formazione

Da Riva del Garda a Seattle, quando l'alternanza scuola-lavoro funziona

di Giuseppe Chiellino

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Samuele Dassatti, il primo da sinistra, insieme a Luisa Deubzer e a due colleghi, dopo la premiazione al Forum Eusalp 2018 a Innsbruck


3' di lettura

INNSBRUCK - Nasce dalla vituperata alternanza scuola-lavoro la storia di Samuele Dassatti e Andrea Zanin, due studenti al primo anno di università, rispettivamente in informatica e matematica, a Trento. Hanno ricevuto il secondo premio al concorso della macroregione alpina (Eusalp) Pitch your project to the Eu con “Beehave”, un progetto il cui nome è un gioco di parole tra beehive, alveare, e behave, comportarsi. Si confrontavano, al secondo forum annuale di Eusalp a Innsbruck, con altri quattro progetti finalisti e si giocavano tutto in cinque minuti, tre per lanciare il progetto e due per rispondere alle domande della platea che era anche al giuria, composta da rappresentanti delle 48 regioni di Eusalp e della Commissione europea, studenti e qualche giornalista. Li ha battuti di poco Luisa Deubzer, tedesca dal sorriso entusiasta, del Consiglio giovanile della Commissione per la protezione delle Alpi (Cipra, una Ong) che vuole sviluppare una sorta di Interrail di montagna, inserendo nel network anche le reti ferroviarie locali e le linee di bus, per offrire ai giovani un “biglietto alpino” a prezzi accessibili.
Cos'è Beehave
Andrea era a casa, assente giustificato. Samuele, a dispetto della sua apparente timidezza di diciannovenne, se l'è cavata benissimo. Ha spiegato qual è l'obiettivo di Beehave: fornire agli apicoltori uno strumento avanzato e non invasivo per controllare in tempo reale lo stato di salute delle api, insetti particolarmente a rischio nella regione alpina, per poter intervenire in modo tempestivo e mirato per proteggerle e migliorare la produzione di miele. L'idea è di installare negli alveari sensori in grado di rilevare e trasmettere informazioni su temperatura e umidità (ma non solo) ad una piattaforma, già realizzata, che li rielabora e li rende fruibili non solo agli apicoltori ma anche ai ricercatori che, grazie ai dati raccolti da “sensori naturali” come le api, riescono a monitorare più facilmente alterazioni ambientali e climatiche. Il riconoscimento di Eusalp consiste in un premio di 3mila euro, sufficiente a responsabilizzare i due diciannovenni di Riva del Garda, compagni dalle scuole medie. “Finora non abbiamo avuto bisogno di finanziamenti, visto che si è trattato soprattutto di sviluppare il software” spiega Samuele. “Ci ha mosso la passione per ciò che facevamo. Questo premio ora ci obbliga a ragionare su come spendere al meglio le risorse” aggiunge parlando, da giovane imprenditore, di business plan, obiettivi e collaboratori.

Quando giocavano a riprogettare Snake nella stube di casa
La storia di Beehave comincia poco più di due anni fa, quando Samuele e Andrea, al quarto anno del liceo scientifico “Maffei” di Riva del Garda e appassionati di informatica sin da ragazzini quando “nella stube di casa” si divertivano a “riprogettare lo Snake di Nokia”, vanno a fare l'alternanza scuola-lavoro al WitLab di Rovereto. Qui sviluppano l'idea di Igloo, una piattaforma che raccoglie, rielabora e rende accessibili attraverso una app i dati trasmessi da sensori esterni. “L'idea iniziale – racconta Samuele – era di costruire qualcosa per la smart home, ma nel giro di pochissimo tempo sono entrati in campo colossi come Google, Amazon… e abbiamo capito che dovevamo cambiare obiettivo. Dopo un anno di riflessione, abbiamo puntato su Beehave che coniuga un interesse economico, quello degli apicoltori, con l'esigenza di monitoraggio ambientale. Questo finanziamento ci permetterà di cominciare a realizzare i sensori che installeremo negli alveari. L'altro passo necessario è individuare una rete di apicoltori interessati a partecipare allo sviluppo di Beehave, ma questo non pensiamo sia un problema”.
L'ufficio? Una scrivania nella casa da studenti fuorisede
Durante la settimana, l'”ufficio” di Andrea e Samuele “è una scrivania nell'appartamento di Trento, condiviso con altri studenti universitari fuorisede”. Nel fine settimana tornano al WitLab, dove hanno a disposizione non tanto le macchine, quanto l'esperienza di altri giovani, come loro interessati all'innovazione ma con competenze diverse di cui fare tesoro: per esempio, come presentare in pubblico un progetto in tre minuti. Nel frattempo, Samuele, violinista grazie alla scuola media a indirizzo musicale e membro di due orchestre della zona (“perché la musica aiuta a tirar fuori tutti i pensieri brutti”) è già andato due volte a Seattle, invitato dalla Microsoft nel campus di Redmond come uno dei migliori designer dell'anno (è arrivato terzo) dopo aver realizzato su piattaforma Windows un calendario personale da gestire con la penna. E il futuro? “L'università, quasi certamente l'Erasmus, lo sviluppo della start up Igloo che si concentrerà su tematiche ambientali, ovviamente Beehave e poi, chissà… nell'ultimo anno si sono aperte così tante porte che non riesco proprio a immaginare come sarà il mio futuro”. In bocca a lupo, Samuele e Andrea. E a tutti quelli come voi.

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