Lega, potrebbero essere tra i primi provvedimenti rivisti radicalmente dall’esecutivo giallo-rosso. Lo stop agli aumenti Iva è la prima «ragione sociale» per il prossimo governo. Ma l’agenda di politica economica di Pd e M5S ha anche altre priorità. Tre, su tutte: la riduzione del cuneo fiscale, un rilancio del pacchetto Impresa 4.0 e misure concentrate sui redditi bassi, anche da opporre politicamente alla Flat Tax «per i ricchi» di marca leghista.

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Da quota 100 i fondi per le politiche economiche giallorosse
Le risorse sono limitate. E a caccia di fondi le attenzioni si concentrano su una revisione di quota 100, per aumentare i “risparmi” (circa 6 miliardi) che già sono in arrivo per la minor spesa rispetto al previsto prodotta da pensioni e reddito di cittadinanza. L'ipotesi è di restringere il bacino, ma non è esclusa nemmeno la chiusura nel 2020 della sperimentazione, con qualche misura compensativa lasciando il posto ad altri strumenti, come ad esempio l’Ape social rafforzata.

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Sicurezza, si riparte dai rilievi del Colle
Il passo indietro sui decreti sicurezza è considerato poi «imprescindibile» per un accordo con il M5S da parte del Pd, che chiede un cambio radicale di rotta sul tema immigrazione. Un primo terreno di incontro potrebbe essere (come fatto notare dal capogruppo del M5S alla Camera, Francesco D'Uva) ripartire dai rilievi sollevati dal Capo dello Stato al momento della promulgazione del decreto sicurezza bis, con una lettera al premier e ai presidenti delle Camere.

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Ong, sanzioni pecuniarie «sproporzionate»
Si tratterà dunque di partire da un ridimensionamento delle sanzioni ai danni delle navi di Ong che soccorrono migranti in mare, alle quali è vietato l'ingresso in acque territoriali italiane. Per Mattarella, resta l’obbligo dei naviganti di salvare i naufraghi. Il capo dello Stato ha fatto notare inoltre che, per effetto di un emendamento che ha modificato il testo da lui firmato a giugno, la sanzione amministrativa pecuniaria applicabile è stata aumentata di 15 volte nel minimo e di 20 nel massimo, fino a un milione di euro per il comandante della nave che trasporta migranti. Una pena sproporzionata, paragonabile a una sanzione penale.

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